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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 5343/2022 del 18/02/2022

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti chiedevano che fosse accertato e dichiarato che determinate particelle catastali in Comune di Camerota (derivate dalle partt. 109 e 141) non fossero comprese nel demanio ad uso civico del Comune ma fossero di loro proprietà, avendo già ottenuto pronunce civili (Tribunale di Salerno n.1385/1997; Corte d'Appello di Salerno n.114/2000; Cassazione n.1512/2003) che riconoscevano la titolarità privata. In primo grado il Commissario per la liquidazione degli usi civici aveva dato ragione ai ricorrenti. La Regione Campania, il Comune e altri avevano impugnato sostenendo che un decreto del Presidente della Giunta regionale della Campania n.12886/1995 aveva già incluso quei terreni nel demanio ad uso civico e che tale atto amministrativo non poteva essere disapplicato dal Commissario, sicché i ricorrenti avrebbero dovuto impugnare il decreto davanti al giudice amministrativo.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto in parte i ricorsi (ha ritenuto fondati e ha accolto il secondo e il quarto motivo del ricorso principale e il primo, secondo e terzo motivo del ricorso incidentale; ha dichiarato assorbiti altri motivi) e ha cassato la sentenza della Corte d'Appello di Roma del 23.3/11.4.2017 limitatamente ai profili censurati. La Corte ha rilevato che: (i) il Commissario per la liquidazione degli usi civici (e, in sede di gravame, la Corte d'appello) può disapplicare atti amministrativi illegittimi quando la disapplicazione sia strumentale alla decisione principale richiesta (quindi il decreto regionale n.12886/1995 poteva essere disapplicato nell'ambito dell'accertamento negativo della qualitas soli); (ii) l'anteriorità cronologica del decreto regionale rispetto ai giudicati civili non rendeva i diritti individuati nel decreto incontestabili e la Corte territoriale aveva errato nel ritenere il giudicato esterno inopponibile senza esaminarne l'efficacia. Per questi motivi la Cassazione ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato la causa alla stessa sezione della Corte d'Appello di Roma in diversa composizione per nuovo esame. In sede di rinvio saranno regolate le spese; è stata anche esclusa l'esazione di un ulteriore contributo unificato per i ricorrenti.

Norme richiamate

  • legge n. 2248/1865, allegato "E"

    La Corte riconosce che, ai sensi di tali disposizioni, il commissario per la liquidazione degli usi civici può disapplicare atti amministrativi illegittimi (art. 5) se ciò è strumentale alla decisione principale sull'accertamento della natura demaniale dei terreni

  • legge n. 1766/1927

    Stabilisce la giurisdizione dei commissari per la liquidazione degli usi civici; la Corte ricorda che tale giurisdizione è esclusiva per le controversie sull'accertamento degli usi civici e dell'appartenenza al demanio civico

  • codice civile

    Art. 942 (norme sulla comunione e usi civici) è il contesto sostanziale cui si è fatto riferimento; art. 2909 (efficacia del giudicato) rileva nella valutazione dell'opponibilità del giudicato civile agli atti amministrativi e alla controversia sulla qualitas soli

  • r.d. n. 332/1928

    Citato tra le norme richiamate in relazione a competenze e procedure sulla materia dei demani e degli usi civici; la Corte lo richiama nel novero delle norme di settore

  • codice di procedura civile

    art. 360 (motivi di cassazione)

    I mezzi di impugnazione utilizzati (art. 360, comma 1 nn. 3,4 e comma 10 n.5) sono stati quelli per censurare violazioni di legge, omesso esame di fatti decisivi e contraddittorietà della motivazione

  • d.P.R. n. 115/2002

    art. 13, 1° co. quater; art. 13, 10 co. bis

    Riguarda il contributo unificato: la Corte ha ritenuto che, per effetto dell'accoglimento, non dovesse essere corrisposto un ulteriore importo dai ricorrenti

Massime di principio

  • Nelle controversie sulla qualitas soli e sugli usi civici il Commissario per la liquidazione degli usi civici ha giurisdizione esclusiva e può, se necessario e strumentale alla decisione richiesta, disapplicare atti amministrativi illegittimi che proclamino l'appartenenza dei terreni al demanio civico
  • La mera anteriorità cronologica di un atto amministrativo rispetto a pronunce civili non impedisce di discutere la legittimità dell'atto nel procedimento competente né esclude automaticamente l'opponibilità del giudicato civile: il giudicato esterno va esaminato e la sua efficacia valutata, non semplicemente disattesa per motivo di anteriorità del provvedimento amministrativo
  • La Corte di merito non può limitarsi ad un assunto di insuscettibilità di disapplicazione senza svolgere il necessario esame motivato dell'efficacia del giudicato e degli elementi probatori prodotti; l'‘assorbimento’ di questioni rilevanti non giustifica l'omissione di una valutazione sostanziale
  • In procedure miste amministrativo-civilistiche riguardanti demanio e usi civici è obbligatorio verificare la strumentalità della disapplicazione dell'atto amministrativo rispetto alla domanda principale: se questa sussiste, il giudice (o il commissario) può procedere alla disapplicazione
  • Se la corte d'appello omette o sbaglia la valutazione di questioni decisive (es. efficacia di un giudicato esterno), la Corte di Cassazione può cassare e rinviare per un nuovo esame in diversa composizione

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