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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13485/2025 del 07/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava l'ordinanza della Corte di appello che, in sede esecutiva ex art. 671 c.p.p., aveva accolto solo parzialmente la richiesta di riconoscimento della continuazione tra più sentenze irrevocabili. In particolare, il giudice dell'esecuzione aveva ritenuto sussistente il vincolo tra alcuni gruppi di fatti di reato, rideterminando la pena complessiva per due blocchi di decisioni, ma aveva rigettato la richiesta per altre sentenze, ritenendo non dimostrata la connessione funzionale o l'unicità del disegno criminoso. Il ricorso, per come emerge dal testo, contestava la valutazione del giudice dell'esecuzione circa la mancata estensione del vincolo a tutte le condotte, sostenendo implicitamente che i diversi episodi dovessero essere trattati come espressione di un medesimo programma criminoso. La Corte di cassazione richiama però il principio per cui, quando la continuazione venga invocata in relazione a pluralità di reati direttamente o indirettamente collegati a un'organizzazione mafiosa, non basta l'astratta omogeneità dei reati, ma occorre una specifica indagine sulla natura dei sodalizi, sulla loro operatività concreta e sulla continuità nel tempo, per verificare l'unicità del momento deliberativo e la sua attuazione attraverso la progressiva appartenenza a una o più organizzazioni o alla medesima organizzazione.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi confermato la decisione impugnata nella parte in cui aveva riconosciuto la continuazione solo tra alcuni fatti di reato e l'aveva esclusa per gli altri, rilevando che: un primo episodio era stato correttamente escluso perché inserito in un contesto consortile camorristico diverso da quello del conflitto armato tra due clan; un altro episodio era stato correttamente escluso per la notevole distanza temporale rispetto agli altri fatti. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 671 c.p.p.

    in relazione ai reati giudicati dalle sentenze irrevocabili

    in sede esecutiva la continuazione può essere riconosciuta tra più reati già definitivamente giudicati, ma l'estensione del vincolo richiede una verifica concreta della connessione tra gli episodi e del medesimo disegno criminoso, specie se coinvolgono contesti mafiosi

  • art. 616 c.p.p.

    condanna ... al versamento di una somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende

    in caso di inammissibilità del ricorso segue la condanna alle spese processuali e al pagamento della sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende, salvo ricorrano ipotesi di esonero

Massime di principio

  • Nel procedimento di esecuzione, il riconoscimento della continuazione tra una pluralità di reati già giudicati non può fondarsi sulla sola omogeneità astratta delle condotte, ma richiede una verifica concreta del collegamento funzionale e dell'unicità del disegno criminoso.
  • Quando i fatti sono collegati, direttamente o indirettamente, a contesti di criminalità organizzata, è necessaria un'indagine specifica sulla natura dei sodalizi, sulla loro operatività concreta e sulla continuità temporale, per accertare se i diversi episodi derivino da un medesimo momento deliberativo.
  • La continuazione può essere riconosciuta solo per i gruppi di reati rispetto ai quali emerga una preordinazione comune e una connessione effettiva; vanno invece esclusi gli episodi inseriti in contesti consortili differenti o temporalmente troppo distanti dagli altri fatti.
  • Il ricorso per cassazione che non scalfisca la motivazione del giudice dell'esecuzione sulla mancanza di collegamento funzionale tra alcuni reati è destinato a essere dichiarato inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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