Cassazione Penale, Sentenza n. 30402/2025 del 08/09/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione con unico motivo: vizio di violazione e falsa applicazione della legge (artt. 192, 530, 533 c.p.p.), erronea motivazione e travisamento di fatti decisivi. Il ricorrente contestava la ricostruzione delle dichiarazioni del teste di polizia giudiziaria (Pizzullo) relative al sopralluogo del 14 aprile 2015 e al sequestro della porzione con tettoia, sostenendo che: il muro era stato parzialmente dissequestrato il 22 dicembre 2010 e la tettoia/pergolato era già esistente al momento di quel dissequestro; pertanto non poteva ritenersi integrato il reato di violazione dei sigilli. In sostanza si lamentava che la Corte d'appello avrebbe travisato le dichiarazioni e omesso di considerare che la struttura era preesistente al dissequestro del 2010.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Motivazione: sussiste la "doppia conforme" (decisione di appello conforme a quella di primo grado), e la Corte d'appello ha fornito risposta puntuale alle doglianze difensive, richiamando e valutando le deposizioni (anche del teste Ceraulo) e concentrandosi sulla porzione di muro che era rimasta in sequestro dopo il dissequestro parziale del 2010; la valutazione di merito sulle risultanze probatorie non è sindacabile in Cassazione con una mera diversa lettura dei fatti. Conseguenze economiche: condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma equitativamente fissata in euro 3.000,00 ai sensi dell'art. 616 c.p.p. e della facoltà introdotta dall'art. 1, comma 64, L. n. 103/2017.
Norme richiamate
Citato in relazione ai vizi di motivazione; la Corte ha ritenuto la motivazione di merito congrua e non manifestamente illogica, adempiendo agli obblighi di motivazione richiesti dall'art. 192.
Richiamato nel contesto della impugnazione per vizio di motivazione e travisamento dei fatti; la Corte ha ritenuto che non sussistesse errore di diritto sindacabile in Cassazione ma una diversa valutazione delle prove di merito.
Richiamato come norma relativa ai motivi di cassazione; la Corte ha escluso che il ricorso deducesse profili di diritto suscettibili di controllo, trattandosi di critica alla valutazione delle prove.
Applicato per l'onere delle spese in caso di inammissibilità del ricorso; ha comportato anche la fissazione della sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
art. 1, comma 64, L. n. 103/2017
Norma che consente di aumentare, oltre il massimo edittale, la sanzione prevista dall'art. 616 c.p.p. in caso di inammissibilità; la Corte ha esercitato tale facoltà fissando equitativamente euro 3.000,00.
Sentenza Corte Costituzionale n. 186/2000
Richiamata in relazione al parametro per l'applicazione della sanzione pecuniaria, con riferimento alla valutazione della colpa nella proposizione del ricorso; la Corte ha ritenuto non sussistenti elementi per ritenere colpevolezza del ricorrente nella determinazione della causa di inammissibilità.
Massime di principio
- La Cassazione non è sede per rivedere la valutazione probatoria di merito: se il ricorso si limita a chiedere una diversa lettura dei fatti o una diversa attendibilità delle prove, sarà inammissibile.
- La cosiddetta "doppia conforme" (sentenza di appello aderente a quella di primo grado) rafforza l'immunità della decisione di merito al sindacato in sede di legittimità.
- Per ottenere accoglimento in Cassazione è necessario prospettare errori di diritto specifici, contraddizioni logiche manifeste o travisamenti documentabili nelle motivazioni, non semplici dissensi valutativi.
- Nei reati di violazione dei sigilli la distinzione tra porzioni sequestrate e dissequestrate è cruciale: lavori sulla parte rimasta in sequestro possono integrare il reato anche se altra porzione è stata dissequestrata.
- Se si vuole contestare che una costruzione era preesistente al sequestro, è necessario produrre elementi probatori chiari (documenti, fotografie, perizie) che dimostrino la preesistenza, non solo argomentazioni alternative.
- Chi propone ricorso in Cassazione deve valutare il rischio delle spese e della sanzione ex art. 616 c.p.p.; in caso di inammissibilità la Corte può aumentare la sanzione sulla base della legge n.103/2017.
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