Cassazione Penale, Sentenza n. 20730/2022 del 27/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti hanno chiesto la revoca dell'ordine di demolizione emesso in esecuzione delle sentenze penali del 1997/1998 riguardanti un immobile appartenente alla madre di Pane. Hanno articolato due censure: (1) la presentezione nel 2015 di un permesso di costruire in sanatoria rilasciato dal Comune di Castellammare di Stabia che, secondo loro, regolarizzava la volumetria e non era atto elusivo, anche perché Pane e la madre risultavano occupare esclusivamente due appartamenti distinti; (2) la mancata considerazione da parte del giudice dell'esecuzione di una sentenza della Corte napoletana (avviso di deposito del 28/4/1999) che, a loro dire, avrebbe disposto la revoca del provvedimento di demolizione. Hanno quindi chiesto la revoca dell'ordine di demolizione sulla base del permesso in sanatoria e della presunta giurisprudenza favorevole.
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha rilevato che il Comune aveva annullato in autotutela il permesso di costruire in sanatoria, per cui non esisteva alcun atto amministrativo idoneo a paralizzare l'ordine di demolizione. I ricorrenti non hanno confutato il passaggio motivazionale dell'ordinanza impugnata né prodotto in modo completo e convincente la sentenza richiamata; le decisioni addotte non erano integralmente depositate e il titolo esecutivo fondante l'ordine di demolizione risultava formato dalle sentenze del 1997 e 1998. La Corte ha inoltre richiamato la giurisprudenza secondo cui l'ordine di demolizione può essere revocato solo se incompatibile con un atto amministrativo che abbia sanato l'abuso. Le censure sono state quindi ritenute manifestamente infondate o generiche e i ricorsi dichiarati inammissibili; i ricorrenti sono condannati alle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
menzionato nella motivazione
Si applica per le conseguenze dell'inammissibilità del ricorso, con condanna alle spese e al versamento previsto in favore della Cassa delle ammende; la declaratoria di inammissibilità comporta l'onere delle spese e l'ammenda equitativamente fissata.
Sentenza Corte costituzionale n. 186/2000
citata (13 giugno 2000, n.186)
Richiamata in tema di valutazione della buona fede o colpa nella proposizione del ricorso; la Corte ricorda che non sussistono elementi per ritenere che il ricorso sia stato proposto senza colpa, pur persistendo l'inammissibilità.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 3456 del 21/11/2012, Oliva)
Sez. 3, n. 3456 del 21/11/2012, dep. 2013, Oliva, Rv. 254426
Principio secondo cui l'ordine di demolizione, pur emanato dal giudice, può essere revocato se risulta incompatibile con successivi provvedimenti della pubblica amministrazione che abbiano concesso una diversa destinazione o abbiano sanato l'abuso; implica che l'esistenza e la persistenza di un titolo amministrativo valido possono paralizzare l'esecuzione.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 47402 del 21/10/2014, Chisci)
Sez. 3, n. 47402 del 21/10/2014, Chisci e altro, Rv. 260972
Il giudice dell'esecuzione ha il potere-dovere di verificare la legittimità dell'atto concessorio sotto il profilo della sussistenza dei presupposti e dei requisiti formali e sostanziali richiesti dalla legge.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 18949 del 10/03/2016, Contadini)
Sez. 3, n. 18949 del 10/03/2016, Contadini e altro, Rv. 267024
Richiama orientamenti che escludono un diritto assoluto alla inviolabilità del domicilio che possa impedire l'esecuzione dell'ordine di demolizione di opere abusive; la CEDU non preclude in astratto l'abbattimento quando necessario a ristabilire l'ordine urbanistico, ferma la valutazione di proporzionalità.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (Sez. 3, n. 46588 del 03/10/2019, Bercigli)
Sez. 3, n. 46588 del 03/10/2019, Bercigli, Rv. 277281
Principio secondo cui una doglianza manifestamente infondata o che non dimostra interesse concreto può essere dichiarata inammissibile per carenza di interesse.
Massime di principio
- Se un permesso edilizio in sanatoria viene annullato in autotutela dall'amministrazione, esso non può costituire un ostacolo all'esecuzione di un ordine di demolizione già disposto: la revoca o l'annullamento amministrativo rendono inutilizzabile quel titolo a paralizzare l'esecuzione.
- Per ottenere la revoca di un ordine di demolizione è necessario produrre documentazione completa e precisa che dimostri l'esistenza di un titolo amministrativo vincolante e non revocato o una decisione giurisdizionale che incide direttamente e specificamente sul titolo esecutivo; mere menzioni o documenti incompleti sono insufficienti e possono portare all'inammissibilità.
- Il giudice dell'esecuzione deve verificare la legittimità formale e sostanziale degli atti amministrativi (concessioni, permessi in sanatoria) che possono incidere sull'esecuzione; tuttavia tale verifica non consente di eludere la necessità di provare concretamente l'ostatività dell'atto.
- Gli argomenti basati su diritti alla inviolabilità del domicilio o su principi CEDU non escludono in assoluto l'abbattimento di opere abusive: la questione va affrontata con un concreto e specifico ragionamento di proporzionalità riferito al caso concreto.
- Le impugnazioni generiche, non corredate dai provvedimenti integrali richiamati o da chiare spiegazioni sul loro effetto sul titolo esecutivo, sono destinate a essere dichiarate inammissibili per carenza di interesse o genericità.
Testo integrale
Continua a leggere gratis
Crea il tuo account Trovanorma: leggi il testo integrale della pronuncia, apri l’originale e chiedi all’AI di applicarlo al tuo caso, con ogni fonte citata.
7 giorni di prova · Nessuna carta di credito
Hai già un account? Accedi
La sintesi è generata dall'AI di Trovanorma a partire dal testo pubblicato da Giurisprudenza penale, ha finalità informative e non sostituisce la lettura del documento né un parere professionale: fa fede il testo ufficiale.
Altri documenti di Giurisprudenza penale
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20654/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20655/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20656/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20657/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20658/2022 del 27/05/2022
- Sentenza penale · 27 mag 2022Cassazione Penale, Sentenza n. 20661/2022 del 27/05/2022
Cerchi altro? Cerca gratis in Giurisprudenza penale →