Cassazione Penale, Sentenza n. 48567/2022 del 21/12/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Cantone ha impugnato la sentenza della Corte d'assise d'appello di Napoli che, riformando la sentenza di primo grado, lo aveva condannato all'ergastolo per il duplice omicidio del 30/08/1990. Il ricorso in Cassazione contestava, in particolare, la mancata rinnovazione dell'istruttoria con l'audizione del collaboratore di giustizia Dario De Simone (prova dichiarativa ritenuta decisiva dall'appello), vizi di motivazione relativi all'attendibilità delle dichiarazioni dei collaboratori escutii in appello e la carenza di motivazione circa l'applicazione delle aggravanti e il diniego delle attenuanti.
La decisione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso sul primo motivo e ha annullato con rinvio la sentenza impugnata, ritenendo che la Corte d'appello avrebbe dovuto rinnovare l'istruttoria e procedere all'audizione di Dario De Simone ai sensi dell'art. 603, comma 3-bis, c.p.p., prima di trasformare l'assoluzione di primo grado in condanna. I restanti motivi di doglianza sono stati dichiarati assorbiti dall'accoglimento del primo motivo. La sentenza è quindi annullata con rinvio per nuovo giudizio ad altra sezione della Corte d'assise d'appello.
Norme richiamate
art. 603 cod. proc. pen., comma 3-bis
introdotto dall'art. 1, comma 58, legge n. 103/2017
Impone la rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale in appello quando il pubblico ministero impugna una sentenza di assoluzione e la riforma si fonda su prove dichiarative ritenute decisive; il giudice d'appello deve assumere i testimoni rilevanti (oralità e immediatezza anche in appello).
comma 1 (canone del "al di là di ogni ragionevole dubbio")
Principio della prova nel processo penale che vincola la valutazione del giudice; richiamato per sottolineare la gravità del mutamento di valutazione tra assoluzione e condanna.
art. 606 cod. proc. pen., comma 1, lett. e)
Attribuisce alla Corte di cassazione il vizio di motivazione se l'applicazione del principio di giudizio "al di là di ogni ragionevole dubbio" non è rispettata in sede di riforma dell'assoluzione senza rinnovazione delle prove dichiarative decisive.
art. 192 cod. proc. pen., commi 3 e 4
Prevede l'obbligo di motivazione rafforzata quando la sentenza di condanna si fonda su dichiarazioni di pericolosità o di collaboratori; la Corte ha richiamato la necessità di adeguata motivazione nella riforma dell'assoluzione.
art. 6 CEDU, par. 3, lett. d)
Diritto dell'imputato di esaminare i testimoni a carico; usato come parametro interpretativo per richiedere la rinnovazione dell'istruttoria in appello quando l'accusa basa la riforma su testimonianze decisive.
Sentenza Sez. U. n. 27620 del 28/04/2016 (Dasgupta)
Giurisprudenza di legittimità che ha stabilito il principio secondo cui l'appello che riforma una assoluzione in condanna, basandosi su prove dichiarative decisive, deve comportare la rinnovazione dell'istruttoria con escussione diretta dei testi.
Ha introdotto nel codice di procedura penale il comma 3-bis dell'art. 603 per conformare la disciplina interna ai principi CEDU e alla giurisprudenza della Corte di cassazione.
Massime di principio
- Se la Corte d'appello riforma una sentenza di assoluzione in condanna sulla base di prove dichiarative ritenute decisive, è obbligatoria la rinnovazione dell'istruttoria e l'audizione diretta dei testimoni determinanti (art. 603, comma 3-bis c.p.p.).
- Una prova dichiarativa è "decisiva" quando, secondo la sentenza di primo grado, ha determinato o contribuito a determinare l'assoluzione, e la sua esclusione dal materiale probatorio può incidere sull'esito del giudizio; in tali casi la mancata escussione in appello comporta annullamento con rinvio.
- La Corte deve offrire una motivazione rafforzata quando procede a riformare un'assoluzione in condanna, spiegando chiaramente perché ritiene attendibili le dichiarazioni dei collaboratori/testimoni rispetto alla valutazione di primo grado.
- I principi della CEDU (art. 6, par. 3, lett. d) costituiscono parametro interpretativo vincolante per la valutazione interna: il diritto dell'imputato a confrontarsi con i testimoni a suo carico impone l'oralità e l'immediatezza anche in appello quando siano in gioco testimonianze decisive.
- Se il giudice di appello ritiene che nuove dichiarazioni o nuovi riscontri emergenti in appello giustifichino la riforma, deve comunque procedere alla rinnovazione istruttoria (anche d'ufficio) per evitare violazioni procedurali che determinino annullamento in Cassazione.
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