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Ordinanza

Ordinanza n. 2683/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 3

Giustizia amministrativa202605090

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: sentenza del TAR Lazio, Sez. III, n. 9551/2026, di reiezione del ricorso contro la disciplina del payback per i dispositivi medici

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (amministrazioni statali)

Prevale l’amministrazione

La controversia

L’impresa ha proposto appello contro la sentenza del TAR Lazio chiedendone la sospensione cautelare. La controversia riguarda la legittimità della disciplina del c.d. payback per i dispositivi medici. L’appellante ha prospettato ulteriori questioni di costituzionalità, ha invocato la normativa dell’Unione europea ritenendola ostativa alla disciplina nazionale e ha sollevato censure concernenti la giurisdizione sugli atti regionali applicativi. Dal testo non risultano ulteriori dettagli specifici sui singoli motivi.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha rigettato l’istanza cautelare di sospensione della sentenza del TAR. Ha rilevato che la Corte costituzionale, con la sentenza n. 140 del 2024, ha già affermato la legittimità costituzionale della disciplina del payback per i dispositivi medici, ritenendo conforme a Costituzione un intervento legislativo sopravvenuto fondato su un accorto bilanciamento tra autonomia contrattuale pubblica e privata, continuità dei servizi sanitari e tutela degli interessi finanziari connessi al coordinamento della finanza pubblica. Le ulteriori questioni di costituzionalità potranno essere esaminate nel merito, non emergendo in sede cautelare un periculum tale da giustificare la disapplicazione della legge; inoltre, l’udienza di merito era già fissata per il 29 ottobre 2026. A un sommario esame, la normativa UE richiamata dall’appellante non è stata ritenuta pertinente alla fattispecie. Anche le ulteriori censure, comprese quelle sulla giurisdizione relativa ai singoli atti regionali, sono state rinviate all’approfondimento del merito. Le spese della fase cautelare sono state compensate per la peculiarità della controversia. È stata autorizzata la notificazione per pubblici proclami con le stesse modalità del primo grado.

Norme richiamate

  • art. 98 c.p.a.

    Richiamato quale base processuale per la domanda cautelare in appello.

  • sentenza Corte costituzionale n. 140/2024

    Richiamata per l’affermazione della legittimità costituzionale della disciplina del payback per i dispositivi medici, in quanto espressione di un bilanciamento non implausibile tra autonomia contrattuale, continuità dei servizi sanitari e salvaguardia della finanza pubblica.

Massime di principio

  • In sede cautelare d’appello, la disapplicazione della legge per ragioni di costituzionalità non può essere giustificata in assenza di un periculum concreto e particolarmente intenso; le ulteriori questioni di costituzionalità possono essere riservate alla fase di merito.
  • La disciplina del payback per i dispositivi medici, alla luce della sentenza della Corte costituzionale n. 140 del 2024, è costituzionalmente compatibile quando realizza un accorto e non implausibile bilanciamento tra autonomia contrattuale delle parti, continuità dei servizi sanitari e tutela degli equilibri di finanza pubblica.
  • In sede cautelare, la rilevanza della normativa dell’Unione europea invocata dall’appellante deve risultare almeno prima facie pertinente alla fattispecie; in mancanza, il relativo motivo non giustifica la sospensione dell’efficacia della sentenza impugnata.
  • Le questioni attinenti alla giurisdizione sugli atti regionali applicativi possono essere riservate alla decisione di merito quando, nella fase cautelare, non emergano elementi sufficienti per definire immediatamente il relativo profilo.

Come è indicizzato

MaterieDisciplina professionaleTutela cautelare
RamiSanitàProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareQuestione di legittimità costituzionalePrimato del diritto UE e disapplicazioneRiparto di giurisdizione

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