Cassazione Penale, Sentenza n. 3008/2025 del 27/01/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di riparazione per ingiusta detenzione per 257 giorni subiti durante un procedimento in cui era indagato per rapina aggravata in concorso e lesioni aggravate. Il ricorrente deduceva la falsità delle dichiarazioni delle due presunte persone offese (i filmati mostrerebbero che anch'esse parteciparono attivamente a una rissa), contestava la mancanza di specificazione da parte della Corte territoriale dei comportamenti propri che giustificassero la misura cautelare e sosteneva che la sua partecipazione all\"aggressione dovesse ancora essere accertata in sede di merito. Lamentava altresì violazione dell\"art. 314 c.p.p. per aver subito una valutazione negativa del suo silenzio/atteggiamento difensivo e contestava che la Corte avesse dato rilievo a presunte affermazioni mendaci senza adeguata spiegazione.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte di legittimità ha ritenuto che la Corte di appello avesse adeguatamente motivato: dalla sentenza di primo grado e dagli atti erano emersi elementi secondo cui il ricorrente prese parte a un\"aggressione/ colluttazione\"; in sede di convalida il ricorrente aveva ammesso uso di alcol e cocaina e la presenza di una colluttazione, fornendo una ricostruzione confusa e contraddittoria, sovrapponendo episodi, elementi smentiti dalle videoriprese. La Corte ha considerato rilevante anche la condotta endo-processuale del ricorrente, ritenuta mendace rispetto agli elementi istruttori (tra cui i filmati), e ha applicato il principio secondo cui comportamenti dolosi o gravemente colposi che abbiano indotto in errore l\"autorità al momento dell\"adozione della misura possono ostare alla riparazione dell\"ingiuSta detenzione. Conseguentemente il ricorso è stato dichiarato infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell\"art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
ai sensi dell\"art. 521 cod. proc. pen.
utilizzato per spiegare che la sentenza di assoluzione ha trasmesso gli atti al pubblico ministero con riferimento a differenti contestazioni (lesioni) ritenute dalla sentenza come fatto diverso (rissa) rispetto alla rapina per la quale si è ottenuta assoluzione.
richiamato dalla difesa per contestare la valutazione del comportamento difensivo; la Corte ha ritenuto però che non vi sia stata violazione, perché la valutazione della condotta endo-processuale (silenzio o menzogna) è fondata su elementi istruttori e può incidere sul giudizio di riparazione quando emerga colpa grave o comportamento mendace che abbia indotto in errore l\"autorità.
norma che consente la condanna alle spese processuali per il ricorrente in caso di rigetto del ricorso; applicata alla luce del rigetto.
Giurisprudenza (Sez. 4, n. 48311 del 26/09/2017, D'Urso, Rv. 271039 - 01)
Sez. 4, n. 48311 del 26/09/2017, D\'Urso, Rv. 271039 - 01
principio secondo cui la colpa grave ostativa alla riparazione non deve necessariamente consistere in condotta penalmente rilevante rispetto al reato per il quale si patì la detenzione, purché la trasgressione sia stata giuridicamente idonea a sostenere una misura cautelare detentiva.
Giurisprudenza (Sez. 4, n. 24608 del 21/05/2024, F., Rv. 286587 - 01)
Sez. 4, n. 24608 del 21/05/2024, F., Rv. 286587 - 01
richiamata per affermare che la condotta mendace dell\"indagato in sede interrogatoria o comunque in atti può giustificare il diniego della riparazione quando abbia inciso sulla convinzione dell\"autorità circa l\"esistenza di gravi indizi al momento dell\"adozione della misura.
Massime di principio
- La pronuncia di assoluzione "perché il fatto non sussiste" non determina automaticamente il diritto alla riparazione: il giudice valuta se al momento dell\"adozione della misura cautelare esistevano gravi indizi e se comportamenti successivi abbiano o meno gravemente indotto in errore l\"autorità.
- Comportamenti endo-processuali (menzogne, dichiarazioni contraddittorie, omissioni) possono essere considerati nel giudizio di riparazione: se configurano dolo o colpa grave e hanno indotto in errore, possono ostare alla riparazione anche se non sono penalmente perseguibili per il reato originario.
- Videoriprese e altri elementi investigativi oggettivi (es. filmati) hanno valore decisivo: contraddicono autodichiarazioni dell\"indagato e possono giustificare la misura cautelare e il diniego della riparazione.
- Il diritto al silenzio non è automaticamente penalizzante: tuttavia, il semplice silenzio non è invocabile per ottenere sempre la riparazione; la valutazione è contestuale e dipende dall\"insieme probatorio e dal comportamento complessivo dell\"indagato.
- Il ricorso per cassazione deve essere specifico e non generico: accuse generiche circa mancata istruttoria o mancata motivazione sono frequentemente rigettate se la motivazione della Corte territoriale risulta congrua e ancorata a elementi processuali.
- Per ottenere la riparazione è necessario dimostrare che la detenzione sia stata ingiustificata anche alla luce degli elementi disponibili al tempo dell\"adozione della misura e che non sussistano comportamenti del detenuto che abbiano gravemente inciso sulla percezione di tali elementi da parte delle autorità.
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