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Sentenza

Sentenza del 28/06/2016 n. 13318 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Amministrazione ha impugnato per cassazione la sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva confermato l'annullamento della maggiore imposta di registro dovuta per la revoca dell'agevolazione prima casa. L'immobile era stato considerato di lusso perché la superficie utile avrebbe superato il limite previsto; i giudici di merito avevano escluso dal computo una taverna al piano seminterrato, ritenendola non abitabile. Con il primo motivo l'Amministrazione ha contestato l'equiparazione tra superficie utile e superficie abitabile; con il secondo ha riproposto la questione sotto il profilo del vizio di motivazione. I contribuenti avevano inoltre dedotto la decadenza dal potere impositivo e la ricorrenza dei requisiti agevolativi, ma il testo non riferisce una decisione specifica sulla decadenza.

La decisione

La Cassazione, con decisione dell'8 giugno 2016 depositata il 28 giugno 2016, ha accolto il ricorso dell'Amministrazione, cassato la sentenza impugnata e rinviato alla Commissione Tributaria Regionale del Friuli-Venezia Giulia, in diversa composizione. Il primo motivo è stato accolto: ai fini della qualificazione come abitazione di lusso, la superficie utile non coincide con quella abitabile e può comprendere locali utilizzabili, anche se non abitabili secondo i requisiti edilizi. Spetta al contribuente che chiede l'agevolazione provare in concreto quale sia la superficie utile. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito. È stata esclusa l'applicazione retroattiva della disciplina introdotta dall'art. 10 del D.Lgs. n. 23/2011, applicabile ai contratti registrati dal 1° gennaio 2014. Il giudice di rinvio dovrà accertare la superficie utile e decidere anche sulle spese del giudizio di cassazione; la Corte non ha determinato direttamente l'imposta né definito l'accertamento di fatto.

Norme richiamate

  • D.M. 2 agosto 1969, art. 5

    In tema di imposta sul valore aggiunto (così come in tema di imposta di registro), per stabilire se una abitazione sia di lusso e, quindi, sia esclusa dai benefici per l'acquisto della prima casa, previsti dalla L. 2 luglio 1949, n. 408, art. 17 occorre far riferimento al D.M. Lavori Pubblici 2 agosto 1969, art. 5 in forza del quale per superficie utile deve intendersi quella idonea a costituire "unico alloggio padronale", ossia a consentire l'espletamento al suo interno di tutte le funzioni proprie della vita del "padrone", mentre è irrilevante il requisito dell'abitabilità, siccome da esso non richiamato; nè è possibile alcuna interpretazione che ne amplì la sfera operativa, atteso che le previsioni relative ad agevolazioni o benefici in genere in materia fiscale non sono passibili di interpretazione analogica.

    La superficie utile rilevante per stabilire se l'abitazione sia di lusso non coincide con quella formalmente abitabile: rileva l'idoneità concreta del vano a essere utilizzato nell'ambito dell'alloggio. Pertanto un locale seminterrato non è automaticamente escluso dal computo solo perché non rispetta i requisiti edilizi di abitabilità.

  • Regola generale sull'onere della prova in materia di agevolazioni fiscali

    Ciò che è decisivo è l'accertamento in fatto di quale sia in concreto la superficie utile, provare la quale spetta al contribuente che rivendica il trattamento agevolato, secondo la regola generale che disciplina l'onere probatorio in materia di agevolazioni fiscali.

    Il contribuente che invoca il trattamento agevolato deve provare i fatti che ne consentono il riconoscimento, compresa la superficie utile rilevante; la verifica concreta va compiuta dal giudice di merito.

  • D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 10, comma 5

    Non può farsi applicazione retroattiva del D.Lgs. n. 23 del 2011, art. 10 in quanto si tratta di un intervento legislativo di totale e profonda innovazione del trattamento agevolato ai fini dell'imposta di registro che non si limita a modificare la fattispecie regolata dalla normativa previ-gente, ma opera una vera e propria sostituzione con una fattispecie assolutamente nuova e diversa. La stessa previsione legislativa stabilisce esplicitamente (cit. art. 10, comma 5) che le disposizioni dei precedenti commi si applicano a decorrere dal 1 gennaio 2014: con la conseguenza che la nuova regola trova applicazione esclusivamente con riferimento ai contratti registrati successivamente a tale data.

    La disciplina innovativa dell'art. 10 non si applica retroattivamente: opera esclusivamente per i contratti registrati dal 1° gennaio 2014.

Massime di principio

  • Per stabilire se un'abitazione rientra nella categoria di lusso ai fini dell'agevolazione prima casa, la superficie utile va valutata in base alla concreta utilizzabilità degli ambienti, non alla sola abitabilità edilizia o alla conformità ai requisiti locali.
  • Un vano seminterrato o accessorio può concorrere alla superficie utile se è concretamente utilizzabile o presenta una significativa potenzialità abitativa; la verifica è un accertamento di fatto rimesso al giudice di merito.
  • Chi chiede un'agevolazione fiscale deve provare i fatti che ne giustificano il riconoscimento, inclusa la superficie utile rilevante.
  • Le modifiche normative che sostituiscono profondamente la disciplina previgente non si applicano retroattivamente quando la legge ne fissa espressamente la decorrenza; in questo caso la nuova disciplina vale per i contratti registrati dal 1° gennaio 2014.

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