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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36380/2023 del 31/08/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Lombardi, condannato all'ergastolo con isolamento diurno (sentenza di primo grado 18/12/1997, confermata in appello 26/10/1999), ha chiesto la rideterminazione della pena sulla base della normativa introdotta dalla legge n. 479/1999 (che sostituiva l'ergastolo con la reclusione per anni trenta per i casi di condanna con rito abbreviato). Avendo presentato istanza di accesso al rito abbreviato con i motivi per cassazione depositati il 14/02/2000 (fase cosiddetta intertemporale), ha dedotto la illegittimità costituzionale della disciplina che ha poi limitato temporalmente e per fase processuale la possibilità di conversione (in particolare con la legge n. 144/2000), sostenendo di aver fatto la richiesta al primo momento utile e quindi di poter beneficiare della conversione.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha ritenuto la questione di legittimità costituzionale manifestamente infondata. Ha statuito che il diritto alla conversione prevista dalla legge n. 479/1999 è collegato all'effettiva ammissione e celebrazione del giudizio abbreviato: la semplice richiesta formulata in pendenza del giudizio di cassazione non è sufficiente per ottenere la riduzione della pena, che ha natura premiale. La limitazione introdotta dalla legge n. 144/2000 non è ritenuta incostituzionale, essendo una scelta legislativa discrezionale e ragionevole calibrata sulle fasi del processo. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e al pagamento di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • Legge n. 479 del 1999

    modifica del comma 2 dell'art. 442 cod. proc. pen., stabilendo che, in caso di condanna in abbreviato, l'ergastolo era sostituito con la reclusione per anni trenta

    La Corte ha interpretato la norma come disponente una sostituzione premiale della pena collegata all'effettiva celebrazione e all'esito del giudizio abbreviato; non attribuisce il beneficio a chi abbia solo chiesto il rito ma non sia stato ammesso e condannato con quel rito.

  • Legge n. 144 del 2000

    limitazione del diritto ad un trattamento sanzionatorio non più grave della reclusione per anni trenta a quanti fecero istanza di giudizio abbreviato tra il 2 gennaio 2000 e il 24 novembre 2000, in pendenza delle fasi di merito del procedimento penale

    La Corte ha ritenuto che la limitazione temporale e per fase processuale sia una scelta legislativa non irragionevole e non censurabile sotto il profilo di costituzionalità; serve a circoscrivere il beneficio ai casi in cui la richiesta potesse concretamente essere accolta nelle fasi di merito.

  • Art. 442 cod. proc. pen. (comma 2, come modificato)

    previsto dalla normativa citata che la condanna in abbreviato sostituisce l'ergastolo con la reclusione per anni trenta

    La norma disciplina il rapporto tra rito abbreviato e entità della pena; la sua efficacia premiale presuppone che il giudizio si svolga effettivamente nella forma abbreviata.

  • Decreto-legge n. 82 del 2000 (richiamato)

    richiamato nel testo per gli effetti regolatori delle fasi temporali di accesso al rito

    La Corte considera irrilevante l'evocazione del decreto-legge rispetto alla richiesta di conversione se il ricorrente non è stato ammesso al rito abbreviato; i vincoli temporali posti dalle successive norme sono valutati come ragionevoli.

  • Sentenza Corte EDU, Scoppola c. Italia (17/09/2009)

    sentenza citata a sostegno del principio che la riduzione ha natura premiale e richiede condizioni procedurali specifiche

    La giurisprudenza europea è utilizzata per confermare che la diminuzione della pena per l'adozione di riti speciali va collegata alla concreta utilizzazione di quel rito, non alla mera possibilità o richiesta.

  • Cass. Sez. 1, n. 34158 del 04/07/2014, Rv. 260787

    "il condannato con sentenza passata in giudicato alla pena dell'ergastolo ... può ottenere in sede esecutiva la riduzione ... solo se nel corso del giudizio di cognizione sia stato ammesso al rito abbreviato e la sentenza di condanna sia stata pronunciata all'esito di quel giudizio"

    La Corte ha richiamato questo consolidato principio di legittimità per escludere che una mera istanza o una richiesta in cassazione possa costituire titolo per la conversione della pena: bisogna essere stati effettivamente ammessi e condannati in abbreviato.

Massime di principio

  • Il beneficio previsto dalla legge n. 479/1999 (sostituzione dell'ergastolo con 30 anni se condanna in abbreviato) si applica solo quando il processo si è effettivamente svolto nella forma abbreviata e la condanna è stata pronunciata in quella sede; la semplice richiesta non è sufficiente.
  • Le limitazioni temporali e di fase (es. legge n. 144/2000) che circoscrivono l'accesso al beneficio sono, di regola, valutate come scelte legislative discrezionali e non necessariamente incostituzionali se ragionevoli rispetto alla fase processuale.
  • La domanda di accesso al rito abbreviato presentata in pendenza del giudizio di cassazione è normalmente incompatibile con la natura del giudizio di legittimità e difficilmente produce effetti utili per ottenere la conversione della pena.
  • In situazioni analoghe, il difensore dovrebbe cercare di ottenere l'ammissione al rito abbreviato nelle fasi di merito del processo; se l'ammissione non è avvenuta, le prospettive di ottenere la riduzione della pena in sede esecutiva sono scarsissime.
  • La giurisprudenza consolidata e la giurisprudenza europea (es. Scoppola) confermano che la riduzione ha natura premiale e richiede il concreto svolgimento del rito breve; quindi ogni impugnazione basata solo sulla tardiva o successiva richiesta di abbreviato sarà probabilmente respinta.

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