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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 48824/2023 del 07/12/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Salerno che aveva rigettato l'istanza di riesame avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca (art. 10‑quater D.Lgs. 74/2000). Due motivi principali: 1) vizio procedurale per presunta violazione del termine perentorio di 10 giorni (art. 309 comma 9 c.p.p. e art. 324 c.p.p.), sostenendo che atti rilevanti sarebbero pervenuti il 4 maggio 2023 e non l'11 maggio 2023; 2) vizio di motivazione e carenza di elementi indiziari relativi alla posizione della Rino Trasporti s.r.l., con critica alla mancata specifica valutazione della estraneità e buona fede, e alla inadeguata motivazione del "periculum in mora" (rischio di dispersione del profitto) da parte del Gip e del tribunale del riesame.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo (rilievo sul decorso del termine di 10 giorni), ritenendo che i documenti aggiuntivi fossero pertinenti alla richiesta di riesame e quindi rilevanti per il computo del termine. Il secondo motivo è stato ritenuto fondato: la Corte ha ritenuto carente la motivazione sul "periculum in mora" secondo i parametri stabiliti dalle Sezioni Unite, e ha affermato che il tribunale non poteva integrare una motivazione mancante del Gip né sostenere un giudizio anticipato di colpevolezza della legale rappresentante. Sulla base di ciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza del tribunale di Salerno e l'ordinanza del Gip del Tribunale di Vallo della Lucania del 14/05/2023 e ha ordinato la restituzione di quanto sottoposto a sequestro all'avente diritto; ha inoltre disposto la comunicazione al Procuratore Generale ai sensi dell'art. 626 c.p.p.

Norme richiamate

  • D.Lgs. 74/2000, art. 10‑quater

    Norma che riguarda l'indebita compensazione e i profitti di reato tributario; costituisce il titolo del reato da cui deriva la confisca diretta e il sequestro preventivo adottato.

  • Codice di procedura penale, art. 606 lett. b)

    Rimando alla norma che disciplina i motivi di cassazione per vizio di motivazione (lett. b): il ricorso ha invocato tale articolo per contestare la mancanza o apparente motivazione.

  • Codice di procedura penale, art. 324

    Regola l'impugnazione del provvedimento di rigetto dell'istanza cautelare e richiede che il ricorrente alleghi la prova dell'avvenuta esecuzione del decreto di sequestro e indichi i beni di cui chiede la restituzione; la Corte ha richiamato l'onere probatorio per l'ammissibilità.

  • Codice di procedura penale, art. 309 comma 9

    Norma sul termine perentorio di 10 giorni per la decisione del tribunale del riesame; la Corte ha precisato che il termine decorre dal momento in cui il tribunale ritiene completa l'acquisizione degli atti rilevanti.

  • Codice di procedura penale, art. 321 comma 2 e art. 240 c.p.

    Riferimenti alla disciplina del sequestro preventivo finalizzato alla confisca e alla necessità che il provvedimento contenga motivazione, compresa quella sul periculum in mora, salvo le eccezioni previste (Sezioni Unite).

  • Codice di procedura penale, art. 626

    Norma richiamata per la comunicazione alla Procura Generale in sede per gli ulteriori adempimenti di competenza; la Corte ha disposto la trasmissione.

  • Giurisprudenza: Sez. U, n. 36959/2021

    Principio secondo cui il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere la concisa motivazione anche del periculum in mora, salvo casi specifici; la Corte ha applicato questo orientamento per valutare la carenza motivazionale.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 13283/2021 e altre pronunce (Sez. 6 n. 47883/2019; Sez. 3 n. 44640/2015; Sez. 3 n. 39846/2022)

    Richiamate per i principi sul ruolo del collegio del riesame nella valutazione degli atti pertinenti, sul carattere perentorio del termine che decorre dalla completa acquisizione degli atti e sulla possibilità per il terzo di contestare fumus e periculum in mora nei limiti indicati dalla giurisprudenza.

Massime di principio

  • Il terzo interessato al sequestro (es. proprietario dell'ente/beni) può, nel riesame, contestare non solo la propria estraneità e buona fede ma anche profili relativi al fumus del reato e al periculum in mora quando questi incidono sulla sua posizione.
  • Il provvedimento di sequestro preventivo finalizzato alla confisca deve contenere una motivazione specifica e adeguata sul "periculum in mora"; l'assenza di tale motivazione integra un vizio rilevante che può comportare l'annullamento del sequestro.
  • Il tribunale del riesame deve considerare tutti gli atti pertinenti alla completa cognizione della misura; il termine per decidere (10 giorni) decorre dal momento in cui il collegio ritiene completa l'acquisizione della documentazione rilevante.
  • Documenti successivi che attengono alla consistenza ed estensione del sequestro (es. verbali di sequestro su conti, disposizioni di dissequestro parziale, concentrazione in unico conto) sono rilevanti ai fini del riesame e devono essere valutati dal collegio.
  • Per l'ammissibilità dell'impugnazione del sequestro è necessario che il ricorrente alleghi la prova dell'esecuzione del decreto di sequestro e indichi i beni di cui chiede la restituzione; fornire informazioni patrimoniali può essere decisivo per confutare il periculum.
  • Non è consentito al giudice del riesame integrare ex post una motivazione mancante del Gip: la carenza motivazionale del provvedimento originario non può essere sanata con argomentazioni aggiuntive del riesame che suppliscano alla mancanza del Gip.

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