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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10352/2023 del 10/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria del 12/05/2022 che aveva annullato, per difetto delle esigenze cautelari, l'ordinanza del G.I.P. che aveva applicato gli arresti domiciliari a Vincenzo Coluccio, indagato per il reato di cui all'art. 416, primo comma, cod. pen. (associazione per delinquere, in qualità di promotore, finalizzata a delitti contro il patrimonio e la fede pubblica: truffe, falsi, autoriciclaggio). Il ricorrente ha censurato la motivazione del Tribunale per presunta mancanza, contraddittorietà e manifesta illogicità: evidenziava i gravi indizi e il ruolo di primo piano dell'indagato, la disparità di trattamento rispetto ad altri indagati, l'errata valutazione del "tempo trascorso" nonostante la contestazione di un reato permanente, la supposta interruzione della collaborazione con altre persone indagate e la lettura non corretta della nota di P.G. del 14/12/2020 sulla persistenza dell'operatività dell'associazione.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto il motivo infondato e anche formalmente carente perché la censura cumulativa sui vizi della motivazione mancava della necessaria specificità, richiamando il principio delle Sezioni Unite (n. 24591/2020). Ha poi valutato che il Tribunale aveva motivato congruamente la decisione: ha considerato l'incensuratezza di Coluccio, la diversa posizione rispetto ad altri sodali sottoposti a misura cautelare di massimo grado, la non coincidenza delle attività successive riferite nella nota di P.G. a Coluccio e la positiva efficacia dell'allontanamento dai vertici del sodalizio; pertanto ha concluso che la motivazione non era mancante, contraddittoria né manifestamente illogica.

Norme richiamate

  • art. 416 cod. pen. (primo comma)

    La norma è richiamata per qualificare il fatto oggetto di indagine: Coluccio è contestato quale promotore/organizzatore di associazione per delinquere finalizzata a reati contro il patrimonio e la fede pubblica

  • Sezioni Unite, n. 24591 del 16/07/2020 (Filardo)

    Sez. U, n. 24591 del 16/07/2020, Filardo

    Principio richiamato secondo cui le censure generiche e cumulate sui vizi della motivazione (mancanza/contraddittorietà/manifesta illogicità) sono eterogenee e non possono essere aggregate in modo indifferenziato: l'attacco deve essere specifico e distinto

Massime di principio

  • La censura sulla motivazione deve essere specifica: non è sufficiente contestare in modo generico la mancanza, contraddittorietà o illogicità della motivazione; occorre indicare con precisione il profilo critico.
  • Valutazioni diverse tra concorrenti nello stesso procedimento sono ammissibili: le esigenze cautelari si ponderano anche sulla base della personalità, dei precedenti e della posizione concreta nell'associazione.
  • In reati di tipo permanente o continuato, la mera considerazione del "tempo trascorso" non esclude automaticamente la persistenza della condotta; è necessario valutare elementi probatori sulla attualità dell'operatività del reato.
  • L'allontanamento dell'indagato dai vertici del sodalizio o l'applicazione di misure cautelari particolarmente incisive ad altri associati può ridurre l'esigenza di misure ulteriori nei confronti del singolo.
  • Occorre verificare con attenzione a chi si riferiscono le risultanze della polizia giudiziaria: documenti che attestano prosecuzione di attività criminosa ma riferiti ad altri soggetti non bastano per mantenere la misura contro chi non è indicato esplicitamente.
  • Il ricorso del pubblico ministero avverso decisioni di riesame richiede motivazioni autonome e autosufficienti: deduzioni generiche o non specificamente confrontate con le circostanze indicate dal giudice di merito sono destinate al rigetto.

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