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Cassazione Penale, Ordinanza n. 02058/2026 del 19/01/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (persona offesa)

La controversia

Nel procedimento originato da una notizia di reato attribuita a due indagate per appropriazione indebita in concorso, il G.i.p. aveva dichiarato inammissibile l’opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione e aveva quindi disposto l’archiviazione per infondatezza della notizia di reato. La persona offesa ha proposto ricorso per cassazione deducendo l’abnormità funzionale del decreto, perché l’opposizione sarebbe stata dichiarata inammissibile fuori dei casi previsti dalla legge nonostante l’indicazione di ulteriori indagini; perché sarebbe stato leso il diritto al contraddittorio, avendo il giudice valutato anche indagini difensive svolte dalle indagate senza consentire interlocuzione alla persona offesa; e perché il giudice avrebbe travisato l’oggetto delle richieste istruttorie, riferite non allo stato mentale di una persona indicata negli atti, ma alla sua impossibilità fisica di compiere le operazioni bancarie oggetto di querela. Le indagate hanno eccepito l’inammissibilità del ricorso, sostenendo che il provvedimento non fosse ricorribile per cassazione.

La decisione

La Corte ha ritenuto che il decreto di archiviazione emesso de plano in presenza di opposizione della persona offesa, quando si contesti la declaratoria di inammissibilità dell’opposizione ai sensi dell’art. 410, comma 1, c.p.p., non sia ricorribile per cassazione, ma solo reclamabile ai sensi dell’art. 410-bis, comma 3, c.p.p. Ha inoltre precisato che il ricorso per cassazione per abnormità è ammissibile solo quando l’ordinamento non preveda alcun altro mezzo di impugnazione o rimedio. Poiché nel caso esisteva il reclamo, il ricorso non era ammissibile neppure a voler ipotizzare l’abnormità denunciata. Applicando l’art. 568, comma 5, c.p.p., la Corte ha riqualificato il ricorso come reclamo e ha trasmesso gli atti al Tribunale di Lamezia Terme in composizione monocratica.

Norme richiamate

  • art. 410, comma 1, c.p.p.

    inammissibile al di fuori dei casi previsti dall'art. 410, comma 1

    la Corte richiama il limite entro cui l’opposizione della persona offesa alla richiesta di archiviazione può essere dichiarata inammissibile.

  • art. 410-bis, comma 3, c.p.p.

    unicamente reclamabile innanzi al tribunale in composizione monocratica

    il decreto di archiviazione emesso in tale situazione non è ricorribile per cassazione, ma soltanto reclamabile al tribunale monocratico.

  • art. 568, comma 5, c.p.p.

    il ricorso proposto dalla ricorrente deve essere quindi riqualificato

    la Corte applica la regola di conservazione dell’impugnazione, riqualificando l’atto nel rimedio corretto.

  • art. 611, comma 1, c.p.p.

    contraddittorio scritto, senza la presenza delle parti

    indica la forma di trattazione del procedimento di legittimità.

Massime di principio

  • Quando la legge prevede un rimedio specifico contro il decreto di archiviazione, il ricorso per cassazione non è ammissibile, anche se la parte prospetta profili di abnormità del provvedimento.
  • L’abnormità del provvedimento può giustificare il ricorso per cassazione solo in assenza di ogni altro mezzo di impugnazione o di rimedio idoneo a rimuovere l’atto.
  • Se un’impugnazione è proposta con denominazione o forma errata ma è riconducibile a un rimedio previsto dall’ordinamento, il giudice deve riqualificarla ai sensi dell’art. 568, comma 5, c.p.p. e trasmetterla al giudice competente.
  • Nel sistema dell’archiviazione, la declaratoria di inammissibilità dell’opposizione della persona offesa è sindacabile mediante reclamo al tribunale monocratico, non mediante ricorso diretto per cassazione.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniSequestro
RamiProcesso penale
IstitutiInutilizzabilità della prova

Testo integrale

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