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Cassazione Penale, Ordinanza n. 39622/2025 del 10/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (giudice dell'esecuzione)

La controversia

Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza della Corte d'appello che aveva negato il riconoscimento della continuazione tra i reati indicati nella relativa istanza. Dalla motivazione emerge che il giudice dell'esecuzione aveva escluso la sussistenza di un medesimo disegno criminoso, valorizzando: l'assenza di elementi da cui desumere che, sin dal primo reato, fossero stati programmati anche i reati successivi; la notevole distanza temporale tra i fatti; le diverse modalità e situazioni di consumazione; la presenza di differenti concorrenti. Il ricorrente ha contestato tale valutazione, ma le censure sono state ritenute generiche e dirette, in sostanza, a ottenere una diversa lettura del compendio probatorio e delle sentenze poste in esecuzione.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato e lo ha dichiarato inammissibile. Ha ritenuto corretta la decisione del giudice dell'esecuzione che aveva negato la continuazione, poiché non risultava che i reati fossero stati programmati sin dall'origine nell'ambito di un unico disegno criminoso; al contrario, emergevano autonome risoluzioni criminose, distinte per tempo, modalità e contesto, sintomatiche di una volontà criminale pervicace ma non tale da fondare il beneficio della continuazione. Conseguentemente, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 81, secondo comma, c.p.

    sino alle linee generali richieste dall'art. 81, secondo comma, cod. pen.

    La continuazione richiede che, già al momento della consumazione del primo reato, risulti programmato anche il successivo, almeno nelle linee generali; in difetto, i fatti restano espressione di autonome risoluzioni criminose.

  • Cassa delle ammende

    somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende

    In caso di inammissibilità del ricorso, in assenza di elementi idonei a escludere la colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, il ricorrente è tenuto al versamento della somma stabilita dalla Corte.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della continuazione presuppone la prova di un preventivo programma criminoso, almeno nelle sue linee essenziali, che abbracci anche i reati successivi rispetto al primo.
  • La notevole distanza temporale tra i fatti, la diversità delle modalità esecutive, il diverso contesto di consumazione e la partecipazione di concorrenti differenti sono indici ostativi al riconoscimento del medesimo disegno criminoso.
  • In sede di legittimità non è consentito trasformare il ricorso in una richiesta di rivalutazione del merito del compendio probatorio già apprezzato dal giudice dell'esecuzione, salvo il controllo sulla manifesta illogicità della motivazione.
  • Quando il ricorso è generico e mira solo a sovrapporre una lettura alternativa delle prove a quella del giudice di merito o dell'esecuzione, la Corte può dichiararne l'inammissibilità.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna alle spese processuali e, salvo prova contraria sulla mancanza di colpa, al versamento di una somma alla Cassa delle ammende.

Come è indicizzato

MateriePena e commisurazioneImpugnazioniEsecuzione penale
RamiParte generaleProcesso penale
IstitutiContinuazione

Testo integrale

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