Cassazione Penale, Sentenza n. 15635/2022 del 21/04/2022
Sintesi
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Favorevole al ricorrente
La controversia
La Corte di appello aveva dichiarato inammissibile per tardività l'appello avverso la sentenza del Tribunale di Patti del 18/09/2019. La ricorrente deduceva che il termine di 45 giorni per proporre l'impugnazione doveva decorrere dalla scadenza del termine indicato in dispositivo per il deposito della sentenza (termine di 90 giorni, scadente il 17/12/2019) e non dal 12/12/2019: pertanto l'appello depositato il 30/01/2020 era tempestivo.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, rilevando che il termine di 45 giorni per proporre l'appello decorreva dalla scadenza del termine di deposito indicato in dispositivo (17/12/2019). Calcolando correttamente il termine, l'ultimo giorno utile era il 31/01/2020; l'appello depositato il 30/01/2020 non era quindi tardivo. L'ordinanza che aveva dichiarato l'inammissibilità è stata annullata senza rinvio e gli atti sono stati trasmessi alla Corte d'appello di Messina per il giudizio di appello.
Norme richiamate
art. 585 co. 2 lett. c) cod. proc. pen.
Il termine di impugnazione di 45 giorni per l'appello decorre dalla scadenza del termine indicato in dispositivo per il deposito della sentenza; pertanto, se il dispositivo fissa un termine per il deposito, il decorso dei 45 giorni inizia al termine di quel periodo.
art. 585 co. 1 lett. c) cod. proc. pen.
Stabilisce il termine ordinario per proporre l'appello (45 giorni); la Corte ha applicato questo termine facendo riferimento al punto di partenza indicato dal co. 2 lett. c).
art. 591 lett. c) cod. proc. pen.
Norma richiamata nella motivazione del ricorso; contestualizza le conseguenze processuali in tema di impugnazioni e termini, come integrata dalla giurisprudenza sul calcolo dei termini.
Richiamato nel ricorso come riferimento a profili procedurali relativi al decreto di esecuzione della sentenza e alle formalità del provvedimento, con conseguente incidenza sul computo dei termini per le impugnazioni.
Richiamato nel motivo per questioni relative al deposito e alla comunicazione degli atti/processi verbali; la corretta individuazione del termine di deposito influisce sul decorso dei termini di impugnazione.
Massime di principio
- Se il dispositivo della sentenza fissa un termine per il deposito, il termine per proporre l'impugnazione (es. 45 giorni per l'appello) decorre dalla scadenza di quel termine indicato in dispositivo, non dalla data della pronuncia.
- In caso di errore nella determinazione del dies a quo da parte del giudice d'appello, la Corte di Cassazione può annullare l'ordinanza che dichiara l'inammissibilità per tardività quando è chiaro che, col calcolo corretto, l'impugnazione era tempestiva.
- Per valutare la tempestività di un atto processuale è fondamentale controllare il dispositivo della sentenza di primo grado per verificare se e quale termine per il deposito è stato fissato e calcolare i termini di impugnazione a partire dalla sua scadenza.
- Quando si propongono impugnazioni, è prudente calcolare i termini sia a partire dalla data di pronuncia sia dalla scadenza del termine di deposito indicato nel dispositivo, e, in caso di dubbio, depositare entro la data più favorevole per evitare rischi di inammissibilità.
- Le parti devono prestare attenzione alle indicazioni formali contenute nel dispositivo della sentenza (termine per il deposito) perché possono modificare il dies a quo del termine di impugnazione.
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