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Cassazione Civile, Ordinanza n. 06421/2025 del 11/03/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (pubblica amministrazione)

La controversia

La controversia nasce da una verifica doganale svolta su importazioni di prodotti di abbigliamento a marchio Guess effettuate da una società licenziataria del marchio. L’Ufficio ha contestato che, nel valore dichiarato in dogana, non fosse stato incluso il diritto di licenza (royalty) dovuto alla capogruppo statunitense, ritenendo che tale pagamento dovesse concorrere alla determinazione del valore in dogana perché riferito alle merci importate e costituente condizione della vendita. La società ha impugnato l’atto sostenendo, in sintesi, che non vi fosse alcuna prova della necessaria connessione tra royalties e vendita delle merci importate, né un potere di controllo del licenziante tale da subordinare l’importazione al pagamento dei diritti di licenza. In primo grado il ricorso del contribuente è stato accolto; in appello l’Amministrazione ha insistito sulla debenza doganale delle royalties. Nel ricorso per cassazione, affidato a un unico motivo, l’Agenzia ha denunciato violazione e falsa applicazione degli artt. 1362 e 1363 c.c. e degli artt. 157, 159 e 160 del Reg. CEE n. 2454/1993, nonché delle disposizioni doganali sul valore in dogana, censurando la CTR per avere escluso l’inclusione delle royalties senza corretta interpretazione delle clausole contrattuali e senza verificare se il licenziante esercitasse un controllo idoneo a far ritenere il pagamento del diritto di licenza condizione di vendita delle merci.

La decisione

La Corte ha ritenuto fondato il motivo dell’Agenzia. Ha richiamato la disciplina del valore in dogana e il principio secondo cui le royalties vanno aggiunte al prezzo pagato o da pagare quando: non siano già incluse nel prezzo, si riferiscano alle merci da valutare e costituiscano condizione di vendita. Ha inoltre ribadito, in linea con la giurisprudenza unionale e di legittimità, che nei casi di prodotti fabbricati su licenza e importati dal licenziatario occorre verificare se il titolare dei diritti immateriali disponga di poteri di controllo sul produttore o sull’acquirente tali da subordinare la vendita al pagamento dei diritti di licenza. La CTR, secondo la Cassazione, si era limitata ad affermare in modo apodittico l’assenza di prova della condizione di vendita, senza esaminare nel dettaglio le clausole contrattuali e gli indicatori di controllo rilevanti. Per questo la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di secondo grado della Lombardia, che dovrà riesaminare la vicenda applicando i principi indicati dalla Corte di cassazione.

Norme richiamate

  • art. 1362 c.c.

    Richiamato come criterio ermeneutico la cui violazione è stata dedotta per censurare l’interpretazione dei contratti di licenza effettuata dal giudice di merito.

  • art. 1363 c.c.

    Richiamato come criterio ermeneutico sistematico nella lettura delle clausole contrattuali rilevanti ai fini doganali.

  • art. 32 del Regolamento (CEE) n. 2913/92

    Prevede che al prezzo effettivamente pagato o da pagare vadano aggiunti i corrispettivi e i diritti di licenza relativi alle merci da valutare, se dovuti come condizione della vendita.

  • art. 157, paragrafo 2, Regolamento (CEE) n. 2454/1993

    Stabilisce che le royalties si aggiungono al valore in dogana solo se si riferiscono alle merci oggetto di valutazione e costituiscono condizione di vendita.

  • art. 159, Regolamento (CEE) n. 2454/1993

    Per i diritti di licenza relativi a marchi di fabbrica, specifica ulteriori condizioni per l’inclusione nel valore in dogana, tra cui la commercializzazione con il marchio e la mancanza di libertà dell’acquirente di rifornirsi da fornitori non legati al venditore.

  • art. 160, Regolamento (CEE) n. 2454/1993

    Per i pagamenti a terzi, considera soddisfatta la condizione di vendita solo se il venditore o una persona a esso legata chiede all’acquirente di effettuare il pagamento.

  • art. 143 DAC

    È richiamato con riferimento alla nozione di persone legate e al controllo diretto o indiretto rilevante ai fini del valore in dogana.

  • art. 23 DAC

    Citato nel ricorso come disposizione doganale invocata dalla parte ricorrente, nel contesto della disciplina del valore in dogana.

  • art. 375 c.p.c.

    È richiamato per affermare la regola ordinaria della trattazione camerale nel giudizio di cassazione, salvo ipotesi eccezionali.

  • art. 380-bis.1 c.p.c.

    Indica la forma della trattazione camerale cui il ricorso è stato avviato.

  • art. 391 quater c.p.c.

    È menzionato come ipotesi eccezionale rispetto alla regola della trattazione camerale.

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    Costituisce il parametro del motivo di ricorso per violazione e falsa applicazione di legge.

  • art. 348-ter c.p.c.

    Richiamato per escludere l’inammissibilità da doppia conforme, ritenuta non pertinente perché la censura era di violazione di legge.

  • art. 10 L. n. 212/2000

    Richiamato nel giudizio di merito dalla contribuente in relazione alle sanzioni, ma non risulta centrale nella decisione di cassazione.

Massime di principio

  • Ai fini del valore in dogana, le royalties vanno aggiunte al prezzo delle merci importate solo se sono relative alle merci valutate, non sono già incluse nel prezzo e costituiscono una condizione di vendita.
  • La nozione di "condizione di vendita" non richiede formule sacramentali, ma va verificata in concreto accertando se il venditore, o soggetti a esso legati, sarebbe disposto a vendere le merci anche in assenza del pagamento del diritto di licenza.
  • Nelle controversie sul valore in dogana dei prodotti fabbricati su licenza, il giudice di merito deve esaminare specificamente le clausole contrattuali e gli indicatori fattuali di controllo del licenziante sulla produzione, sulla scelta del fornitore o sulla commercializzazione.
  • È censurabile per violazione di legge l’interpretazione del contratto che prescinda dai criteri ermeneutici e dalle regole doganali applicabili, limitandosi a formule apodittiche sulla mancanza di prova della condizione di vendita.
  • Le indicazioni contenute nelle note interpretative e nei commenti del sistema doganale unionale, pur non sempre vincolanti in senso formale, costituiscono strumenti rilevanti per l’interpretazione uniforme della disciplina del valore in dogana.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributi
IstitutiOnere della provaBuona fede e correttezza

Testo integrale

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