Cassazione Penale, Ordinanza n. 04158/2026 del 02/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (giudice)
La controversia
Il ricorrente ha chiesto l'annullamento dell'ordinanza del tribunale che aveva escluso la sussistenza del medesimo disegno criminoso tra due distinti fatti di reato, ai fini del riconoscimento della continuazione. Il primo episodio riguardava un furto con strappo e un tentativo di spendita di banconota falsa commesso in concorso con altro soggetto; il secondo riguardava la spendita di due banconote false commessa personalmente dall'imputato. La difesa ha dedotto, in sostanza, un vizio di motivazione e ha sostenuto che i fatti sarebbero stati unificati da un programma criminoso unitario, valorizzando la contiguità temporale e l'analogia tra gli episodi.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto manifestamente infondate le doglianze perché l'ordinanza impugnata aveva motivato in modo puntuale e логico l'insussistenza del medesimo disegno criminoso, evidenziando che i reati, pur vicini nel tempo, presentavano modalità operative diverse e si erano svolti in luoghi differenti. La Corte ha inoltre osservato che il ricorso tendeva a sollecitare una nuova valutazione del merito, preclusa in sede di legittimità. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
La decisione riguarda l'istanza di riconoscimento della continuazione tra reati già giudicati, istituto che presuppone l'accertamento del medesimo disegno criminoso; il diniego è confermato quando mancano elementi specifici e concreti idonei a dimostrare un programma unitario.
In caso di inammissibilità del ricorso, il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, determinata equitativamente.
Massime di principio
- Per il riconoscimento della continuazione non basta la mera contiguità temporale tra più reati, né la sola analogia o identità dei titoli di reato: occorrono elementi concreti e specifici da cui desumere un unico programma criminoso.
- L'accertamento del medesimo disegno criminoso è un giudizio di fatto fondato su indizi esteriori delle condotte, ma tali indizi devono essere univoci e significativi; la semplice serialità di illeciti può invece denotare abitualità criminosa, non continuazione.
- Il ricorrente che invochi la continuazione ha un onere di allegazione di fatti sintomatici precisi, non essendo sufficiente una deduzione meramente assertiva o il richiamo alla vicinanza cronologica dei reati.
- In sede di legittimità non è consentito chiedere una nuova valutazione del merito o del materiale fattuale già esaminato dal giudice di merito, se la motivazione impugnata è congrua e logicamente coerente.
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