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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 11708/2023 del 20/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza per vizio di motivazione: il Tribunale ha tenuto due valutazioni contraddittorie sui fatti visionati (da un lato ha ritenuto che non vi sia stato alcun tentativo di furto, ma al più un danneggiamento; dall'altro ha qualificato il fatto come furto tentato) e, in conseguenza, ha escluso l'aggravante di cui all'art. 625, comma 1, n. 2 cod. pen. senza fornire spiegazioni che riconciliassero le due affermazioni.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso per vizio di motivazione, ha ritenuto la sentenza palesemente contraddittoria e priva di motivazione circa l'esclusione dell'aggravante, e ha annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Ancona in diversa composizione. Ha inoltre richiamato l'effetto del d.lgs. n. 150/2022, disponendo che il giudice di rinvio verifichi la mancanza in atti della querela e, se effettivamente assente, compia gli adempimenti previsti dall'art. 85, comma 2, del d.lgs. n. 150/2022 informando la persona offesa della facoltà di esercitare il diritto di querela.

Norme richiamate

  • art. 625, comma 1, n. 2, cod. pen.

    art. 625, comma 1, n. 2, cod. pen.

    È l'aggravante relativa all'aver commesso il fatto con violenza sulle cose; nella sentenza impugnata è stata esclusa ma senza motivazione; la Cassazione ha rilevato che l'esclusione va motivata e che la qualificazione giuridica deve essere coerente con i fatti narrati.

  • d.lgs. n. 150 del 2022

    Ha modificato la procedibilità dell'ipotesi aggravata dall'art. 625, comma 1, n. 2, rendendola procedibile a querela di parte; la Corte ha quindi imposto al giudice di rinvio di verificare la presenza della querela e di adempiere agli obblighi previsti se la querela manca.

  • art. 85, comma 2, d.lgs. n. 150 del 2022

    art. 85, comma 2, d.lgs. n. 150 del 2022

    Prevede gli obblighi del giudice/procura in caso di mancanza della querela per reati ora procedibili a querela: in particolare l'informazione alla persona offesa circa la possibilità di esercitare il diritto di querela e gli adempimenti procedurali conseguenti.

Massime di principio

  • La motivazione della sentenza deve essere coerente: le valutazioni di fatto (es. visione di filmati, qualificazione di danneggiamento o tentativo di furto) devono essere riconciliabili con la qualificazione giuridica adottata; in caso di contraddizione la decisione è annullabile.
  • Se si esclude o si esclude un'aggravante, il giudice deve spiegare espressamente le ragioni fattuali e giuridiche che giustificano tale scelta; la mera enunciazione della qualificazione senza argomentazione è insufficiente.
  • Dopo modifiche legislative che incidono sulla procedibilità (es. d.lgs. n. 150/2022), il giudice che rinvia deve verificare la presenza della querela nei fascicoli e, in sua assenza, adempiere agli obblighi informativi e procedurali previsti dalla norma.
  • In presenza di prova audiovisiva (filmati), il giudice deve motivare come la sua valutazione probatoria porta alla qualificazione del reato; contraddizioni nell'interpretazione del filmato sono motivo di censura in Cassazione.
  • La parte pubblica (Procuratore generale) può ottenere cassazione per vizi di motivazione anche quando la controversia verte sulla qualificazione giuridica dei fatti; le difese possono chiedere l'inammissibilità del ricorso, ma il vizio di motivazione, se manifesto, prevale.
  • In situazioni analoghe è prudente per il giudice: (a) indicare chiaramente il nesso tra fatto provato e reato contestato, (b) motivare l'eventuale esclusione di aggravanti, (c) verificare la regolarità degli atti relativi alla querela quando la procedibilità dipende da essa.

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