Cassazione Penale, Sentenza n. 45913/2022 del 05/12/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
Controversia sulla revocabilità della richiesta di rito abbreviato formulata dall'imputato contestualmente all'opposizione a decreto penale. Fatti: decreto penale di condanna emesso, opposizione con richiesta di abbreviato, decreto del GIP del 15/11/2019 che fissava l'udienza per il rito abbreviato; successiva revoca della richiesta depositata il 26/02/2020; il GIP ha comunque proceduto con il rito abbreviato e ha emesso sentenza di condanna (2/02/2021). La Corte d'Appello aveva dichiarato la nullità della sentenza del GIP ritenendo revocabile la richiesta; il Procuratore Generale ha impugnato sostenendo che, nel procedimento per decreto, l'emissione del decreto di fissazione dell'udienza (15/11/2019) produce gli effetti che rendono irrevocabile la richiesta di rito abbreviato e che quindi la revoca tardiva del 26/02/2020 era inefficace.
La decisione
La Corte di legittimità ha accolto il ricorso del Procuratore Generale. Ha ritenuto che, nel procedimento scaturente dall'opposizione a decreto penale, la richiesta di rito abbreviato cessa di essere revocabile dal momento di emissione del decreto di fissazione dell'udienza in camera di consiglio. Ne consegue che il GIP di Treviso aveva correttamente ritenuto la richiesta non più revocabile e aveva legittimamente celebrato il rito abbreviato pronunciando la sentenza del 2/02/2021. La sentenza della Corte d'Appello di Venezia del 25/11/2021 è stata annullata senza rinvio e la sentenza del GIP dichiarata irrevocabile.
Norme richiamate
D.Lvo 30 aprile 1992 n. 285, art. 186, comma 2, lett. b)
art. 186 comma 2 lett. b) D.Lvo 30 aprile 1992 n. 285
Norma sostanziale relativa al reato contestato (guida in stato di alterazione); citata come fatto-reato oggetto del procedimento.
Codice di procedura penale, art. 461
Prevede i termini e le modalità dell'opposizione al decreto penale e la possibilità di formulare istanze (tra cui il giudizio abbreviato) nell'ambito dell'opposizione.
Codice di procedura penale, art. 464
Regola la fissazione dell'udienza e le modalità del rito abbreviato in seguito all'opposizione; la Corte ricava da questa disposizione che il decreto di fissazione dell'udienza produce gli effetti di rendere irrevocabile la richiesta.
Codice di procedura penale, art. 441-bis
art. 441 bis cod. proc. pen.
Norma che disciplina ipotesi eccezionali di revoca dell'ordinanza di ammissione al rito abbreviato; la giurisprudenza la considera eccezione all'irrevocabilità dell'ordinanza di ammissione.
Codice di procedura penale, art. 438
Disciplina l'ammissione al rito abbreviato (ordinanza dispositiva); utile per distinguere il rito 'puro' e la revocabilità della richiesta prima della produzione degli effetti.
Codice di procedura penale, art. 442
Regola la pronuncia della sentenza nel rito abbreviato; qui richiamata in relazione agli effetti della celebrazione del rito e alla sentenza emessa dal GIP.
Codice di procedura penale, art. 458
Disciplina il giudizio immediato e la possibilità, entro termini predeterminati, di chiedere il rito abbreviato; la giurisprudenza comparata è stata utilizzata per chiarire il dies a quo della irrevocabilità.
Codice di procedura penale, art. 303
Richiamato riferendosi alla giurisprudenza di Sezioni Unite che ha individuato l'atto da cui far decorrere termini di custodia cautelare; usato per distinguere ambiti applicativi ma non per mutare il criterio di revocabilità qui deciso.
Codice di procedura penale, artt. 421 e 422
artt. 421 e 422 cod. proc. pen.
Riferimenti alle fasi dell'udienza preliminare e ai termini per la presentazione delle conclusioni, utili a motivare la regola generale sulla revocabilità della richiesta di abbreviato nell'udienza preliminare ordinaria.
Riforma che ha eliminato la necessità del consenso del pubblico ministero per l'ammissione al rito abbreviato, rafforzando la natura potestativa della richiesta da parte dell'imputato e influenzando la giurisprudenza sulla revocabilità.
Massime di principio
- Nel procedimento nato da opposizione a decreto penale, la richiesta di rito abbreviato diventa irrevocabile dal momento in cui il giudice emette il decreto di fissazione dell'udienza in camera di consiglio: dopo tale decreto la difesa non può validamente revocare la richiesta.
- Distinguere sempre la fase procedurale: nella udienza preliminare ordinaria la richiesta di abbreviato è revocabile fino a che non abbia prodotto i suoi effetti (ossia fino all'ordinanza dispositiva), mentre nei riti speciali (procedimento per decreto o giudizio immediato) il decreto di fissazione dell'udienza segna il punto di non ritorno.
- Se il difensore intende rinunciare al rito abbreviato formulato in sede di opposizione a decreto penale o di giudizio immediato, deve farlo prima che il giudice emetta il decreto di fissazione dell'udienza; una revoca successiva rischia di essere inefficace.
- La pronuncia delle Sezioni Unite che riguarda il dies a quo per il computo della custodia cautelare non altera il principio sulla revocabilità: la distinzione fatta dalle Sezioni Unite è limitata agli effetti sul computo dei termini e non impedisce di ritenere prodotto l'effetto della richiesta al momento della fissazione dell'udienza.
- Per valutare la tempestività di una revoca verificare esattamente le date formali (data di iscrizione del decreto, data di notifica, data del decreto di fissazione dell'udienza) e conservarne traccia processuale, poiché la decisione sulla revocabilità è strettamente collegata a tali momenti formali.
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