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Cassazione Penale, Ordinanza n. 34409/2025 del 22/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice dell'esecuzione)

La controversia

Il ricorrente, indicato come terzo interessato estraneo al procedimento di prevenzione, aveva chiesto la revoca di una confisca di prevenzione mediante incidente di esecuzione. La Corte d'appello di Palermo, in funzione di giudice dell'esecuzione, aveva rigettato l'istanza. Avverso tale provvedimento il soggetto ha proposto direttamente ricorso per cassazione. La questione affrontata riguarda però l'ammissibilità del mezzo di impugnazione, poiché la disciplina richiamata dalla Corte imponeva, contro il rigetto dell'istanza, la proposizione di opposizione ex art. 667, comma 4, c.p.p. entro quindici giorni dalla notifica. Nel caso concreto, l'ordinanza era stata notificata il 6 marzo 2025, il termine era scaduto il 21 marzo 2025, mentre il ricorso per cassazione era stato presentato solo il 1 aprile 2025. Il ricorrente non aveva quindi utilizzato tempestivamente il rimedio corretto, né poteva operare la riqualificazione dell'atto come opposizione, poiché l'impugnazione era stata proposta oltre il termine massimo previsto per il rimedio esperibile.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che, in materia di confisca di prevenzione, il terzo estraneo al procedimento deve prima proporre opposizione al rigetto della revoca ex art. 667, comma 4, c.p.p., e solo l'eventuale ordinanza resa sull'opposizione è ricorribile per cassazione. Poiché nel caso concreto non è stata proposta opposizione nel termine di quindici giorni e il ricorso per cassazione è stato presentato tardivamente, non è stata possibile la conversione del ricorso in opposizione. Conseguentemente, la Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 4.000 in favore della Cassa delle ammende, dichiarando l'inammissibilità senza formalità di procedura ai sensi dell'art. 610, comma 5-bis, c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 667, comma 4, cod. proc. pen.

    In materia di revoca della confisca di prevenzione richiesta da un terzo estraneo al procedimento, il rimedio esperibile contro il rigetto dell'istanza è l'opposizione dinanzi allo stesso giudice; essa deve essere proposta a pena di decadenza entro quindici giorni dalla notifica.

  • art. 568, comma 5, cod. proc. pen.

    La regola di conversione dell'impugnazione non è applicabile quando il rimedio erroneamente proposto sia stato presentato oltre il termine massimo previsto per quello correttamente esperibile.

  • art. 610, comma 5-bis, cod. proc. pen.

    La causa di inammissibilità può essere dichiarata senza formalità di procedura.

Massime di principio

  • Il terzo estraneo al procedimento di prevenzione che contesti il rigetto dell'istanza di revoca della confisca deve attivare il rimedio dell'opposizione ex art. 667, comma 4, c.p.p., e non può saltare direttamente al ricorso per cassazione.
  • L'eventuale ricorso per cassazione proposto contro il rigetto dell'istanza è inammissibile se manca il previo esperimento dell'opposizione, salvo che l'atto possa essere convertito nel rimedio corretto nei limiti temporali consentiti.
  • La conversione dell'impugnazione ai sensi dell'art. 568, comma 5, c.p.p. non opera quando l'atto è stato proposto oltre il termine perentorio previsto per il mezzo di impugnazione correttamente esperibile.
  • Quando l'errore sul mezzo di impugnazione si accompagna al mancato rispetto del termine per proporre il rimedio corretto, il ricorso va dichiarato inammissibile senza formalità e con le conseguenti statuizioni accessorie sulle spese e sulla somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MaterieConfisca di prevenzioneImpugnazioni
RamiMisure di prevenzioneProcesso penale
IstitutiNe bis in idem

Testo integrale

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