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Cassazione Penale, Ordinanza n. 06374/2025 del 17/02/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

I ricorsi, proposti con un unico atto nell'interesse di due imputati, avverso la sentenza della Corte d'appello di Bari, censuravano: 1) la configurabilità del concorso in tentato riciclaggio, deducendo violazione di legge; 2) il trattamento sanzionatorio, lamentando il diniego delle attenuanti generiche e il mancato bilanciamento favorevole con la recidiva contestata/applicata. In fatto, la condotta contestata consisteva nel possesso, da parte dei correi, di strumenti idonei all'"atomizzazione" di un'autovettura rubata, di cui era già stato smontato almeno un elemento (le ruote), ritenuto indice di atti idonei e univoci diretti a ostacolare l'identificazione del bene di provenienza illecita.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i ricorsi. Ha ritenuto il primo motivo non consentito in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, perché mirava a una diversa rivalutazione del fatto e delle prove, già congruamente esaminate dalla Corte territoriale, la quale aveva correttamente sussunto la condotta nel concorso in tentato riciclaggio. Ha ritenuto anche il secondo motivo manifestamente infondato, poiché la Corte d'appello aveva motivato in modo sufficiente e non illogico sul diniego delle attenuanti generiche in prevalenza sulla recidiva e sul mancato più favorevole bilanciamento delle circostanze. Conseguentemente, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di euro 3.000 ciascuno in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 99, comma 4, c.p.

    La recidiva contestata all'uno dei ricorrenti giustificava il diniego delle attenuanti generiche in prevalenza, secondo il bilanciamento operato dal giudice di merito.

  • art. 69, comma 4, c.p.

    È richiamato come criterio di bilanciamento delle circostanze, in base al quale la prevalenza delle attenuanti sulla recidiva non è stata riconosciuta.

  • art. 62-bis c.p.

    Le attenuanti generiche sono state negate o comunque non ritenute prevalenti rispetto alla recidiva, con motivazione ritenuta congrua.

  • art. 648 c.p.

    La fattispecie sostanziale evocata è il riciclaggio, in forma tentata e concorsuale, per atti diretti a ostacolare l'identificazione del bene di provenienza illecita.

  • art. 56 c.p.

    Il fatto è stato sussunto nella forma del tentato reato, per la presenza di atti idonei e diretti in modo non equivoco alla commissione dell'illecito.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito ottenere una nuova valutazione del fatto o delle prove, quando la censura si risolva nella mera contrapposizione di una diversa lettura del compendio probatorio rispetto a quella adottata dal giudice di merito.
  • La configurabilità del tentato riciclaggio può essere affermata quando la condotta, valutata complessivamente, presenti atti idonei e univocamente diretti a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita del bene.
  • La presenza di strumenti funzionali alla disarticolazione o "atomizzazione" di un bene rubato, unitamente a operazioni già avviate sul bene stesso, può integrare atti idonei del tentativo di riciclaggio, se la motivazione del giudice di merito è logica e coerente.
  • Il giudizio di comparazione tra circostanze attenuanti e aggravanti, inclusa la recidiva, è valutazione discrezionale di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretto da motivazione non arbitraria e non illogica.
  • Il diniego delle attenuanti generiche è insindacabile in cassazione quando il giudice di appello dia conto, in modo sufficiente, delle ragioni della scelta sanzionatoria e del mancato bilanciamento favorevole con la recidiva.

Come è indicizzato

MaterieRiciclaggioImpugnazioniCircostanze del reato
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penaleParte generale
IstitutiTentativoConcorso di personeRecidiva

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