Cassazione Civile, Sentenza n. 15491/2020 del 21/07/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (enti pubblici)
La controversia
La società, titolare di una concessione di grande derivazione idroelettrica, ricevette dalla Provincia, con nota del 7 dicembre 2017, un invito a pagare un sovracanone rivierasco destinato al Comune, sulla base del decreto dell’Agenzia del Demanio n. 12522 del 28 settembre 2017. Impugnò il provvedimento davanti al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, che con sentenza n. 50/2019 del 31 gennaio 2019 dichiarò il difetto di giurisdizione e indicò come competente il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche presso la Corte d’appello di Roma. Con un unico motivo di ricorso, la società denunciò la violazione degli artt. 140 e 143 del R.D. n. 1775/1933, sostenendo che la disciplina dell’art. 53 del medesimo decreto, pur avendo introdotto un automatismo nella liquidazione, avrebbe lasciato all’Amministrazione discrezionalità nell’istituire il sovracanone. Ne deriverebbe, secondo la ricorrente, una posizione di interesse legittimo del concessionario e la giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la declaratoria di difetto di giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche e l’indicazione della giurisdizione del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. Ha ritenuto che, a seguito della modifica introdotta dall’art. 2 della L. n. 925/1980, l’assoggettamento al sovracanone dipenda dalla ricorrenza dei requisiti fissati dalla legge, senza valutazioni autonome di opportunità, e che il suo importo derivi dall’applicazione di un’aliquota fissa alla potenza nominale media concessa o riconosciuta. La controversia attiene quindi a una posizione di diritto soggettivo e spetta al giudice ordinario specializzato. La ricorrente è stata condannata a rifondere le spese: per ciascun controricorrente Euro 3.200,00; per la Provincia e il Comune anche Euro 200 per esborsi, oltre rimborso forfetario del 15% e accessori di legge. È stata inoltre dichiarata la sussistenza dei presupposti per il versamento dell’ulteriore contributo unificato, se dovuto.
Norme richiamate
art. 53 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775
Dall’evoluzione del quadro normativo, come sopra delineato, emerge, allora, che il potere di assoggettare o non assoggettare al sovracanone, oggetto di contenzioso, ogni singola derivazione di acqua pubblica con potenza superiore a chilowatt 220 non può essere qualificato come potere discrezionale poichè si basa sul solo rilievo dei predetti requisiti, previsti per legge, e non implica alcuna valutazione autonoma in termini di opportunità.
Per le derivazioni con potenza superiore a 220 kW, l’assoggettamento al sovracanone, secondo i presupposti legali applicabili, non implica una scelta discrezionale dell’Amministrazione; la posizione del concessionario è pertanto di diritto soggettivo.
art. 2 L. 22 dicembre 1980, n. 925
Dopo l’introduzione della L. 22 dicembre 1980, n. 925, art. 2, invece, la determinazione dell’importo del sovracanone riveriasco, per ciascuna concessione di derivazione d’acqua altro non è il risultato del prodotto di un’aliquota fissa per la potenza nominale media concessa o riconosciuta, con il conseguente venir meno dell’obbligatorietà del parere del Consiglio Superiore dei lavori pubblici, organo tecnico in precedenza chiamato ad esprimersi in merito alla valutazione dei presupposti – oggettivi e soggettivi – per la determinazione della misura del sovracanone, fulcro dell’esercizio del potere discrezionale della P.A. nella determinazione dell’importo di tale onere.
La norma determina il sovracanone mediante un criterio legale automatico: aliquota fissa moltiplicata per la potenza nominale media concessa o riconosciuta. Il calcolo non comporta il margine di discrezionalità che caratterizzava la disciplina precedente.
art. 140 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775
Secondo la giurisprudenza consolidata di queste Sezioni Unite, ai fini dell’individuazione del criterio di riparto di giurisdizione – tra il giudice ordinario specializzato (Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche), R.D. n. 1775 del 1933, ex art. 140 e il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (quale giudice amministrativo in unico grado), dello stesso R.D. n. 1775 del 1933, ex art. 143 – nel caso di controversia concernente la determinazione dell’importo del canone per le concessioni di grande derivazione di acque pubbliche, occorre esaminare le seguenti questioni, aventi carattere dirimente
L’articolo individua il Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche quale giudice ordinario specializzato competente per le controversie che, in base alla natura della posizione dedotta e dell’atto controverso, spettano alla giurisdizione ordinaria.
art. 143 R.D. 11 dicembre 1933, n. 1775
Secondo la giurisprudenza consolidata di queste Sezioni Unite, ai fini dell’individuazione del criterio di riparto di giurisdizione – tra il giudice ordinario specializzato (Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche), R.D. n. 1775 del 1933, ex art. 140 e il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (quale giudice amministrativo in unico grado), dello stesso R.D. n. 1775 del 1933, ex art. 143 – nel caso di controversia concernente la determinazione dell’importo del canone per le concessioni di grande derivazione di acque pubbliche, occorre esaminare le seguenti questioni, aventi carattere dirimente
L’articolo attribuisce al Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche la giurisdizione amministrativa in unico grado, in particolare quando sia impugnato in via principale un provvedimento espressione di potere amministrativo discrezionale.
art. 13, commi 1-bis e 1-quater, D.P.R. n. 115/2002
Ai sensi del D.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, comma 1 quater, dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento, da parte della ricorrente dell’ulteriore importo a titolo di contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, a norma dello stesso art. 13, comma 1 bis, se dovuto.
In caso di rigetto del ricorso, la Corte dà atto della sussistenza dei presupposti processuali per il versamento dell’ulteriore contributo unificato pari a quello dovuto per il ricorso, se dovuto.
Massime di principio
- Nel riparto di giurisdizione sulle controversie relative ai canoni o sovracanoni delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua, occorre verificare se l’atto dipenda da presupposti e criteri interamente predeterminati dalla legge, senza margini di apprezzamento discrezionale: in tal caso il destinatario è titolare di un diritto soggettivo e la giurisdizione spetta al Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche.
- La giurisdizione del Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche, quale giudice amministrativo in unico grado, sussiste quando la controversia investe in via principale l’impugnazione di un provvedimento espressione di potere amministrativo discrezionale, diretta a ottenere una pronuncia con efficacia di giudicato.
- Per i sovracanoni disciplinati dall’art. 2 della L. n. 925/1980, quando ricorrono i requisiti legali, l’assoggettamento non dipende da una valutazione autonoma di opportunità dell’Amministrazione; l’importo si determina applicando l’aliquota fissa alla potenza nominale media concessa o riconosciuta.
Come è indicizzato
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza civile, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza civile
- Sentenza civile · 21 lug 2020Cassazione Civile, Sentenza n. 15527/2020 del 21/07/2020
- Sentenza civile · 21 lug 2020Cassazione Civile, Sentenza n. 15529/2020 del 21/07/2020
- Sentenza civile · 21 lug 2020Cassazione Civile, Sentenza n. 15528/2020 del 21/07/2020
- Sentenza civile · 21 lug 2020Cassazione Civile, Sentenza n. 15530/2020 del 21/07/2020
- Sentenza civile · 21 lug 2020Cassazione Civile, Sentenza n. 15526/2020 del 21/07/2020
- Sentenza civile · 21 lug 2020Cassazione Civile, Sentenza n. 15507/2020 del 21/07/2020
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza civile →