Ordinanza n. 1477/2026 - Roma, Sezione 2T
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, della Comunicazione di inefficacia della SCIA Prot. n. CB/2025/163707 del 04/12/2025, notificata in pari data, con cui il Municipio II di Roma Capitale ha comunicato che la Segnalazione Certificata di Inizio Attività presentata dalla ricorrente in data 03/11/2025 (prot. n. CB/2025/142872) “risulta priva di effetti e non costituisce titolo giuridico per l'avvio e la prosecuzione dell'attività dichiarata”, inibendo lo svolgimento della stessa.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: comunicazione di inefficacia della SCIA e inibizione della prosecuzione dell'attività di carrozzeria e officina meccanica
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
La società ricorrente, che dichiarava di svolgere l’attività in un’area sita in Roma sulla base di un titolo concessorio risalente al 1982 e prorogato nel 1986, ha presentato una SCIA il 3 novembre 2025. Il Municipio II di Roma Capitale ha comunicato l’inefficacia della segnalazione il 4 dicembre 2025, ritenendo che l’area fosse demaniale e che non risultasse alcuna concessione amministrativa ancora vigente. La società ha impugnato tale comunicazione chiedendone l’annullamento e la sospensione cautelare. Dal testo non risultano specificamente articolati i singoli motivi di ricorso; la pretesa della ricorrente appare fondata sulla persistente efficacia del titolo concessorio originario e sulla conseguente possibilità di utilizzare i locali e proseguire l’attività dichiarata nella SCIA.
La decisione
Il TAR ha respinto la domanda cautelare per carenza del fumus boni iuris. In sede di sommaria delibazione, ha ritenuto dirimente l’assenza di una concessione ancora vigente in favore della società ricorrente. Ha inoltre rilevato che la porzione di area interessata sembrerebbe essere utilizzata dalla società Ducati s.r.l. e che, dopo la realizzazione di opere abusive, erano stati disposti la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi. Successivamente, con determinazione del 15 ottobre 2024, Roma Capitale aveva disposto la riacquisizione dell’area, con accesso e sgombero anche forzoso dell’immobile nei confronti della ricorrente e della società Ducati. Tali circostanze inducevano il giudice a ritenere che la ricorrente non disponesse dei locali commerciali oggetto della SCIA. Non è stata quindi ravvisata, allo stato cautelare, una ragionevole probabilità di fondatezza del ricorso; l’ordinanza non esprime una definitiva decisione sul merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la complessità fattuale della controversia.
Norme richiamate
previa sospensione dell'efficacia
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo; il TAR ha escluso il fumus boni iuris e ha respinto l’istanza.
Massime di principio
- In sede cautelare, l’assenza di un titolo concessorio vigente sull’area in cui il privato dichiara di svolgere l’attività costituisce elemento idoneo a escludere il fumus boni iuris dell’impugnazione della comunicazione amministrativa di inefficacia della SCIA.
- La SCIA non può fondare la prosecuzione dell’attività quando il segnalante non dimostri di disporre legittimamente dell’immobile o dell’area necessari all’esercizio dell’attività dichiarata.
- La riacquisizione dell’area pubblica e lo sgombero dell’immobile, unitamente alla mancata disponibilità dei locali da parte del segnalante, sono circostanze rilevanti per negare in via cautelare la sospensione dell’atto che inibisce la prosecuzione dell’attività.
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