Sentenza del 15/06/2020 n. 441 - Comm. Trib. Reg. per il Piemonte
L'IMU sui terreni agricoli - Esenzione IMU prevista dalla Legge di stabilità 2016 - Requisiti necessari per godere del trattamento agevolato IMU.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeIl testo fornito espone la disciplina e i requisiti per l’agevolazione, ma non riporta gli estremi della sentenza, le difese delle parti né il dispositivo. Non è quindi possibile indicare l’esito concreto del giudizio, le statuizioni sulle singole questioni o le spese.
Esito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia riguarda il diritto all’esenzione o al trattamento agevolato IMU per terreni agricoli. Il ricorrente sosteneva che l’agevolazione spettasse anche al proprietario che coltivi il fondo come coadiuvante o collaboratore dell’impresa agricola costituita da familiari, oppure come socio di una società di persone cui abbia concesso il terreno in affitto o comodato, purché iscritto alla previdenza agricola. Per fruire del regime agevolato devono sussistere contemporaneamente il possesso del fondo, la sua effettiva utilizzazione agro-silvo-pastorale, la qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale e l’iscrizione alla previdenza agricola.
Norme richiamate
Art. 13, comma 8-bis, D.L. n. 201/2011
I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all'art. 1 D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, iscritti nella previdenza agricola, purché dai medesimi condotti, sono soggetti all'imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni: omissis
Il regime agevolato è collegato alla qualifica agricola del possessore, all’iscrizione alla previdenza agricola e alla conduzione del terreno; il testo indica inoltre una soglia di valore di 6.000 euro e ulteriori riduzioni.
Art. 1, comma 13, L. n. 208/2015 (Legge di stabilità 2016)
Nel testo è indicato come fondamento dell’esenzione IMU sui terreni agricoli, estesa, secondo la ricostruzione riportata, ai proprietari che partecipino alla coltivazione tramite imprese agricole familiari o società personali, se ricorrono i requisiti richiesti.
Art. 13, comma 2, D.L. n. 201/2011
Per godere del trattamento agevolato riservato ai soggetti che operano su fondi agricoli occorre verificare la contemporanea sussistenza dei requisiti individuabili nell'art. 13, co 2, D.L. n. 201/2011 "vale a dire:1. Il possesso del fondo; 2. la persistenza dell'utilizzazione agro-silvo-pastorale, mediante l'esercizio di attività dirette alla coltivazione del fondo stesso; 3. la qualifica soggettiva di coltivatore diretto o di imprenditore agricolo professionale; 4. l'iscrizione nella previdenza agricola".
I requisiti elencati sono cumulativi: il mancato riscontro anche di uno solo impedisce l’applicazione del trattamento agevolato.
Art. 1, D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99
I terreni agricoli posseduti da coltivatori diretti o da imprenditori agricoli professionali di cui all'art. 1 D.Lgs. 29 marzo 2004, n. 99, e successive modificazioni, iscritti nella previdenza agricola, purché dai medesimi condotti, sono soggetti all'imposta limitatamente alla parte di valore eccedente euro 6.000 e con le seguenti riduzioni: omissis
La disposizione è richiamata per identificare la qualifica di imprenditore agricolo professionale rilevante ai fini del trattamento IMU.
Massime di principio
- L’agevolazione IMU agricola richiede la verifica congiunta di possesso del fondo, effettiva coltivazione o utilizzazione agro-silvo-pastorale, qualifica di coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale e iscrizione alla previdenza agricola.
- La partecipazione del proprietario all’attività agricola come coadiuvante o collaboratore di un’impresa familiare, o come socio di una società di persone che coltiva un fondo ricevuto in affitto o comodato, può rilevare ai fini dell’agevolazione secondo il testo fornito, ma non elimina la necessità di dimostrare tutti i requisiti cumulativi.
- Il materiale fornito non contiene il dispositivo della decisione: non consente di stabilire con affidabilità quale parte abbia vinto nel caso concreto.
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