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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3968/2022 del 04/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la condanna per il reato previsto dall'art. 11, comma 1, d.lgs. n. 74/2000 (sottrazione fraudolenta di beni alla garanzia patrimoniale per debiti tributari). I motivi di ricorso (dodici) deducevano, tra l'altro: vizio procedurale per notifiche e tempestività delle conclusioni del PG durante l'udienza in regime pandemico; vizi di motivazione e contraddittorietà circa la qualificazione dell'operazione (simulazione vs trasferimento effettivo), la congruità del prezzo, la presunta fraudolenza delle compensazioni e la valutazione delle prove bancarie; contestazione dell'elemento soggettivo (assenza del dolo specifico); censura della misura di confisca e dell'omessa concessione delle circostanze attenuanti e dell'irrogazione delle pene accessorie.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto infondati i rilievi procedurali (la difesa aveva comunque potuto esercitare le proprie prerogative e prodotto memorie). Ha confermato la valutazione dei giudici di merito secondo cui, pur essendo effettiva l'alienazione dell'immobile, l'operazione era fraudolenta alla luce di indizi sommati: pagamento di solo parte del prezzo, immediati trasferimenti sul conto personale della Carbonin, il consistente ricorso a compensazioni per evitare il transito del denaro sul conto sociale, l'insolvenza dell'AN Immobiliare e la mancata iniziativa per far rispettare i termini di pagamento; lavori solo avviati e versamenti parziali degli oneri comunali. Ha ritenuto legittima la qualificazione del fatto come reato di pericolo ex art. 11 d.lgs. 74/2000 e congrua la confisca commisurata al valore del bene sottratto (euro 150.000). Ha escluso l'efficacia dei motivi subordinati relativi a compensazioni, attenuanti generiche e pene accessorie (queste ultime previste dalla legge). Ha disposto la condanna dei ricorrenti alle spese e il versamento di euro 3.000 alla Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 11, comma 1, d.lgs. n. 74/2000

    Norma che punisce atti simulati o fraudolenti volti a sottrarre beni alla garanzia patrimoniale dell'Erario; la Corte l'ha interpretata come reato di pericolo valutabile con giudizio "ex ante" sulla idoneità delle condotte a pregiudicare l'attività recuperatoria dell'Amministrazione finanziaria.

  • art. 12 e art. 12-bis, d.lgs. n. 74/2000

    Art. 12 prevede le pene accessorie conseguenti alla condanna per il reato di cui all'art. 11; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione della pena accessoria prevista ex lege. La difesa aveva richiamato il concetto di confisca (art. 12-bis invocato a fini interpretativi), ma la Corte ha ritenuto corretta la commisurazione del profitto al valore del bene sottratto per la confisca.

  • art. 23-bis, d.l. n. 137/2020 (convertito in legge)

    Norma emergenziale sulle modalità di celebrazione delle udienze durante la pandemia; la Corte ha ritenuto ininfluente l'eventuale irregolarità formale della notifica quando la difesa era comunque a conoscenza del regime e ha potuto esercitare i diritti difensivi (producendo memoria).

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che riguarda l'inammissibilità dei ricorsi e la condanna alle spese del procedimento: la Corte ha applicato l'articolo dichiarando inammissibili i ricorsi e ponendo a carico dei ricorrenti le spese.

  • Cost., artt. 24 e 111; Convenzione EDU, art. 6 par. 1

    Richiamate nella censura difensiva per vizi di giusto processo e difesa; la Corte ha ritenuto infondati i profili invocati in quanto non è risultata compromessa la possibilità di difesa effettiva.

Massime di principio

  • Un trasferimento patrimoniale può essere considerato fraudolento anche se formalmente effettivo: conta il convincimento complessivo tratto dagli indizi (parziale pagamento, uso di compensazioni per evitare il transito sui conti sociali, immediati trasferimenti a soci, insolvenza del cedente, mancata iniziativa per ottenere il pagamento).
  • Le compensazioni, sebbene siano modalità legittime di pagamento, possono risultare sospette se usate principalmente per eludere il normale transito di denaro societario quando il cedente è debitore verso l'Erario.
  • La valutazione dei giudici di merito sulle risultanze probatorie e sugli indici di fraudolenza è presuntivamente corretta e sarà cassata solo in caso di manifesta illogicità o contraddittorietà; le censure basate su nuova lettura degli stessi documenti sono difficili da accogliere in sede di legittimità.
  • I vizi formali di notifiche o di tempestività dei documenti durante il periodo pandemico non determinano automaticamente l'annullamento se la difesa ha comunque potuto esercitare i propri diritti e produrre memorie; l'art. 23-bis ha garantito modalità semplificate ma l'effettività della difesa resta il parametro decisivo.
  • La confisca può essere commisurata al valore del bene sottratto (profitto del reato) e non necessariamente al solo importo dell'imposta che si voleva eludere; la difesa deve documentare in modo concreto la divergenza tra valore sottratto e presunto profitto illecito.
  • Le circostanze attenuanti generiche e la concessione di misure più miti richiedono elementi concreti di resipiscenza o rilevanti profili personali: la loro esclusione è giustificata quando la condotta è ritenuta grave e non emergono segni di ravvedimento.

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