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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 51284/2023 del 21/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La ricorrente, quale comproprietaria terza, aveva chiesto la revoca della confisca di prevenzione su alcuni immobili di Lamezia Terme sostenendo che sussistessero "novità". In particolare ha dedotto che il fatto nuovo consisterebbe nel passaggio in giudicato di una sentenza penale che aveva accertato la data dell'abuso edilizio e l'epoca in cui il proposto disponeva di risorse lecite sufficienti per la costruzione, elementi che a suo avviso non erano stati prima dedotti e che giustificavano la revoca della confisca.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha ritenuto che l'istanza di revoca fosse già stata proposta in passato e definita negativamente (prima istanza rigettata con decreto del 16/05/2016, confermata nei gradi successivi) e che il passaggio in giudicato della sentenza penale (21/05/2013) non costituisse fatto nuovo atteso che la portata probatoria era già stata valutata nei precedenti procedimenti. Per tali motivi il ricorso è stato dichiarato inammissibile; la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e a versare euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 7, legge 27 dicembre 1956, n. 1423

    Ai fini della revoca della confisca definitiva ex art. 7, non si considera "fatto nuovo" il mero passaggio in giudicato di una sentenza penale già valutata nei precedenti procedimenti; la Corte interpreta l'irrevocabilità della pronunzia assolutoria come dato formale irrelativo se la rilevanza probatoria era già stata esaminata.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Consente alla Corte di cassazione di condannare la parte soccombente al pagamento delle spese processuali e, quale sanzione, a una somma versata alla Cassa delle ammende; la norma è stata applicata per irrogare la sanzione pecuniaria data l'ammissibilità ritenuta infondata del ricorso.

  • giurisprudenza: Sez. 6, n. 29551 del 07/10/2020 (Terenzio)

    Citata come precedente dottrina secondo cui il semplice consolidamento in giudicato di una sentenza assolutoria non costituisce di per sé nuova prova idonea a superare preclusioni procedurali in materia di misure di prevenzione patrimoniali.

  • Corte Cost., 13 giugno 2000, n. 186

    Richiamata in relazione ai criteri per la liquidazione delle sanzioni pecuniarie in favore della Cassa delle ammende, con riferimento ai profili di colpa emersi dall'impugnazione.

Massime di principio

  • Per ottenere la revoca di una confisca definitiva ex art. 7 l'istante deve produrre elementi nuovi e decisivi non già deducibili o già esaminati nei precedenti procedimenti; il mero passaggio in giudicato di una pronuncia non produce automaticamente una "novità" utile.
  • Se una identica istanza di revoca è stata già proposta e negativamente decisa, la nuova domanda sarà inammissibile a meno che non venga allegata e documentata una prova effettivamente nuova e non deducibile anteriormente.
  • La valutazione della novità richiama non la forma (irrevocabilità della sentenza) ma la sostanza probatoria: è determinante l'effettiva portata dimostrativa degli elementi presentati.
  • Le impugnative che reiterano censure già esaminate e ritenute infondate nei precedenti provvedimenti sono a rischio di inammissibilità e possono comportare condanne alle spese e sanzioni pecuniarie.
  • In casi analoghi è fondamentale documentare tempestivamente e con chiarezza in che modo le nuove prove influiscono concretamente sulla valutazione della confisca, evitando argomentazioni basate solo su fatti formali (es. passaggio in giudicato).

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