Cassazione Penale, Sentenza n. 34149/2024 del 10/09/2024
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava l'ordinanza che aveva respinto la sua domanda di affidamento al servizio sociale o di detenzione domiciliare ritenendolo "irreperibile". Il Tribunale aveva motivato il rigetto richiamando rapporti di polizia (in particolare rapporto della Questura di Brescia del 27/06/2023) che attestavano vane ricerche, l'assenza di domicilio stabile e di risorsa lavorativa. Il difensore ha invece censurato l'omessa valutazione di documenti presenti nel fascicolo e allegati successivamente: in particolare l'avviso di udienza con relata di notifica a mani dai Carabinieri di Roncadelle del 16/08/2023, la verifica sul domicilio del 04/07/2023 e il contratto di locazione intestato al padre disponibile per ospitare l'imputato. Si contestava la violazione dell'art. 606, comma 1, lett. e) c.p.p. per mancata valutazione di elementi decisivi.
La decisione
La Corte ha ritenuto il ricorso fondato: ha accertato che nel fascicolo erano presenti elementi che indicavano la possibilità di reperire l'istante (relata di notifica del 16/08/2023, attestazione di verifica del 04/07/2023 e contratto di locazione intestato al padre). Il Tribunale di sorveglianza aveva comunque ritenuto l'irreperibilità senza approfondire tali elementi. Per questo la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per un nuovo giudizio al Tribunale di Sorveglianza di Bologna, chiamato a verificare concretamente il luogo di reperibilità sulla base degli elementi acquisiti e di quelli forniti dall'interessato e, successivamente, a valutare liberamente l'adeguatezza delle misure alternative richieste.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. e) cod. proc. pen.
Richiamato come motivo di cassazione per omissione di valutazione di prove/documenti decisivi: il ricorrente ha dedotto che il giudice di merito non ha valutato elementi presenti nel fascicolo (relata di notifica e atti di verifica). La Corte ha ritenuto che tale omissione abbia inciso sull'adeguatezza del procedimento decisorio e ha annullato il provvedimento per mancata verifica della reperibilità e dell'idoneità delle misure alternative.
Massime di principio
- La semplice esistenza di un rapporto di polizia che attesti vane ricerche non può automaticamente prevalere se nel fascicolo sono presenti o vengono prodotti poi elementi concreti di reperibilità (es. relata di notifica a mani, contratti di locazione, attestazioni di familiari): il giudice deve valutare e confrontare tutti gli elementi.
- Prima di rigettare richieste di misure alternative per "irreperibilità" il Tribunale deve compiere accertamenti specifici sul domicilio effettivo e sulle risorse esterne; l'assenza di approfondimento giustifica l'annullamento e il rinvio per un nuovo esame.
- La relata di notifica a mani e le verifiche di polizia giudiziaria sono prove rilevanti e, se contrastanti, richiedono una motivazione che spieghi perché si ritiene prevalente un atto piuttosto che un altro.
- In casi simili è utile che il difensore produca e registri tempestivamente documenti che attestino disponibilità di ospitalità o domicilio (contratti di locazione, dichiarazioni, verifiche dei carabinieri) e chieda espressamente al giudice e agli organi di polizia ulteriori accertamenti sulla reperibilità.
- Quando il giudice non valorizza elementi probatori rilevanti o non fornisce adeguata motivazione, il rimedio possibile è la censura per vizio di motivazione/omessa valutazione di prove con conseguente annullamento e rinvio per nuovo esame.
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