Cassazione Penale, Sentenza n. 599/2023 del 11/01/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Sanna impugnava l'ordinanza che aveva respinto la sua istanza di riparazione per ingiusta detenzione: era stato ristretto in carcere per 13 giorni sulla base di un'ordinanza cautelare poi annullata dal Tribunale del riesame per insufficienza di gravi indizi; successivamente assolto con sentenza del Tribunale di Torino del 05/02/2019. Il ricorso deduceva erronea applicazione dell'art. 314 c.p.p. e motivazione illogica circa l'esistenza di colpa grave ostativa al diritto alla riparazione, sostenendo che la valutazione del giudice della riparazione non poteva sovrapporsi a quella del giudizio di merito e che l'identificazione operata da terzi non attiene al comportamento personale del ricorrente rilevante per la riparazione.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il giudice della riparazione avesse correttamente e autonomamente valutato tutti gli elementi probatori disponibili ex ante per stabilire se il comportamento del Sanna avesse contribuito a creare l'apparenza di colpevolezza tale da escludere il diritto alla riparazione per ingiusta detenzione. In particolare la Corte ha condiviso che l'ammissione di rapporti continuativi e di un incontro conviviale con un coindagato e pluri-pregiudicato (Pascucci), unitamente al contesto investigativo che ha visto immagini di videosorveglianza riconducibili ai due, poteva contribuire a formare un grave quadro indiziario percepibile dall'autorità. Pertanto il ricorso è infondato e il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
La norma disciplina la riparazione per ingiusta detenzione; la Corte ricorda che il giudice della riparazione deve accertare se la detenzione sia dipesa da dolo o colpa grave del detenuto, valutando tutti gli elementi probatori utilizzabili in fase di indagine e compiendo una valutazione ex ante, autonoma rispetto al giudizio di merito
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 9212 del 13/11/2013 (Maltese)
Principio secondo cui il giudice della riparazione deve valutare ex ante, autonomamente rispetto al merito, se la condotta del ricorrente abbia contribuito a creare l'apparenza di configurabilità del reato
Giurisprudenza: Sez. U, n. 32383 del 27/05/2010 (D'Ambrosio)
Conferma che la valutazione ai fini della riparazione si concentra sull'apparenza della fondatezza delle accuse e sul contributo comportamentale del ricorrente a tale apparenza, non sulla responsabilità penale
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 19180 del 18/02/2016 (Buccini)
I giudici della riparazione possono esaminare tutti gli elementi probatori utilizzabili nella fase delle indagini, purché non espressamente esclusi in dibattimento
Giurisprudenza: Sez. 4, n. 27458 del 05/02/2019 (Hosni Hachemi Ben Hassen)
La sussistenza di condotte che manifestino eclatante negligenza, imprudenza o violazione di norme può integrare colpa grave ostativa all'indennizzo; la motivazione adeguata del giudice della riparazione è sindacabile limitatamente alla congruità
Giurisprudenza: Sez. 4, ord. n. 45418 del 25/11/2010 (Carere) e Sez. 4, n. 7956 del 20/10/2020 (Abbruzzese)
Principio che la contiguità esteriore rispetto a soggetti ritenuti responsabili (comportamenti percepibili come contiguità) può costituire elemento di colpa grave ai fini della riparazione
Massime di principio
- La semplice assoluzione nel merito non garantisce automaticamente il diritto alla riparazione: il giudice valuta se il comportamento del detenuto abbia contribuito a creare l'apparenza di colpevolezza.
- Il giudice della riparazione compie una valutazione ex ante, autonoma rispetto al processo penale, concentrandosi su elementi disponibili all'epoca della misura cautelare.
- Comportamenti di vicinanza o contiguità a soggetti notoriamente dediti a reati (es. rapporti continuativi, incontri comuni, immagini di videosorveglianza) possono integrare colpa grave se idonei a formare un grave quadro indiziario percepibile dall'autorità.
- Possono essere esaminati tutti gli elementi probatori utilizzabili nella fase delle indagini, purché non esclusi espressamente in dibattimento; tuttavia non si giudica la responsabilità penale, ma l'apparenza esterna che ha indotto la misura.
- Per ottenere la riparazione è utile documentare l'assenza di comportamenti che abbiano potuto contribuire a creare l'apparenza di colpevolezza e contestare puntualmente l'utilizzabilità o la rilevanza degli elementi probatori che hanno formato il quadro indiziario.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 11 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 533/2023 del 11/01/2023
- Sentenza penale · 11 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 534/2023 del 11/01/2023
- Sentenza penale · 11 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 536/2023 del 11/01/2023
- Sentenza penale · 11 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 537/2023 del 11/01/2023
- Sentenza penale · 11 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 539/2023 del 11/01/2023
- Sentenza penale · 11 gen 2023Cassazione Penale, Sentenza n. 540/2023 del 11/01/2023
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →