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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38002/2025 del 24/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del Tribunale di Palermo per violazione dell'art. 606, lett. c, c.p.p., sostenendo che il giudice di primo grado ha omesso di pronunciare sul capo b) dell'imputazione, relativo al delitto di invasione/occupazione di un alloggio privato (invasione dell'alloggio di Dario Carollo). La sentenza aveva invece deciso solo sul capo c) (furto aggravato/ furto di energia elettrica). Le difese hanno evocato la prescrizione e la natura perseguibile a querela del reato di furto aggravato, ma la Corte ha ritenuto tali argomentazioni inconferenti rispetto alla omissione di pronuncia sul capo b).

La decisione

La Corte ha accolto il motivo di ricorso relativo all'omessa pronuncia sul capo b), dichiarando che tale omissione integra vizio rilevabile d'ufficio e comporta l'annullamento del dispositivo nei limiti della statuizione mancante. Ha quindi annullato la sentenza impugnata limitatamente al capo b) e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Palermo, con assegnazione del procedimento a diverso giudice per l'udienza preliminare (art. 569, comma 4, c.p.p.). Le eccezioni difensive sulla prescrizione sono state respinte dalla Corte, che ha ritenuto la fattispecie in permanenza fino all'agosto 2020.

Norme richiamate

  • art. 606 c.p.p. (lett. c)

    La Corte ha ritenuto che la mancata pronuncia su un capo di imputazione costituisce inosservanza di norme processuali stabilite a pena di nullità, richiamando l'art. 606 c.p.p. come fondamento formale del gravame.

  • art. 569, comma 4, c.p.p.

    Applicato per disporre il rinvio al giudice di primo grado (Tribunale di Palermo) per nuovo esame, con la precisazione che, in caso di nullità della sentenza di primo grado, la Corte può disporre il rinvio all'ufficio del primo grado anziché trasmettere gli atti all'appello.

  • Sez. 6, n. 39435 del 14/07/2017, Ammendola (Rv. 271710 - 01)

    Richiamata per affermare che l'omessa decisione su un capo di imputazione integra un vizio rilevabile d'ufficio.

  • Sez. 2, n. 29427 del 15/06/2011, Ferrari (Rv. 251027 - 01)

    Richiamata per il principio secondo cui una sentenza che manca del dispositivo per omessa statuizione decisoria nei confronti dell'imputato è inesistente.

Massime di principio

  • L'omessa pronuncia su uno dei capi di imputazione costituisce vizio procedurale rilevabile d'ufficio e può giustificare l'annullamento parziale della sentenza e il rinvio al giudice di primo grado.
  • In caso di discrasia tra il dispositivo e il thema decidendi (o la richiesta di rinvio a giudizio), è necessario verificare se vi sia stata omissione di statuizione: se confermata, la decisione è affetta da nullità che compromette l'esistenza del provvedimento rispetto al capo omesso.
  • Le eccezioni delle parti (es. prescrizione, mancanza di querela per altri reati) possono essere irrilevanti rispetto al vizio formale dell'omessa pronuncia; il giudice d'appello valuta prioritariamente la completezza formale della sentenza.
  • Quando la Corte annulla limitatamente a un capo per omessa pronuncia, il procedimento viene rinviato al primo grado per nuovo esame e può essere assegnato a diverso giudice per garantire il corretto svolgimento dell'ulteriore corso.
  • Difensori e parti devono controllare che il dispositivo corrisponda alla motivazione e alle imputazioni richieste: l'omissione può essere impugnata in appello o fatta rilevare d'ufficio dalla Corte.

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