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Cassazione Civile, Ordinanza n. 20318/2023 del 14/07/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO CON RINVIO

Favorevole al ricorrente (banca)

La controversia

Una cliente aveva convenuto una banca chiedendo la declaratoria di nullità o annullabilità dell'operazione di investimento in obbligazioni argentine e, in subordine, il risarcimento dei danni per asserita violazione degli obblighi informativi e di comportamento dell'intermediario. Il Tribunale aveva rigettato le domande di invalidità ma accolto la domanda risarcitoria, liquidando il danno con detrazione del valore dei titoli alla data della decisione e dei ratei riscossi. In appello la banca lamentava, tra l'altro, che la Corte territoriale non avesse considerato un fatto sopravvenuto decisivo, e cioè la vendita dei titoli da parte dell'investitrice nel corso del giudizio di secondo grado, con incasso di un importo ben superiore al valore stimato in primo grado. Con il primo motivo di ricorso per cassazione la banca ha dedotto omesso esame di un fatto decisivo ex art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.; con il secondo, in via subordinata, nullità della sentenza per omessa pronuncia ex art. 112 c.p.c. La banca sosteneva che la vendita successiva dei titoli fosse ammissibilmente deducibile in appello, in quanto fatto sopravvenuto, e che dovesse essere considerata ai fini della compensatio lucri cum damno per evitare un'indebita locupletazione della danneggiata.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il primo motivo, ritenendo che il fatto sopravvenuto della vendita dei titoli fosse deducibile in appello e fosse decisivo per la liquidazione del danno, poiché rilevante ai fini della compensatio lucri cum damno. Ha quindi cassato la sentenza impugnata in relazione al motivo accolto e ha rinviato alla Corte d'appello di Messina, in diversa composizione, anche per le spese del giudizio di legittimità. Il secondo motivo è stato dichiarato assorbito.

Norme richiamate

  • art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

    Consente di censurare l'omesso esame di un fatto storico decisivo oggetto di discussione tra le parti; il fatto sopravvenuto dedotto dalla banca rientrava in tale paradigma.

  • art. 360, comma 1, n. 4, c.p.c.

    Richiamato in via subordinata per la dedotta nullità della sentenza di appello per omessa pronuncia.

  • art. 112 c.p.c.

    Invocato per sostenere l'omessa pronuncia su una eccezione o domanda introdotta con la comparsa conclusionale.

  • art. 345 c.p.c.

    Il divieto di nuove eccezioni in appello non opera per le eccezioni fondate su fatti sopravvenuti verificatisi dopo il termine utile per la loro deduzione in primo grado.

Massime di principio

  • Nel giudizio di appello è ammissibile la deduzione di un fatto sopravvenuto, verificatosi dopo il termine utile per allegarlo in primo grado, poiché tale deduzione non viola il divieto di nuove eccezioni e rispetta il principio del doppio grado di merito.
  • Ai fini della liquidazione del danno risarcibile, quando il medesimo fatto genera sia il danno sia un vantaggio per il danneggiato, il giudice deve applicare la compensatio lucri cum damno e detrarre dal pregiudizio anche i vantaggi economicamente apprezzabili derivanti dallo stesso fatto illecito, per evitare un ingiustificato arricchimento.
  • In una controversia risarcitoria relativa a investimenti finanziari, la successiva cessione dei titoli da parte dell'investitore può incidere in modo decisivo sulla quantificazione del danno e deve essere esaminata dal giudice se ritualmente dedotta.
  • L'omesso esame di un fatto sopravvenuto decisivo, ritualmente introdotto in appello, integra vizio denunciabile ai sensi dell'art. 360, comma 1, n. 5, c.p.c.

Come è indicizzato

MaterieIntermediazione finanziariaImpugnazioniProveInadempimento
RamiBancario e finanziarioProcesso civileObbligazioniResponsabilità civile
SottomaterieObblighi informativi MIFIDRicorso per cassazione
IstitutiOnere della provaCompensatio lucri cum damno

Testo integrale

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