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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43166/2024 del 27/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza della Corte d'Appello di Milano che aveva riformato l'assoluzione del Tribunale di Lodi e condannato Currò per rapina aggravata. Il ricorso deduceva: violazione dell'art. 603, comma 3-bis c.p.p. e dell'art. 6 CEDU per aver riformato l'assoluzione senza rinnovare l'istruttoria dibattimentale e senza riassumere testi considerati decisivi; vizio di motivazione sull'identificazione dell'autore (la Corte d'appello avrebbe fatto affidamento su elementi poco idonei come la conformazione dei polpacci); errata qualificazione giuridica del fatto in relazione all'uso dell'arma, rispetto alle riprese video che non mostrerebbero un'arma; omissione dell'applicazione della diminuente per lieve entità ex sentenza Corte Costituzionale n.86/2024.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: l'annullamento della sentenza impugnata è stato disposto perché la Corte d'appello ha riformato l'assoluzione senza procedere alla rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in violazione dell'art. 603, comma 3-bis c.p.p. e dei principi garantiti dall'art. 6 CEDU. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Milano per nuovo giudizio, assorbendo le restanti censure.

Norme richiamate

  • art. 603, comma 3-bis, cod. proc. pen.

    Imposta l'obbligo di rinnovare l'istruttoria dibattimentale in appello quando la riforma di una sentenza assolutoria si fondi su diversa valutazione di prove dichiarative ritenute decisive; la Cassazione afferma che tale rinnovazione è necessaria anche per permettere l'esame incrociato e garantire l'effettività del diritto di difesa.

  • art. 6 CEDU (diritto a un giusto processo)

    Richiamato come parametro interpretativo: tutela il diritto dell'imputato di esaminare i testimoni a carico e di ottenere l'esame dei testimoni a discarico; la Corte sottolinea che la rinnovazione dell'istruttoria in appello è funzionale a garantire tale diritto.

  • art. 6, par. 3, lett. d) CEDU

    Precisa il diritto dell'imputato ad esaminare i testimoni favorevoli e contrari; la giurisprudenza europea viene utilizzata come criterio interpretativo delle norme processuali interne che regolano la rinnovazione dell'istruttoria.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. U. Dasgupta e altri precedenti)

    Richiamata per consolidare il principio secondo cui l'appello che riforma un'assoluzione deve rinnovare l'istruttoria quando la diversa valutazione delle dichiarazioni sia alla base della riforma, e la rinnovazione richiede l'assunzione delle prove secondo le regole dell'esame incrociato.

  • Sentenza Corte Costituzionale n.86/2024

    Richiamata dal ricorrente come base per l'applicazione della diminuente della lieve entità; nella decisione di cassazione la questione è stata indicata tra le censure assorbite dall'annullamento e quindi non decisa nel merito.

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello intende riformare una sentenza di proscioglimento basata su valutazione di prove dichiarative, deve rinnovare l'istruttoria ai sensi dell'art. 603, comma 3-bis c.p.p., consentendo l'esame diretto e l'incrocio dei testimoni; in mancanza la decisione è annullabile in Cassazione.
  • Il principio dell'art. 6 CEDU (diritto di difesa e di esame dei testimoni) costituisce parametro interpretativo vincolante: la mancata rinnovazione delle prove che erano decisive per l'assoluzione compromette il giusto processo.
  • L'identificazione dell'imputato deve poggiare su elementi idonei a superare il dubbio razionale; caratteristiche fisiche poco tipiche o suggestive (es. conformazione dei polpacci) da sole sono in genere insufficienti a fondare una condanna.
  • Le prove video devono essere valutate con attenzione ai fini della qualificazione giuridica del fatto: l'assenza del rilevabile uso di un'arma o di minaccia nelle riprese può rendere non sussistente l'aggravante e imporre diversa ricostruzione (es. furto vs rapina).
  • Quando intervengono modifiche costituzionali o giurisprudenziali (es. decisioni della Corte Costituzionale su diminuenti), tali principi devono essere considerati nel giudizio di merito; tuttavia la Cassazione può limitarsi ad annullare e rinviare se ritiene prevalente un vizio procedurale.
  • La rinnovazione dell'istruttoria non serve solo a riprodurre le stesse dichiarazioni, ma a consentire la persuasività della nuova decisione tramite l'assunzione della prova secondo le regole dell'oralità e dell'immediatezza (esame incrociato).

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