Cassazione Penale, Sentenza n. 23349/2025 del 23/06/2025
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza che confermava la custodia cautelare in carcere per il reato di favoreggiamento personale aggravato (art. 416-bis c.p.), deducendo: (1) violazione degli artt. 63, ultimo comma, 64 e 65 c.p.p. e inutilizzabilità delle dichiarazioni rese da Marianna Costanzo perché audita come persona informata sui fatti nonostante esistessero già indizi a suo carico; (2) insufficiente e contraddittoria motivazione del Tribunale sulla gravità degli indizi, con censura della ricostruzione basata su tracciati GPS, celle telefoniche, tabulati e conversazioni intercettate; (3) mancata motivazione rispetto alla dedotta erronea qualificazione dell'aggravante mafiosa, essendo contestata la conoscenza, da parte del ricorrente, della caratura criminale del soggetto favorito (Leonardo Abbruzzese) e la rilevanza di notizie mediatiche/posteriori per l'attribuzione dell'aggravante.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto inammissibile il primo motivo per carenza di interesse, avendo l'ordinanza impugnata non utilizzato le dichiarazioni della Costanzo ai fini del giudizio di gravità indiziaria. I secondi motivi sono stati dichiarati infondati: la Corte ha giudicato la motivazione del Tribunale non manifestamente illogica, saldamente ancorata agli elementi probatori (tracciati GPS, celle telefoniche, conversazioni intercettate) che, nel loro insieme, consentivano di ritenere fondato il giudizio di gravità indiziaria a carico del ricorrente. Quanto all'aggravante di agevolazione mafiosa, la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione del principio giurisprudenziale secondo cui chi consapevolmente aiuta un capo clan latitante può integrare l'aggravante se l'atto è idoneo ad avvantaggiare l'associazione e se sussiste consapevolezza della caratura criminale del favorito; il Tribunale ha valorizzato la rilevanza dell'eco mediatica sull'ordinanza 'Athena' e i contatti monitorati con membri della famiglia Abbruzzese per desumere tale consapevolezza. Al rigetto è seguita la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
L'art. 416-bis e la giurisprudenza interpretano l'aggravante dell'agevolazione mafiosa anche nell'ipotesi di favoreggiamento personale quando l'agevolazione consapevole di un capo 'ndrangheta è idonea a rafforzare il sodalizio; la Corte ha ritenuto applicabile tale principio nel caso in esame.
artt. 63, 64, 65 cod. proc. pen.
art. 63 ultimo comma; artt. 64 e 65
Norme concernenti l'informazione di garanzia e l'utilizzabilità delle dichiarazioni rese da persone informate sui fatti. La Corte ha osservato che, se tali dichiarazioni non sono state utilizzate nel giudizio di gravità indiziaria, la doglianza sull'inutilizzabilità può essere priva di interesse nel ricorso cautelare.
Sez. U. n. 11 del 22/03/2000 (Audino)
Principio secondo cui in Cassazione sulle misure cautelari è escluso il sindacato di merito che consista nella semplice rivalutazione delle circostanze già esaminate dal giudice di merito.
Sez. 2 n. 27866 del 17/06/2019 (Mazzelli)
Conferma che il ricorso per cassazione contro misure cautelari è ammesso solo per violazione di norme o per manifesta illogicità della motivazione, non per rinnovata valutazione di merito.
Sez. 6 n. 23241 del 11/02/2021 (Barbato)
Giurisprudenza che chiarisce la possibilità di configurare l'aggravante mafiosa nel favoreggiamento personale quando l'aiuto consapevole al capo è idoneo a favorire l'associazione.
Sez. 6 n. 32386 del 28/03/2019 (Salvato)
Ulteriore riferimento giurisprudenziale in tema di agevolazione mafiosa applicabile al favoreggiamento personale.
Massime di principio
- Per impugnare con successo una misura cautelare in Cassazione è necessario denunciare una violazione di legge o la manifesta illogicità della motivazione; la mera richiesta di riconsiderare le valutazioni di merito già compiute dal giudice di merito è inammissibile.
- Le dichiarazioni di persone informate sui fatti sono rilevanti solo se effettivamente utilizzate nel provvedimento cautelare; se il giudice non le ha valorizzate, la doglianza sull'inutilizzabilità può essere priva di interesse.
- Prove ricavate da elementi indiretti e concatenati (tracciati GPS, celle agganciate, tabulati telefonici, intercettazioni) possono costituire un quadro indiziario idoneo a fondare la gravità indiziaria se valutate congiuntamente e coerentemente.
- L'aggravante per agevolazione mafiosa nel favoreggiamento personale richiede valutazione della consapevolezza del ruolo criminale del soggetto favorito e dell'idoneità dell'atto a rafforzare l'associazione; notizie pubbliche e contatti monitorati possono contribuire a dimostrare tale consapevolezza.
- Eccezioni procedurali fondate su circostanze già note o su rivalutazioni di elementi fattuali (es. interpretazione di tabulati o significato di incontri) difficilmente ottengono accoglimento in sede di legittimità; vanno mirate a profili di diritto o a palese contraddittorietà della motivazione.
- Quando si rappresenta l'assenza di ruoli formali del ricorrente in associazioni o enti coinvolti, è necessario dimostrare concretamente l'esistenza di alternative lecite e verificabili alle spiegazioni date dal giudice per contrastare il giudizio di gravità indiziaria.
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