Sentenza n. 5394/2026 - Roma, Sezione 3T
per l'ottemperanza della sentenza n. 5368/2024 pubbl. il 09/05/2024 ed emessa dal Tribunale di Roma sez. Lavoro (Giud. Dott. Antonioni) nell'ambito del giudizio RG n. 24439/2023, mediante la quale si statuiva: "- dichiara il diritto della ricorrente ad ottenere la carta docente per l'anno scolastico 2020/21 per l'importo complessivo di euro 500,00, maggiorato di interessi o rivalutazione dalla data del diritto all'accredito alla concreta erogazione, e condanna il Ministero convenuto a mettere a disposizione della parte ricorrente detta carta per poterne fruire nel rispetto dei vincoli di legge; - rigetta per il resto il ricorso; - compensa per metà le spese di lite tra le parti e condanna il Ministero convenuto alla refusione in favore della ricorrente della restante metà, liquidata in € 500,00 per compensi, oltre accessori dovuti per legge, da distrarsi."
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente per l'anno scolastico 2020/2021
Esito
Favorevole al ricorrente (beneficiaria carta docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottenere l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Roma, sezione Lavoro, n. 5368/2024, che aveva riconosciuto il suo diritto a ottenere la carta docente per l'anno scolastico 2020/2021, per l'importo di euro 500,00, oltre interessi o rivalutazione dalla maturazione del diritto all'effettiva erogazione, condannando il Ministero a mettere la carta a sua disposizione. Nel corso della camera di consiglio la ricorrente ha dichiarato che la pretesa sostanziale era stata integralmente soddisfatta e ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
La decisione
Il TAR ha dichiarato la cessazione della materia del contendere, ritenendo che l'intervenuto saldo della pretesa sostanziale avesse integralmente soddisfatto la ricorrente, ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a. Quanto alle spese, ha disposto una compensazione parziale, valorizzando il fatto che l'Amministrazione aveva eseguito la sentenza dopo la proposizione del ricorso, e ha posto la restante parte a carico dell'Amministrazione in applicazione del criterio della soccombenza. Le spese dell'odierno giudizio sono state liquidate in euro 300,00, oltre accessori di legge se dovuti, con distrazione in favore del procuratore dichiaratosi antistatario.
Norme richiamate
L'integrale soddisfazione della pretesa sostanziale durante il giudizio comporta la dichiarazione di cessazione della materia del contendere.
Massime di principio
- Quando, nel corso di un giudizio di ottemperanza, l'amministrazione esegue integralmente il comando contenuto nel provvedimento giurisdizionale e la parte ricorrente dichiara soddisfatta la propria pretesa sostanziale, il giudice deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell'art. 34, comma 5, c.p.a.
- L'esecuzione spontanea dell'obbligo amministrativo dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza può giustificare la compensazione parziale delle spese, mentre la parte residua può essere posta a carico dell'amministrazione secondo il criterio della soccombenza virtuale o sostanziale legato alla necessità di ricorrere al giudice.
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