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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4614/2022 del 09/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso straordinario ex art. 625-bis cod. proc. pen. per errore di fatto: si assume che la Corte di Cassazione abbia erroneamente ritenuto che il capo 8 fosse stato contestato all'imputato e che la difesa non avesse obiettato nei precedenti gradi. Il difensore sostiene che il capo 8 non era mai stato ascritto a Catanzariti in primo grado (era presente solo il capo 8 bis e altri capi) e che la condanna per il capo 8 è intervenuta per la prima volta in sede di rinvio, sicché la pronuncia impugnata si fonderebbe su un errore di percezione degli atti processuali.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto che la censura prospettata implichi valutazioni giuridiche e di interpretazione degli atti (errori di diritto/valutazione) e non un errore materiale o di percezione ammesso dall'art. 625-bis. È stato richiamato il principio del giudicato implicito e progressivo: l'assenza di deduzione tempestiva della questione relativa alla corrispondenza tra accusa e dispositivo ha precluso la successiva riapertura. Inoltre la difesa non aveva sollevato la questione neanche nel giudizio di rinvio. Per tali ragioni il ricorso è infondato e il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Limita il ricorso straordinario all'errore materiale o di fatto inteso come svista o equivocio nella percezione degli atti; non ricomprende errori di diritto o valutazioni interpretative degli atti di causa

  • art. 521 cod. proc. pen.

    Disciplina la corrispondenza tra accusa (editto accusatorio) e dispositivo della sentenza; la mancata deduzione tempestiva di vizi relativi alla corrispondenza può determinare la formazione del giudicato implicito

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Prevede la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso

  • Cass. sez. 5, sent. n. 29240/2018

    Giurisprudenza che distingue l'errore materiale/di fatto dagli errori di valutazione e di diritto non sindacabili tramite art. 625-bis

  • Cass. Sez. un. sent. n. 45276/2003

    Principio secondo cui l'imputato, anche se privo di interesse all'impugnazione, può prospettare in Cassazione argomentazioni diverse e decisive oltre quelle che hanno fondato l'assoluzione; se non dedotte si forma giudicato

Massime di principio

  • Il rimedio straordinario ex art. 625-bis è molto limitato: vale solo per errori materiali o di percezione degli atti, non per contestazioni di merito, di diritto o di interpretazione degli atti del processo
  • Questioni sulla corrispondenza tra accusa e sentenza (art. 521) devono essere sollevate tempestivamente; la mancata deduzione può determinare la formazione del giudicato implicito e precludere rimedi successivi
  • Se la parte avversaria (es. Procura) impugna una sentenza assolutoria, l'imputato può e deve cogliere l'occasione in sede di legittimità per sollevare ogni questione processuale favorevole; non farlo può comportare perdita del diritto di censura in seguito
  • In sede di rinvio la corte deve attenersi all'editto accusatorio; però, se l'interesse della difesa a sollevare vizi processuali non è stato esercitato nei gradi precedenti, il giudicato implicito può impedire la riproposizione
  • Per evitare preclusioni è consigliabile sollevare tempestivamente difese sia di merito che procedurali nei vari gradi, specie quando vi sono difformità tra richiesta di rinvio a giudizio e dispositivo della sentenza

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