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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8640/2024 del 27/02/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore ha impugnato l'ordinanza del Tribunale di Padova che non aveva convalidato l'arresto in flagranza di Deligios per il delitto di resistenza a pubblico ufficiale. L'arresto era avvenuto dopo che l'imputato, per sottrarsi a un controllo di polizia, era fuggito in motocicletta effettuando una serie di manovre estremamente pericolose (alta velocità, sorpassi azzardati, ingresso in corsia opposta, imbocco contromano di sensi unici), costringendo gli agenti a un inseguimento rischioso. Il Tribunale aveva ritenuto che mancassero condotte attivamente oppositive (es. tentativi di speronamento) e quindi che le condotte, seppur pericolose, non rientrassero nella tutela della norma incriminatrice.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso del Procuratore, ritenendolo fondato. Ha affermato che integra il reato di resistenza a pubblico ufficiale non solo l'opposizione fisica diretta, ma anche la fuga con il veicolo caratterizzata da manovre deliberate e finalizzate a impedire l'inseguimento, ostacolando l'esercizio della funzione pubblica e ponendo in pericolo l'incolumità degli agenti o degli altri utenti della strada. Ne consegue l'annullamento senza rinvio dell'ordinanza impugnata e la dichiarazione di legittimità dell'arresto di Deligios.

Norme richiamate

  • art. 337 c.p. (resistenza a pubblico ufficiale)

    La Corte interpreta la norma nel senso che la resistenza comprende anche condotte di fuga con veicolo che, mediante manovre volte a impedire l'inseguimento, ostacolano concretamente l'attività degli agenti e mettono deliberatamente in pericolo l'incolumità di questi o di terzi

  • Giurisprudenza della Cassazione - Besana

    Sez. 2, n. 44860 del 17/10/2019, Besana, Rv. 277765

    Conferma il principio che la fuga con manovre finalizzate a impedire l'inseguimento integra la resistenza a pubblico ufficiale quando ostacola concretamente l'esercizio della funzione e pone in pericolo la sicurezza

  • Giurisprudenza della Cassazione - E.

    Sez. F, n. 40 del 10/09/2013, dep. 2014, E., Rv. 257915

    Ulteriore precedente che qualifica come rilevante per la resistenza la condotta di guida pericolosa e le manovre idonee a eludere o impedire l'azione degli agenti

  • Giurisprudenza della Cassazione - Campicello

    Sez. 4, n. 41936 del 14/07/2006, Campicello, Rv. 235535

    Precedente che individua la riconducibilità alla fattispecie di resistenza delle condotte di fuga che concretamente ostacolano l'inseguimento e mettono in pericolo l'incolumità

Massime di principio

  • La mera fuga dal controllo di polizia non sempre configura resistenza; diventa reato se accompagnata da manovre deliberate finalizzate a impedire l'inseguimento e che ostacolano concretamente l'attività degli agenti
  • Elementi decisivi: serie di manovre ostative (speronamenti o tentativi di speronamento, ingresso in corsia opposta, contromano, sorpassi azzardati), intenzionalità di impedire la cattura e rischio oggettivo per l'incolumità degli agenti o dei terzi
  • In valutazioni analoghe, il giudice deve prendere in considerazione la pericolosità oggettiva della condotta e il suo concreto effetto sull'esercizio della funzione pubblica, non solo la presenza di contatti fisici o aggressioni dirette
  • Quando ricorrano tali circostanze, l'arresto in flagranza è convalidabile e la condotta può essere inquadrata come resistenza a pubblico ufficiale
  • Nelle difese di casi simili è utile distinguere chiaramente tra semplice fuga non ostativa e fuga con condotte attive di impedimento; la prova di manovre volte a eludere l'inseguimento è cruciale

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