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Sentenza

Sentenza del 20/05/2016 n. 10488 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha impugnato la sentenza della Commissione Tributaria Regionale di Napoli sostenendo che l'impianto industriale di produzione di combustibile da rifiuto fosse destinato direttamente a compiti istituzionali dello Stato, quali la tutela della salute, dell'ambiente, dell'ordine pubblico e del paesaggio. Ha quindi invocato l'esenzione dall'ICI prevista dal D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. a, sostenendo che la natura pubblica e costituzionalmente rilevante del servizio non fosse esclusa dal fatto che attività analoghe potessero essere svolte da soggetti privati.

La decisione

La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che, ai fini dell'esenzione ICI, fosse necessaria l'utilizzazione diretta dell'immobile da parte dell'ente pubblico possessore per lo svolgimento dei propri compiti istituzionali. Nel caso concreto, l'impianto era stato affidato a società private, prima Fisia Italimpianti S.p.A. e poi Fibe S.p.A., mediante un contratto che prevedeva il pagamento di un corrispettivo per ogni chilogrammo di rifiuti trattato. L'attività aveva quindi natura imprenditoriale ed economica, anche se diretta al perseguimento di una finalità pubblica, e non rientrava nell'attività istituzionale propriamente intesa. L'esenzione è stata negata. Le spese dei giudizi di merito sono state compensate, mentre la Presidenza del Consiglio è stata condannata a pagare al Comune le spese del giudizio di cassazione, liquidate in 3.000 euro oltre accessori.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504 del 1992, art. 7, comma 1, lett. a

    Sono esenti dall'imposta gli immobili posseduti dallo Stato, dalle regioni, dalle province e dai comuni destinati esclusivamente ai compiti istituzionali.

    L'esenzione ICI è di stretta interpretazione e richiede non solo il possesso pubblico dell'immobile, ma anche la sua utilizzazione diretta ed esclusiva per compiti istituzionali. L'utilizzo da parte di soggetti diversi dall'ente pubblico, in concessione o locazione e nell'ambito di un'attività economica, esclude l'agevolazione.

  • D.Lgs. n. 456 del 1992, art. 62

    La norma è stata richiamata dalla ricorrente, ma la decisione si fonda principalmente sull'interpretazione dei requisiti previsti dall'art. 7, comma 1, lett. a, del D.Lgs. n. 504 del 1992.

  • Art. 360, comma 1, lett. a, c.p.c.

    È stata indicata come base processuale del ricorso per cassazione per denunciare la violazione di legge.

Massime di principio

  • Per ottenere l'esenzione ICI prevista per gli immobili pubblici non è sufficiente che il bene appartenga a un ente pubblico o che l'attività persegua una finalità di interesse generale.
  • È normalmente necessario che l'immobile sia utilizzato direttamente dall'ente pubblico e in via esclusiva per lo svolgimento di compiti istituzionali.
  • L'affidamento dell'immobile o del servizio a un soggetto privato, tramite concessione o contratto, può escludere l'esenzione quando l'attività è svolta con modalità imprenditoriali e dietro corrispettivo.
  • La natura pubblica del servizio non prevale automaticamente sulla sua natura economica: un'attività può perseguire finalità pubbliche ma rimanere estranea ai compiti istituzionali ai fini dell'agevolazione fiscale.
  • Le norme di esenzione fiscale sono di stretta interpretazione; in caso di dubbio, i requisiti devono risultare chiaramente e devono essere verificati con riferimento alle concrete modalità di utilizzo dell'immobile.

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