Cassazione Penale, Sentenza n. 14009/2026 del 17/04/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per detenzione ai fini di spaccio (23,49 g di cocaina e 24,66 g di hashish) sotto due profili: 1) vizi nella motivazione e violazione di legge per il riconoscimento della recidiva (specifica, reiterata e infraquinquennale), contestata in quanto la Corte di appello avrebbe fondato il riconoscimento unicamente sui precedenti penali senza valutare il rapporto concreto tra precedenti e fatto attuale ai sensi dell'art. 133 cod. pen.; 2) vizio di motivazione e violazione di legge quanto alla confisca per sproporzione di 7.000 euro, disposta ai sensi dell'art. 240-bis cod. pen. (richiamato dall'art. 85-bis d.P.R. n. 309/1990), nonostante il ricorrente avesse offerto una giustificazione (provento di eredità) non adeguatamente documentata.
La decisione
La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato limitatamente al primo motivo: ha annullato la statuizione relativa alla recidiva perché la motivazione della Corte di appello si era basata soltanto sui precedenti penali e non aveva valutato il rapporto concreto previsto dall'art. 133 cod. pen., rinviando per nuovo giudizio su quel punto a diversa sezione della Corte di appello di Roma. Ha invece rigettato il motivo relativo alla confisca per sproporzione: la Corte d'appello aveva motivatamente ritenuto la somma di 7.000 euro sproporzionata rispetto ai redditi dichiarati (inesistenti) dell'imputato e aveva ritenuto non credibile e non documentata la giustificazione dell'eredità (33.000 euro indicati senza prove e senza indicazione dei tempi), giustificando così la confisca ai sensi dell'art. 240-bis.
Norme richiamate
Richiamato in relazione alla determinazione della pena in caso di concorso di circostanze aggravanti; non oggetto di specifica discussione oltre alla contestazione della recidiva come circostanza aggravante
art. 73, comma 5, d.P.R. 9 ottobre 1990, n. 309
Norma che disciplina le pene per il traffico di sostanze stupefacenti; la condanna è stata pronunciata ai sensi di questa disposizione per la detenzione a fini di spaccio dei quantitativi indicati
Criterio richiamato dalla Corte per stabilire che, ai fini del riconoscimento della recidiva (vale a dire come sintomo di pericolosità sociale), il giudice deve valutare concretamente il rapporto tra i precedenti e il reato in esame, non limitandosi a considerare la gravità o la temporalità dei precedenti
Base normativa per la confisca per sproporzione: la Corte ha confermato che la confisca allargata è legittima se i beni/somme appaiono sproporzionati rispetto ai redditi leciti e l'imputato non giustifica adeguatamente l'origine lecita
art. 85-bis, d.P.R. n. 309/1990
Richiamato come richiamo normativo per l'applicazione dell'art. 240-bis al procedimento in materia di stupefacenti; la Corte ha ritenuto corretta l'applicazione per la confisca dei 7.000 euro
Massime di principio
- Il riconoscimento della recidiva non può basarsi esclusivamente sull'esistenza, gravità o temporalità dei precedenti: il giudice deve valutare concretamente, ai sensi dell'art. 133 cod. pen., il rapporto tra le condotte pregresse e il fatto per cui si procede, verificando se le precedenti condotte dimostrino una perdurante inclinazione al reato che abbia influito sulla commissione del fatto attuale
- In materia di stupefacenti la confisca per sproporzione (art. 240-bis richiamato dall'art. 85-bis d.P.R. 309/1990) richiede una motivazione solida, e diventa tanto più rigorosa quanto più modeste sono le somme confiscate: il giudice deve accertare la sproporzione tra possidenze e redditi leciti e valutare l'adeguatezza della prova documentale dell'origine lecita offerta dall'imputato
- La semplice dichiarazione di una fonte lecita (es. eredità) senza documentazione probatoria e senza congrua specificazione di tempi e importi può essere ritenuta non credibile e giustificare la confisca per sproporzione
- Una decisione di cassazione che annulla solo la statuizione relativa a una circostanza aggravante (es. recidiva) comporta rinvio per nuovo giudizio unicamente su quel punto, mentre le rimanenti statuizioni di condanna possono rimanere salve
- Quando si contestano sia elementi soggettivi aggravanti sia misure patrimoniali, è possibile che la Cassazione accolga parzialmente il ricorso: quindi, in fase difensiva è importante sia documentare l'assenza del nesso tra precedenti e fatto attuale sia produrre prove concrete sull'origine lecita dei beni per contrastare la confisca per sproporzione
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