Cassazione Penale, Sentenza n. 29104/2022 del 22/07/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
L'Amministrazione impugna l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza che aveva accolto il reclamo del detenuto autorizzandone l'acquisto di un lettore CD e di CD musicali. L'Amministrazione deduce violazione di legge (art. 40 DPR n. 230/2000 e art. 87 O.P.) e richiama la circolare DAP del 2/10/2017 e l'art. 14.1, sostenendo che tali acquisti eccedono le finalità consentite (solo studio e lavoro) e possono compromettere esigenze di sicurezza e di controllo, in particolare nel regime 41‑bis.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato e ha annullato l'ordinanza impugnata, disponendo il rinvio al Tribunale di sorveglianza di Sassari per un nuovo giudizio. La Corte ha precisato che, pur riconoscendo che l'art. 40 DPR 230/2000 consente l'uso di radio, computer personali e lettori CD per lavoro o studio e che l'ascolto di musica rientra nei "residui" di libertà del detenuto, è necessaria una valutazione concreta circa il pericolo per la sicurezza e l'incidenza organizzativa dell'introduzione di dispositivi e supporti. Il Tribunale dovrà accertare se sia possibile assicurare la messa in sicurezza dei dispositivi senza un onere di risorse umane e materiali eccessivo; solo in presenza di tali condizioni il diniego dell'Amministrazione può risultare legittimo.
Norme richiamate
Consente l'utilizzo di radio, computer personali e lettori CD portatili per motivi di lavoro o di studio; non esclude espressamente l'accesso a contenuti musicali e considera l'ascolto di musica parte dei "residui" di libertà del detenuto, ma lascia spazio a limiti per ragioni organizzative e di sicurezza
art. 87 Ordinamento Penitenziario
Norma richiamata in relazione alla disciplina del regime carcerario e ai poteri dell'Amministrazione a fini di sicurezza, rilevante nel bilanciamento tra diritti del detenuto e esigenze di ordine e sicurezza
Circolare DAP 2/10/2017
Documento amministrativo richiamato dall'Amministrazione per limitare l'ingresso di dispositivi e supporti; la Corte ne riconosce la rilevanza ma sottolinea che occorre una valutazione concreta dell'impatto organizzativo e della sicurezza
art. 14.1
Richiamato dall'Amministrazione come riferimento normativo/disciplinare per i limiti all'introduzione di beni; la Corte ne tiene conto nell'analisi complessiva ma richiede accertamenti specifici sul caso concreto
Massime di principio
- La possibilità per un detenuto di possedere dispositivi (es. lettori CD) e supporti (es. CD musicali) va valutata bilanciando il residuo diritto alla vita quotidiana (es. ascolto di musica) con le esigenze di sicurezza e organizzazione dell'istituto
- Il regime 41‑bis comporta un livello di attenzione maggiore: l'Amministrazione può legittimamente negare autorizzazioni se non è possibile assicurare la messa in sicurezza dei dispositivi o se ciò comporta oneri organizzativi eccessivi
- Non sono ammessi divieti automatici a priori: il diniego deve fondarsi su una valutazione concreta e motivata del rischio per la sicurezza e dell'impatto sulle risorse
- In mancanza di adeguati accertamenti di fatto da parte del giudice di merito, la Corte di Cassazione annulla l'atto e rinvia per un nuovo giudizio che verifichi nello specifico la situazione
- La giurisprudenza riconosce all'ascolto di musica valore di "residuo" di libertà del detenuto, ma questo diritto è relativo e può essere limitato per ragioni di sicurezza organizzativa comprovate
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