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Sentenza

Sentenza del 15/06/2020 n. 26 - Comm. Trib. Prov. Biella

"Richiesta di accesso alla procedura di collaborazione volontaria" - Atto di contestazione- D.L. n.78/2009 - D.L. n. 167/1990 - Legge n. 186/2014 -

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

Il testo fornito non riporta una sentenza, il suo dispositivo o l’esito di un’impugnazione. Riferisce soltanto che l’Amministrazione ha accolto la richiesta di accesso alla collaborazione volontaria e ha successivamente emesso nel 2017 un atto di contestazione. Non è pertanto possibile stabilire se l’atto sia stato annullato o confermato, né individuare un vincitore, le statuizioni sulle spese o eventuali rinvii.

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il testo descrive una richiesta di accesso alla collaborazione volontaria presentata ai sensi dell’art. 1, commi 1 e 2, della legge n. 186/2014, per gli anni 2010-2013, con richiesta di determinazione forfettaria dei rendimenti delle attività finanziarie estere. Nell’ambito della procedura l’Ufficio avrebbe rilevato che il capitale estero si era formato prima del 2009 e che non era stata prodotta documentazione idonea a superare la presunzione relativa agli investimenti detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata. Nel 2017 l’Ufficio ha quindi contestato l’omessa compilazione del quadro RW per i periodi d’imposta 2006-2009 e ulteriori infedeltà dichiarative per il 2010-2013. Il testo elenca le contestazioni del contribuente, ma non riferisce quali siano state effettivamente proposte in ricorso né espone la motivazione di una decisione giudiziaria.

Norme richiamate

  • Legge 15 dicembre 2014, n. 186, art. 1, commi 1 e 2

    È indicata come base della procedura di collaborazione volontaria richiesta dal contribuente; il testo non riporta un’interpretazione giudiziale della disposizione.

  • D.L. 28 giugno 1990, n. 167, art. 5-quinquies, comma 8

    È richiamato quale fondamento della richiesta di determinazione forfettaria dei rendimenti delle attività finanziarie estere.

  • D.L. 1 luglio 2009, n. 78, art. 12, comma 2

    Il testo riferisce che la disposizione è stata invocata in relazione alla presunzione di detenzione di capitali in territori a fiscalità privilegiata e alla mancata prova idonea a superarla.

  • D.L. 1 luglio 2009, n. 78, art. 12, comma 2-ter

    Secondo quanto riportato, per le violazioni in questione i termini previsti dall’art. 20 del D.Lgs. n. 472/1997 sono raddoppiati. Il testo non consente di verificare l’applicazione concreta della regola né l’esito di una contestazione sulla decadenza.

  • D.L. 28 giugno 1990, n. 167, art. 5-quater, comma 4

    È richiamato per la deroga, ai soli fini della collaborazione volontaria, al raddoppio dei termini di decadenza, subordinata al ricorrere congiunto delle condizioni previste dalla disciplina indicata nel testo.

  • D.L. 28 giugno 1990, n. 167, art. 5-quater, comma 1, lettera a)

    È menzionato tra le disposizioni che l’atto di contestazione sarebbe stato ritenuto violato; non sono forniti ulteriori elementi per ricostruire l’argomento o l’interpretazione applicata.

  • D.L. 28 giugno 1990, n. 167, art. 5-quinquies, comma 4

    È richiamato in relazione alle condizioni che, congiuntamente a quelle previste dai commi 5 e 7, possono escludere il raddoppio dei termini nell’ambito della collaborazione volontaria.

  • D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, art. 20

    La disposizione è richiamata come norma sui termini ai quali si applica il raddoppio previsto dall’art. 12, comma 2-ter, del D.L. n. 78/2009.

  • D.M. 21 novembre 2011

    È citato per individuare i Paesi a fiscalità privilegiata cui si riferirebbero gli investimenti e le attività estere contestati; non è riportato uno specifico passaggio interpretativo.

  • Circolare dell’Agenzia delle Entrate n. 10 del 13 marzo 2015

    Il testo la indica come documento che illustra condizioni e procedura relative al raddoppio dei termini, senza riportarne il contenuto.

Massime di principio

  • La sola ammissione alla collaborazione volontaria non equivale, sulla base del testo, all’annullamento o alla definizione favorevole di ogni contestazione relativa alle attività estere: possono essere contestate separatamente omissioni di monitoraggio e infedeltà dichiarative.
  • Quando si invoca la presunzione relativa a capitali detenuti in Paesi a fiscalità privilegiata, la documentazione idonea a superarla è centrale; il testo non specifica quali prove siano sufficienti nel caso concreto.
  • Il raddoppio dei termini e la sua eventuale esclusione in sede di collaborazione volontaria dipendono dalle condizioni normative applicabili e, secondo il testo, dal loro ricorrere congiunto; non è possibile dedurre qui se tali condizioni fossero soddisfatte.
  • Poiché non è riportato il dispositivo di una sentenza, il materiale fornito non consente di ricavare un principio giudiziale definitivo sull’atto di contestazione o sulla sua tempestività.

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