Cassazione Penale, Sentenza n. 21101/2023 del 17/05/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della correzione di un errore materiale nell'ordinanza del 13/06/2022: la correzione aveva chiarito che l'indicazione della "società immobiliare Morelli di Belfanti Pierfrancesco" doveva intendersi riferita alla "società immobiliare Morelli di Belfanti Tommaso" con sede a Marmirolo e con quote ripartite 48% Belfanti Tommaso, 48% Stuani Malvina, 4% Belfanti Pier Vittorio. La ricorrente ha dedotto (1) violazione di legge perché il provvedimento di confisca non sarebbe stato preceduto da sequestro delle medesime quote; (2) nullità del provvedimento per essere stato emesso de plano, fuori dal contraddittorio, con conseguente interesse concreto della ricorrente a contestare la validità della cessione e l'improcedibilità della correzione, anche in presenza di un ricorso pendente in Cassazione. Con il secondo motivo si è ribadita l'assenza di sequestro e l'esigenza di valutare la cessione intervenuta dopo la revoca dell'originario sequestro.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse, atteso che la sentenza n. 5777 del 30 novembre 2022 aveva già annullato il provvedimento originario oggetto di correzione (con rilievi sulla omessa perimetrazione temporale della pericolosità sociale e sulla sproporzione), rendendo priva di oggetto la questione relativa alla correzione dell'errore materiale. Per effetto di tale inammissibilità la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 c.p.p., al versamento in favore della Cassa delle Ammende della somma equitativamente determinata in Euro 3.000,00.
Norme richiamate
decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, art. 23, comma 8
art. 23, comma 8, del decreto-legge 28 ottobre 2020, n. 137, convertito dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176
Richiamato come base procedurale per la trattazione del ricorso secondo le modalità previste dal citato comma (procedure semplificate/urgenti o modalità di trattazione straordinaria).
Consente la condanna del ricorrente al pagamento di una somma alla Cassa delle Ammende e alle spese processuali quando emergano profili di colpa o inosservanza procedurale nel ricorso; qui è stato applicato per equità a Euro 3.000,00.
Sentenza Corte di Cassazione 30 novembre 2022, n. 5777
sentenza 30 novembre 2022 n. 5777
Precedente decisionale che ha annullato il provvedimento originario oggetto della correzione per vizi sostanziali (mancata perimetrazione temporale della pericolosità sociale e giudizio di sproporzione), determinando la perdita di interesse del ricorrente rispetto alla correzione contestata.
Massime di principio
- La correzione di un errore materiale perde rilevanza se il provvedimento originario viene successivamente annullato: in tali casi il ricorso per cassazione può essere dichiarato inammissibile per sopravvenuta mancanza di interesse.
- Per contestare una confisca di quote societarie è rilevante dimostrare l'esistenza di un previo sequestro sulle stesse; l'assenza di sequestro è un motivo valido ma va valutata tenendo conto dell'intera vicenda processuale e di eventuali annullamenti intervenuti.
- La censura basata sull'emissione 'de plano' (fuori dal contraddittorio) è ricevibile, ma diventa inefficace se sopravviene un provvedimento che elimina l'interesse pratico del ricorrente.
- Prima di proporre impugnazioni manifestamente infondate o prive di utilità processuale è necessario considerare il rischio di sanzioni economiche (art. 616 c.p.p. e spese), soprattutto quando emergono profili di colpa del ricorrente.
- Quando è contestata la validità di una cessione di quote societarie occorre accertare la temporalità rispetto a sequestri e revoche: la validità della cessione rispetto ai provvedimenti cautelari incide direttamente sulla destinazione patrimoniale (sequestro/confisca).
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