Cassazione Penale, Sentenza n. 22777/2022 del 10/06/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
I fratelli Tedeschi, medici di base convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale, erano stati accusati di truffa in danno di ente pubblico (avendo uno dei due dirottato pazienti sull'altro, che svolgeva visite al suo posto e falsificava firme sulle ricette) e di falso in certificazioni. In primo e secondo grado erano state confermate condanne. La Corte di Cassazione aveva annullato la sentenza di appello sul capo di truffa rimettendo la valutazione sulla necessità di dimostrare che la sostituzione avesse compromesso la funzionalità/efficienza del servizio pubblico, cioè che fosse stato erogato un servizio diverso da quello dovuto e che fosse quindi esistito un danno patrimoniale per l'ASL. In sede di rinvio la Corte di appello aveva dichiarato il reato di truffa estinto per prescrizione e confermato la condanna per il falso; i ricorrenti hanno impugnato tale decisione per violazione di legge e motivazione illogica, sostenendo che non era stata dimostrata alcuna lesione della qualità del servizio o danno patrimoniale all'ASL.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha ritenuto che la Corte di appello non si sia adeguata al principio di diritto stabilito nella sentenza rescindente, poiché non ha eseguito l'accertamento richiesto circa l'eventuale compromissione della funzionalità e dell'efficienza del servizio pubblico e si è limitata a valutazioni già censurate. Perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata in relazione al delitto di truffa perché il fatto non sussiste. Restano invece ferme le statuizioni penali e civili relative al delitto di falso, divenute irrevocabili; il risarcimento del danno dovrà essere determinato dal giudice civile competente.
Norme richiamate
cita come norma di riferimento per l'omissione di adeguarsi al principio indicato dalla sentenza rescindente
richiamata dai ricorrenti per sostenere che la Corte di appello non si è uniformata al principio di diritto enunciato dalla Cassazione nella sentenza rescindente
Sentenza Corte di Cassazione Sez. II n. 19707 del 18/01/2018
sentenza rescindente richiamata nel giudizio
ha annullato la precedente sentenza di appello sul capo di truffa disponendo il rinvio perché la Corte territoriale valutasse se la sostituzione dei medici avesse inciso sulla funzionalità/efficienza del servizio e quindi determinato un danno patrimoniale
Precedente Corte di Cassazione Sez. II n. 44677 del 20/10/2015 (Renieri)
principio richiamato nella motivazione
ha affermato che la mera sostituzione di un medico convenzionato con un altro convenzionato, pur in grado di ingannare il SSN, integra il delitto di truffa solo se sia dimostrato che sia stato fornito un servizio diverso o di qualità inferiore rispetto a quello pattuito, ossia che vi sia stato un danno patrimoniale per l'ente
Accordo Collettivo Nazionale (ACN)
menzionato nella motivazione della Corte di appello in relazione al numero massimo di pazienti
il raggiungimento del numero massimo di pazienti previsto dall'ACN non costituisce di per sé prova del danno patrimoniale; occorre dimostrare la compromissione della funzionalità o della qualità del servizio
Massime di principio
- Per integrare la truffa in danno di un ente pubblico quando entrambi i professionisti sono convenzionati occorre provare non solo la sostituzione artificiosa, ma anche che la sostituzione abbia determinato un danno patrimoniale all'ente: cioè che sia stato erogato un servizio diverso o di qualità inferiore rispetto a quanto pattuito nella convenzione.
- La sola circostanza che un medico abbia deviato i pazienti verso un altro medico convenzionato o il superamento del numero massimo di pazienti previsto dall'ACN non è sufficiente a dimostrare il danno economico; sono necessarie evidenze concrete sulla compromissione della funzionalità o sull'efficienza del servizio (es. tempi di attesa molto maggiori, errori nelle prescrizioni, documentata differenza qualitativa nelle prestazioni).
- Quando la Corte di Cassazione dispone un rinvio con specifiche indicazioni istruttorie, la Corte territoriale è vincolata ad eseguire l'accertamento indicato; l'omissione di tale accertamento può comportare l'annullamento della sentenza per vizio di motivazione e violazione del principio di diritto.
- Se nei giudizi di merito manca la prova del danno patrimoniale richiesto per la truffa, il giudice di legittimità può annullare la condanna per insufficienza di fatto anche senza rinvio quando il fatto non sussiste.
- Le responsabilità connesse a reati di falso accertati possono comportare obblighi risarcitori devoluti al giudice civile, indipendentemente dall'esito del capo di truffa; le statuizioni civili già diventate definitive non vengono travolte dall'annullamento penale relativo ad altro capo.
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