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Sentenza

Sentenza n. 2161/2026 - Napoli, Sezione 2

per l'ottemperanza - alla sentenza TAR Campania - Napoli, II Sezione, n. 8271/2025;

Giustizia amministrativa202600579

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del TAR Campania - Napoli, Sez. II, n. 8271/2025, che aveva ordinato l’accesso a documenti amministrativi

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (beneficiario del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha dedotto che la sentenza del TAR Campania - Napoli, Sez. II, n. 8271/2025, notificata al Comune di Cardito nel dicembre 2025, aveva ordinato all’amministrazione di esibire la documentazione richiesta con istanza del 2 settembre 2025, oppure di attestare l’eventuale inesistenza, entro trenta giorni dalla comunicazione o notificazione. Il Comune non avrebbe dato esecuzione al giudicato. È stata quindi proposta azione di ottemperanza, con richiesta di condanna dell’amministrazione all’adempimento, nomina di un commissario ad acta e fissazione di una somma di denaro per l’eventuale persistente inottemperanza.

La decisione

Il TAR ha accertato l’inottemperanza del Comune, rilevando che la precedente sentenza era esecutiva, era stata ritualmente notificata e che l’amministrazione, non costituendosi, non aveva fornito prova dell’avvenuta esecuzione. Il Comune è stato condannato a dare esecuzione alla sentenza mediante esibizione dei documenti entro venti giorni dalla comunicazione o notificazione della nuova pronuncia. Per l’eventuale persistente inottemperanza è stato nominato commissario ad acta il Prefetto di Napoli, o un funzionario delegato, incaricato di provvedere in sostituzione del Comune entro ulteriori venti giorni dalla richiesta della parte. È stata respinta la richiesta di fissazione di una somma di denaro per l’inottemperanza, poiché il meccanismo sostitutivo era ritenuto sufficiente a garantire l’effettività della tutela e l’inadempimento era recente. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in euro 1.000,00 oltre accessori e rimborso del contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. b), c.p.a.

    La sentenza di cui si chiedeva l’ottemperanza è stata qualificata come esecutiva.

  • art. 114, comma 4, lett. d), c.p.a.

    Consente, nell’ambito del giudizio di ottemperanza, la nomina di un commissario ad acta per l’esecuzione sostitutiva del giudicato.

  • art. 114, comma 4, lett. e), c.p.a.

    La richiesta di fissazione di una somma di denaro per la persistente inottemperanza può essere respinta quando l’esecuzione è adeguatamente assicurata mediante il commissario ad acta e l’inadempimento è recente.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la mancata costituzione dell’amministrazione, a fronte della dedotta inottemperanza e della documentazione attestante la notificazione della sentenza, consente di ritenere non provata l’avvenuta esecuzione del giudicato, salva la possibilità per l’amministrazione di offrire la relativa prova.
  • Quando l’amministrazione non esegue una sentenza che le impone un’attività puntuale entro un termine assegnato, il giudice dell’ottemperanza può condannarla a provvedere entro un nuovo termine e nominare contestualmente un commissario ad acta per l’eventuale esecuzione sostitutiva.
  • La fissazione di una somma di denaro per la persistente inottemperanza non è automatica: può essere negata quando il giudice abbia predisposto un meccanismo sostitutivo concretamente idoneo ad assicurare l’esecuzione e l’inadempimento sia ancora recente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaAccesso documentale
RamiProcesso amministrativoAccesso e trasparenza
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaOnere della prova e principio dispositivo

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