Salta al contenuto
Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 2523/2023 del 20/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Maghella impugnava la sentenza di condanna per incendio doloso aggravato, deducendo: 1) omissione di valutazione della relazione dei Vigili del Fuoco (allegata per autosufficienza) che attesterebbe che i principi di incendio erano stati estinti con mezzi propri, quindi la condotta non avrebbe avuto i caratteri di un incendio diffusivo; 2) errata esclusione della qualificazione come tentato incendio (artt. 56, 423 c.p.), atteso che il fuoco sarebbe stato agevolmente e rapidamente spento con poche bacinelle d'acqua, elemento che imporrebbe la riqualificazione in tentativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto congrua la motivazione della Corte d'appello che aveva confermato la natura di incendio consumato rilevando la pluralità dei punti d'innesco, l'uso di copiosa quantità di liquido infiammabile (tre bottiglie), l'altezza e la penetrazione delle fiamme fino all'interno degli esercizi commerciali e la propagazione alle abitazioni. La Cassazione ha affermato che la attestazione della relazione dei Vigili del Fuoco non contraddice le risultanze che indicano la necessità dell'intervento di presenti, dei militari dell'Arma e di due cittadini per domare le fiamme, e che tali elementi dimostrano che il fuoco non fu domato sul nascere. Conseguenze: il provvedimento impugnato resta confermato (pena in Appello ridotta a 2 anni e 8 mesi), il ricorrente è condannato alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 424 cod. pen.

    Richiamata come possibile riqualificazione; la Corte ha ritenuto invece prevalente la qualificazione per incendio doloso consumato in presenza di elementi di ampia diffusività e propagazione del fuoco

  • artt. 56 e 423 cod. pen.

    Il ricorrente invocava l'applicazione combinata degli artt. 56 (tentativo) e 423 (incendio) per ritenere il reato tentato; la Corte ha escluso il tentativo perché il criterio distintivo è che l'incendio consumato si ha quando il fuoco si è diffuso e non è stato domato sul nascere

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 142 del 23/02/2017, Ajmi)

    Richiamata per il principio che distingue 'fuoco' da 'incendio': si ha incendio quando il fuoco divampa in vaste proporzioni, è diffusivo e non facilmente estinguibile, ponendo in pericolo un numero indeterminato di persone

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 1, n. 4417 del 14/01/2009, Rossetti Busa)

    Richiamata per il principio che il discrimine tra tentativo e consumazione dell'incendio è costituito dal fatto che il fuoco sia stato domato sul nascere o si sia invece diffuso

Massime di principio

  • La qualificazione tra incendio tentato e incendio consumato dipende principalmente dall'entità della diffusione del fuoco e dalla difficoltà di estinzione: un rogo appiccato in più punti, con grande quantità di liquido infiammabile e propagazione a locali e abitazioni, è indice di incendio consumato.
  • La relazione dei Vigili del Fuoco che segnala l'estinzione di principi di incendio con mezzi propri non è automaticamente decisiva: va valutata nel contesto complessivo delle altre risultanze (pluralità di inneschi, penetrazione del fuoco, interventi di terzi e delle forze dell'ordine).
  • La distinzione giuridica tra 'fuoco' e 'incendio' richiede l'accertamento della potenzialità distruttiva e diffusiva delle fiamme; elementi oggettivi e descrittivi delle fiamme (altezza, penetrazione, propagazione, rischio per persone indeterminate) sono decisivi.
  • L'eventuale rapido spegnimento da parte di terzi non esclude a priori l'incendio consumato se dal complesso probatorio emerge che il fenomeno combustivo aveva ampia potenzialità espansiva e si era già propagato.
  • In casi simili, la difesa che si fonda su singoli elementi tecnici (es. una relazione di intervento) deve contestare nel merito la valutazione complessiva dei fatti e fornire una lettura alternativa coerente delle altre prove, altrimenti la qualificazione di merito tende a ritenersi adeguata e resistente al sindacato di legittimità.

Testo integrale

Continua a leggere gratis

Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.

7 giorni di prova · Nessuna carta di credito

Hai già un account? Accedi

La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.

Dal documento al tuo caso

Chiedi a Trovanorma cosa dice per il tuo caso

Descrivi i fatti: Trovanorma trova le norme, la prassi e le sentenze pertinenti, le mette in relazione e cita ogni fonte, che puoi aprire e verificare.