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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19981/2023 del 11/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della sentenza di conferma della condanna per concorso in tentata estorsione (capo 3) e concorso in lesioni personali volontarie (capo 1). I motivi dedotti riguardano: a) la presunta utilizzazione, da parte della Corte di appello, di dichiarazioni rese dalla persona offesa Scadigna in sede di incidente probatorio e in precedenti dibattimenti ritenute invece inutilizzabili per vizi di garanzia; b) la presunta contraddittorieta e lacunosita delle dichiarazioni di Scadigna e la mancata valutazione di elementi difensivi che avrebbero dimostrato la falsita delle sue dichiarazioni (tra cui pratiche risarcitorie davanti alla compagnia assicurativa, consulenze medico legali che avrebbero collegato le lesioni a un sinistro stradale e reso incompatibile la dinamica dell'aggressione, assenza di tracce emetiche sugli abiti di Mollo); c) l'errata valutazione della partecipazione di Pagnotta al fatto materialmente commesso da Mollo, sostenendo che Pagnotta non avrebbe incutere timore, avrebbe cercato di fermare Mollo e non avrebbe chiesto i mille euro contestati.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul primo motivo ha rilevato genericita e insufficiente specificazione delle circostanze di fatto che, a detta del ricorrente, sarebbero state riutilizzate illecitamente; il vizio non e stato dimostrato con adeguata puntualita e non e stata indicata la decisivita delle presunte dichiarazioni utilizzate. Gli altri motivi (secondo-terzo-quarto-quinto) sono stati considerati inammissibili in quanto il ricorrente non si e confrontato in modo concreto con la motivazione della Corte di appello: la Corte di merito aveva rinnovato l'esame della persona offesa, posto per iscritto le nuove dichiarazioni, e motivato il giudizio indicando riscontri oggettivi, in particolare le dichiarazioni della moglie della persona offesa e il contenuto di conversazioni telefoniche intercettate che confermavano l'organizzazione dell'incontro, l'ordine impartito da Mollo a Pagnotta, l'esecuzione dell'ordine da parte di Pagnotta e successivi contatti volti a ricordare il pagamento. Le consulenze e le prove difensive non sono state ritenute tali da scalfire il quadro probatorio confermativo. Conseguentemente il ricorso e stato dichiarato inammissibile e il ricorrente e stato condannato al pagamento delle spese processuali e a una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 642 cod. pen.

    reato previsto dall'art. 642 cod. pen.

    Nella motivazione della Corte di cassazione che ha disposto il rinvio tale articolo e citato per segnalare l'esistenza di un procedimento parallelo che poteva collegarsi probatoriamente ai fatti di cui si procede; la presenza di quel procedimento rileva ai fini della valutazione dell'utilizzabilita delle dichiarazioni della persona offesa rese in altri contesti processuali

  • sentenza Corte di cassazione n. 69995 del 2019

    l'accertamento della riconducibilita delle lesioni al sinistro piuttosto che all'aggressione contestata al Pagnotta e una valutazione decisiva per l'accertamento di responsabilita dei reati per cui si procede con processi paralleli; in presenza di un collegamento probatorio le dichiarazioni assunte senza le garanzie previste per un dichiarante collegato devono considerarsi inutilizzabili

    La decisione precedente ha stabilito il principio secondo cui, quando esiste un collegamento probatorio tra procedimenti paralleli, le dichiarazioni rese dal medesimo dichiarante in un procedimento possono essere inutilizzabili nell'altro se assunte senza le garanzie previste per un dichiarante 'collegato'. Ha quindi imposto alla Corte di merito di valutare se il collegamento esistesse gia al momento dell'incidente probatorio e, in caso affermativo, se procedere alla rinnovazione dell'esame applicando lo statuto probatorio pertinente e tenendo conto dell'eventuale intervenuta sentenza passata in giudicato nel procedimento collegato

Massime di principio

  • Quando esistono procedimenti paralleli, occorre valutare se vi sia un collegamento probatorio: se sussiste, le dichiarazioni rese dalla stessa persona in un procedimento possono essere inutilizzabili nell'altro se assunte senza le garanzie previste per un dichiarante 'collegato'.
  • La Corte di merito, in caso di rinvio da parte della Cassazione per questioni relative all'utilizzabilita della prova dichiarativa, deve esplicitare se le dichiarazioni gia acquisite sono utilizzabili, se e necessaria la rinnovazione dell'esame e quale statuto probatorio applicare al dichiarante.
  • In sede di impugnazione in Cassazione i motivi devono essere specifici: occorre indicare gli elementi di fatto e di diritto concreti ritenuti erroneamente valutati e dimostrare la loro decisivita rispetto alla decisione impugnata; i profili generici o privi di contestualizzazione fattuale sono dichiarati inammissibili.
  • La presenza di elementi di riscontro oggettivi (per esempio conversazioni intercettate, dichiarazioni di altri testimoni, riscontri documentali) puo legittimare la valutazione di attendibilita del teste e rendere inefficaci osservazioni difensive basate soltanto su sospetti o contraddizioni formali.
  • La difesa che allega la falsita delle dichiarazioni della persona offesa deve produrre elementi concreti e specifici (prove documentali, testimonianze, perizie) che mettano in discussione il nucleo probatorio e non limitarsi a contestazioni generiche.
  • Se il giudice dispone la rinnovazione dell'esame della persona offesa, il nuovo esame e cruciale per sanare eventuali vizi di utilizzabilita delle dichiarazioni precedenti, e la motivazione deve chiarire come i nuovi assunti siano stati verificati e riscontrati nel complesso probatorio.

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