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Ordinanza

Ordinanza n. 52/2026 - Palermo, Sezione 1

Giustizia amministrativa202600015

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: atti applicativi della sanzione disciplinare della destituzione senza perdita del diritto a pensione o assegni e richiesta di riversamento degli emolumenti percepiti per un incarico di docenza presso un'università straniera

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente universitario)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato, chiedendone l'annullamento o la dichiarazione di nullità e previa sospensione cautelare, gli atti con cui l'Università degli Studi di Palermo gli ha applicato la sanzione della destituzione senza perdita del diritto a pensione o assegni ai sensi degli artt. 87, n. 4, e 89 del regio decreto n. 1592/1933. Ha inoltre contestato la richiesta di riversamento degli eventuali emolumenti percepiti dal 1° novembre 2019 al 16 ottobre 2025 per un incarico di docenza presso l'Università di Groningen. Il testo dell'ordinanza non espone analiticamente i motivi di legittimità dedotti, rinviando la loro compiuta delibazione alla fase di merito.

La decisione

Il TAR ha accolto l'istanza cautelare nei sensi e nei limiti indicati in motivazione. Ha ritenuto allegato un pregiudizio grave e irreparabile, in ragione della particolare afflittività dei provvedimenti impugnati e dell'elisione, in via di definizione, del rapporto di lavoro con l'Università di Groningen. Nelle more dell'udienza pubblica di merito, il Tribunale ha quindi sospeso i provvedimenti impugnati, imponendo contestualmente al ricorrente l'obbligo di garantire integralmente le prestazioni contrattualmente previste con l'Università degli Studi di Palermo. La valutazione cautelare è stata espressamente resa senza compiuta decisione sulle questioni dedotte, da esaminare nel merito. L'udienza pubblica è stata fissata per il 9 giugno 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la peculiarità della fattispecie.

Norme richiamate

  • art. 87, n. 4, r.d. n. 1592/1933

    destituzione senza perdita del diritto a pensione o ad assegni

    La disposizione è richiamata quale base normativa della sanzione disciplinare impugnata; l'ordinanza cautelare non ne svolge un'interpretazione di merito.

  • art. 89 r.d. n. 1592/1933

    La disposizione è richiamata quale ulteriore fondamento normativo della sanzione della destituzione; ogni questione interpretativa è riservata alla fase di merito.

  • art. 55 c.p.a.

    È la base processuale della domanda cautelare; il giudice accorda la sospensione ritenendo allegato un pregiudizio grave e irreparabile.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    È richiamato per disporre l'oscuramento delle generalità e degli altri dati identificativi del ricorrente.

  • art. 10 Regolamento (UE) 2016/679

    È richiamato, insieme alla normativa nazionale sulla privacy, quale presupposto dell'oscuramento dei dati identificativi.

Massime di principio

  • In sede cautelare, la particolare afflittività di una sanzione disciplinare e il rischio di definitiva compromissione di un rapporto di lavoro possono integrare il pregiudizio grave e irreparabile richiesto per la sospensione dell'efficacia dell'atto.
  • La sospensione cautelare può essere accompagnata da una misura conformativa o compensativa diretta a preservare l'equilibrio degli interessi, quale l'obbligo del ricorrente di continuare a svolgere integralmente le prestazioni contrattuali dovute verso l'amministrazione.
  • Quando il giudice accoglie la domanda cautelare riservando alla successiva udienza pubblica la compiuta delibazione delle questioni dedotte, la pronuncia non anticipa la decisione definitiva sulla legittimità o nullità degli atti impugnati.

Come è indicizzato

MaterieProcedimento disciplinareTutela cautelare
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareProporzionalità e ragionevolezza

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