Cassazione Penale, Sentenza n. 14582/2025 del 14/04/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale del Riesame di Cosenza che aveva rigettato l'appello della Perri contro il diniego di revoca del sequestro preventivo del conto corrente n. 1000/00000017316 e relativo saldo di euro 57.734,62 intestato alla defunta Saveria Magnavita, disposto nell'ambito di procedimento per falsità del testamento in favore della Perri. La ricorrente deduceva (1) violazione del principio affermato dalle Sezioni Unite nella sentenza "Ellade", sostenendo che il Tribunale del Riesame non poteva supplire una motivazione del GIP ritenuta totalmente carente in ordine al "periculum in mora"; (2) motivazione inadeguata sul fumus commissi delicti, non avendo il Tribunale del Riesame valorizzato la consulenza tecnica grafologica allegata all'istanza di revoca.
La decisione
Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha ritenuto infondati entrambi i profili: quanto al periculum, ha richiamato la giurisprudenza delle Sezioni Unite (sentenza "Ellade") precisando che, nel caso di sequestri finalizzati alla confisca del profitto del reato e riguardanti denaro (bene fungibile), l'onere motivazionale può considerarsi assolto se il provvedimento indica il rischio di dispersione, modifica, utilizzo o alienazione; il Tribunale del Riesame ha correttamente integrato e valorizzato le ragioni del GIP, evidenziando la natura fungibile del denaro, il nesso strumentale tra conto e testamento contestato e l'insufficienza delle presunte disponibilità economiche della ricorrente. Quanto al fumus, la Corte ha condiviso la valutazione del Tribunale del Riesame circa l'esistenza di gravi indizi, ricavati non solo dal confronto grafico ma da elementi ulteriori (la consegna del testamento al notaio, le modalità e la durata della redazione, il ritardo nel recupero dell'atto da parte della Perri, ecc.). La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali. Decisione della Corte nella camera di consiglio del 19 febbraio.
Norme richiamate
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
art. 321, comma 2, cod. proc. pen.
Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una concisa motivazione anche sul "periculum in mora"; l'onere è adempiuto quando il provvedimento indica le ragioni per cui, nelle more del giudizio, il bene potrebbe essere modificato, disperso, deteriorato, utilizzato o alienato, con particolare rilievo per beni fungibili come il denaro.
Riferimento alla disciplina della confisca del profitto del reato: la finalità ablativa giustifica misure preventive se sussistono pericolo di dispersione del profitto e gravi indizi di colpevolezza.
Sezioni Unite, sentenza "Ellade" (Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021, Rv. 281848)
Sez. U, n. 36959 del 24/06/2021, Ellade, Rv. 281848
La sentenza chiarisce i limiti della motivazione sul periculum richiesti al GIP; tuttavia, ove il provvedimento contenga argomentazioni che possano essere integrate e valorizzate, il Tribunale del Riesame può legittimamente ricostruire e completare la motivazione senza violare i principi indicati dalle Sezioni Unite.
Massime di principio
- In caso di sequestro preventivo di somme di denaro (beni fungibili) finalizzato alla confisca del profitto del reato, il requisito del periculum in mora può essere soddisfatto dimostrando il concreto rischio di dispersione, utilizzo o alienazione del denaro; ciò è particolarmente rilevante perché la natura fungibile rende più probabile la compromissione dell'effetto ablativo.
- Il Tribunale del Riesame può integrare e valorizzare le ragioni indicate dal GIP quando la motivazione non sia totalmente assente: la Corte accetta integrazioni del Riesame se esistono già elementi argomentativi suscettibili di essere approfonditi.
- Sulle esigenze di fumus commissi delicti, nei reati di falsificazione testamentaria il giudice valuta complessivamente elementi di contesto oltre al confronto grafologico (comportamento dell'indagato, modalità di consegna del testamento al notaio, tempi e circostanze della redazione, ritardi nel recupero dell'atto, rapporti con gli eredi, disponibilità economiche documentate).
- Una consulenza grafologica allegata non garantisce di per sé l'esito favorevole se non è accompagnata da altri elementi concreti e se il Tribunale ritiene sussistenti indicazioni circostanziali di colpevolezza.
- Chi contesta un sequestro preventivo su somme deve documentare in modo chiaro e provato la concreta indisponibilità o l'insussistenza del pericolo di dispersione (es. fonti di reddito documentate, vincoli sui conti, titolarità effettiva), altrimenti la mera contestazione formale della motivazione può risultare insufficiente.
- Nelle impugnazioni in cassazione, la Corte verifica la correttezza giuridica della valutazione operata dal giudice di merito (Riesame) alla luce dei principi di diritto consolidati in particolare dalla giurisprudenza delle Sezioni Unite.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 14 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14424/2025 del 14/04/2025
- Sentenza penale · 14 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14425/2025 del 14/04/2025
- Sentenza penale · 14 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14426/2025 del 14/04/2025
- Sentenza penale · 14 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14428/2025 del 14/04/2025
- Sentenza penale · 14 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14429/2025 del 14/04/2025
- Sentenza penale · 14 apr 2025Cassazione Penale, Sentenza n. 14431/2025 del 14/04/2025
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →