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Cassazione Penale, Ordinanza n. 10129/2025 del 13/03/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)

La controversia

Un soggetto detenuto, espiante pena per un reato ostativo rientrante nell'art. 4-bis ord. pen. indicato come rapina aggravata, aveva chiesto la concessione della detenzione domiciliare comune ai sensi dell'art. 47-ter, comma 1-bis, ord. pen. Il Presidente del Tribunale di sorveglianza aveva dichiarato inammissibile l'istanza per l'ostatività del titolo di reato. Con il ricorso per cassazione, proposto tramite difensore, l'interessato deduceva carenza di motivazione del decreto, anche in relazione alla richiesta subordinata di essere autorizzato a svolgere attività lavorativa all'esterno dell'istituto penitenziario.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha rilevato che, in tema di misure alternative, la condanna per uno dei reati ricompresi nell'art. 4-bis ord. pen. ostacola la concessione della detenzione domiciliare, senza che rilevi l'assenza di collegamenti con la criminalità organizzata, terroristica o eversiva. Ne consegue che il Presidente del Tribunale non era tenuto a un'ulteriore motivazione oltre al richiamo dell'ostatività del reato. Quanto alla domanda subordinata di autorizzazione al lavoro esterno, la Corte ha osservato che essa non rientrava nella competenza del Presidente del Tribunale di sorveglianza, essendo devoluta al direttore dell'istituto con approvazione del Magistrato di sorveglianza. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 47-ter, comma 1-bis, ord. pen.

    La detenzione domiciliare comune è preclusa quando la pena in espiazione riguarda reati ostativi ricompresi nell'art. 4-bis ord. pen.

  • art. 4-bis ord. pen.

    Il rinvio dell'art. 47-ter comprende tutti i reati elencati nella disposizione, senza distinguere tra le diverse fasce di disciplina.

  • art. 48 d.P.R. n. 230 del 2000

    L'autorizzazione allo svolgimento di attività lavorativa all'esterno dell'istituto è di competenza del direttore dell'istituto penitenziario.

  • artt. 21 e 69 ord. pen.

    L'attività lavorativa all'esterno è soggetta all'approvazione del Magistrato di sorveglianza.

Massime di principio

  • In materia di detenzione domiciliare, la presenza di un reato incluso nell'art. 4-bis ord. pen. comporta una preclusione legale alla concessione del beneficio, anche se il condannato non risulti collegato alla criminalità organizzata, terroristica o eversiva.
  • Il rinvio operato dall'art. 47-ter ord. pen. all'art. 4-bis ord. pen. deve essere inteso come riferito all'intero catalogo dei reati ostativi, senza importare le distinzioni interne tra fasce di disciplina previste per altri istituti o fini.
  • Quando l'ostatività del titolo di reato rende manifestamente inammissibile la domanda di misura alternativa, l'autorità adita non è tenuta a sviluppare un'ulteriore motivazione sul merito della richiesta.
  • Le richieste concernenti il lavoro all'esterno dell'istituto penitenziario seguono una competenza distinta da quella del giudice di sorveglianza investito della domanda di misura alternativa, sicché la loro mancata decisione non integra vizio del provvedimento impugnato.

Come è indicizzato

MaterieMisure alternativeImpugnazioni
RamiEsecuzione penaleProcesso penale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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