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Cassazione Civile, Ordinanza n. 21350/2022 del 06/07/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (parte privata)

La controversia

Un privato aveva impugnato davanti al TAR due ordinanze comunali con cui era stata revocata una concessione edilizia rilasciata al padre e ordinata la demolizione di manufatti ritenuti abusivi, perché realizzati su area asseritamente demaniale. Il TAR aveva declinato la giurisdizione in favore del Tribunale superiore delle acque pubbliche, ritenendo centrale l'accertamento della demanialità del terreno e l'incidenza dei provvedimenti sul demanio idrico. Riassunta la causa davanti al TSAP, il giudice delegato ha sollevato d'ufficio conflitto negativo di giurisdizione, sostenendo invece che la controversia rientrasse nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo, poiché aveva ad oggetto atti e provvedimenti in materia urbanistica ed edilizia e non incideva direttamente sul regime delle acque pubbliche. Il ricorrente ha insistito sul fatto che le opere erano lontane dal fiume e che la lite atteneva solo a edilizia/urbanistica, non alla demanialità delle acque.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il conflitto negativo di giurisdizione sollevato dal giudice delegato del Tribunale superiore delle acque pubbliche. Ha ritenuto che, nel rito davanti al TSAP, la questione di giurisdizione può essere rimessa alle Sezioni Unite solo se previamente sottoposta dal giudice delegato alla decisione del collegio del Tribunale, che resta l'organo giurisdizionale competente a esprimere la volontà dell'ufficio. Nel caso concreto il giudice delegato, pur avendo tempestivamente sollevato la questione alla prima udienza, aveva poi rimesso direttamente la causa alla Corte senza prima investire il collegio del TSAP. Nessuna statuizione sulle spese, per mancata costituzione delle parti.

Norme richiamate

  • art. 59, comma 3, L. 18 giugno 2009, n. 69

    fino alla prima udienza fissata per la trattazione del merito

    La questione di giurisdizione può essere sollevata d'ufficio dal giudice davanti al quale la causa è riassunta entro la prima udienza, se non vi è già pronuncia delle Sezioni Unite, ma la disposizione va coordinata con il rito speciale davanti al TSAP.

  • artt. 151 e ss. r.d. 11 dicembre 1933, n. 1775

    Nel processo davanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche opera un rito speciale che non consente al giudice delegato di sostituirsi al collegio nel rimettere direttamente la questione alle Sezioni Unite.

  • art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a.

    Richiamato come base della tesi secondo cui la controversia, avente ad oggetto atti urbanistico-edilizi non direttamente incidenti sul regime delle acque pubbliche, appartiene alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo.

Massime di principio

  • Nel rito davanti al Tribunale superiore delle acque pubbliche, il giudice delegato può sollevare tempestivamente d'ufficio la questione di giurisdizione, ma non può rimetterla direttamente alle Sezioni Unite senza prima investire il collegio, poiché il potere di provocare il regolamento appartiene all'organo collegiale.
  • La disciplina generale dell'art. 59, comma 3, L. n. 69/2009 va coordinata con il rito speciale del TSAP: la tempestività del rilievo non basta se manca la previa decisione del collegio sulla devoluzione della questione.
  • In presenza di una controversia su provvedimenti comunali in materia edilizia e urbanistica, il criterio di riparto con il TSAP dipende dalla diretta incidenza degli atti sul regime delle acque pubbliche; se tale incidenza è solo indiretta o non centrale, la giurisdizione tende a ricadere nel giudice amministrativo.

Come è indicizzato

MaterieGiurisdizioneImpugnazioni
RamiProcesso civileInternazionale privato
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiLitisconsorzio necessario

Testo integrale

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