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Ordinanza

Ordinanza n. 3472/2026 - Roma, Sezione 1B

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, del provvedimento di rigetto, adottato dallo Stato Maggiore dell’Esercito – Dipartimento Impiego del Personale con la nota del -OMISSIS- dell’istanza di trasferimento per ricongiungimento familiare.

Giustizia amministrativa202605830

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I bisOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: diniego dell’istanza di trasferimento per ricongiungimento familiare adottato dallo Stato Maggiore dell’Esercito

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (ministero)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato il diniego della propria istanza di trasferimento, proposta per ricongiungersi alla convivente, dipendente della Guardia di Finanza in servizio a Gaeta. La domanda cautelare mirava alla sospensione dell’efficacia del diniego. Dalla motivazione dell’ordinanza emerge che il ricorrente aveva indicato tre comuni, ma l’Amministrazione aveva verificato, per ciascuno di essi, la situazione degli enti e della posizione organica del militare, rilevando l’assenza di posti disponibili oppure la copertura o sovralimentazione dei posti previsti. La convivente aveva inoltre dichiarato di non potersi trasferire presso altra sede per ragioni di servizio, escludendo così soluzioni di avvicinamento a quella del ricorrente o l’individuazione di una terza sede comune. Non sono indicati ulteriori motivi di ricorso nel testo dell’ordinanza.

La decisione

Il TAR ha respinto la domanda cautelare. Ha ritenuto che il diniego fosse ampiamente motivato, poiché esaminava distintamente i tre comuni richiesti e illustrava, in relazione alla posizione organica del militare, l’indisponibilità o la già avvenuta copertura dei posti. Il Collegio ha inoltre considerato che le soluzioni astrattamente proponibili secondo la Direttiva della Difesa P-001 Ed. 2021 fossero concretamente limitate dalla scelta della convivente di non trasferirsi e dall’impossibilità di individuare una terza sede per entrambi. Non è stata quindi disposta la sospensione dell’atto impugnato. Spese compensate.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    Disciplina la domanda cautelare nel processo amministrativo; nel caso concreto, il giudice l’ha esaminata e respinta.

  • Direttiva della Difesa P-001 Ed. 2021

    Richiamata quale disciplina delle procedure di impiego e delle possibili soluzioni di trasferimento, ritenute concretamente limitate dalla situazione organizzativa e familiare rappresentata.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Richiamato quale presupposto per l’oscuramento delle generalità della parte interessata.

  • artt. 5 e 6 Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamati, insieme all’art. 52 d.lgs. 196/2003, a tutela dei diritti o della dignità della parte interessata mediante oscuramento delle generalità.

Massime di principio

  • In sede cautelare, il diniego di trasferimento di un militare per ricongiungimento familiare può essere ritenuto adeguatamente motivato quando l’Amministrazione esamina specificamente le sedi richieste e indica, per ciascuna, l’assenza di posti disponibili oppure la copertura o sovralimentazione dei posti previsti in relazione alla posizione organica dell’interessato.
  • La disciplina delle procedure di impiego del personale della Difesa non impone di individuare una soluzione di trasferimento quando la concreta situazione organizzativa esclude posti disponibili nelle sedi richieste e l’interessato esclude, per esigenze di servizio del familiare o convivente, sia l’avvicinamento di quest’ultimo sia l’individuazione di una terza sede comune.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiego
RamiForze armate e forze di polizia
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaTutela cautelareDifetto di motivazione

Testo integrale

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