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Cassazione Penale, Ordinanza n. 12932/2025 del 03/04/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Conseguentemente ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende. La sentenza di merito resta quindi ferma quanto all'affermazione di responsabilità per rapina e al trattamento sanzionatorio irrogato.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La decisione riguarda il ricorso per cassazione proposto dall'imputato avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva confermato la sua responsabilità per rapina. Il primo motivo censurava l'affermazione di responsabilità, deducendo l'insussistenza dell'elemento soggettivo del delitto di rapina; la Corte ha rilevato che la doglianza mirava in sostanza a una nuova valutazione del compendio probatorio e a una diversa ricostruzione dei fatti, attività precluse in sede di legittimità. Il secondo motivo contestava il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità ex art. 62, primo comma, n. 4, c.p.; la Corte ha ritenuto il motivo manifestamente infondato, richiamando il principio secondo cui, nella rapina, occorre valutare globalmente il pregiudizio, includendo anche gli effetti della violenza o minaccia sulla persona offesa, e non solo il valore del bene sottratto. L'ultimo motivo deduceva l'eccessività del trattamento sanzionatorio; la Corte lo ha ritenuto inammissibile perché investiva una valutazione discrezionale del giudice di merito, adeguatamente motivata, non censurabile in cassazione se non manifestamente illogica o arbitraria.

Norme richiamate

  • art. 62, primo comma, n. 4, c.p.

    attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità

    L'attenuante richiede che il pregiudizio cagionato sia lievissimo, di valore economico pressoché irrisorio, considerando non solo il valore del bene sottratto ma anche gli ulteriori effetti dannosi subiti dalla persona offesa; nella rapina rileva inoltre la natura plurioffensiva del reato, che impone di valutare anche la lesione della persona.

  • art. 133 c.p.

    elementi di cui all'art. 133 cod. pen.

    La motivazione sulla pena può ritenersi sufficiente se il giudice richiama gli elementi ritenuti decisivi o rilevanti ai fini della commisurazione.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non è consentito sollecitare una nuova valutazione delle prove o una diversa ricostruzione dei fatti, neppure mediante una lettura alternativa, purché plausibile, del materiale probatorio già esaminato dal giudice di merito.
  • La censura sull'elemento soggettivo del reato è inammissibile quando si risolva in una contestazione del giudizio di attendibilità delle prove e della ricostruzione fattuale compiuta nei gradi di merito.
  • L'attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità presuppone un pregiudizio complessivo lievissimo e va apprezzata tenendo conto non solo del valore del bene, ma anche di ogni ulteriore conseguenza dannosa per la persona offesa.
  • Nel delitto di rapina la modestia del valore del bene sottratto non basta, da sola, a integrare la speciale tenuità del danno, poiché il reato è plurioffensivo e lede anche la libertà e l'integrità fisica o morale della persona aggredita.
  • La determinazione della pena rientra nella discrezionalità del giudice di merito e non è sindacabile in cassazione se sorretta da motivazione sufficiente e non manifestamente illogica; una motivazione sintetica può essere adeguata, specie se la pena è inferiore alla media edittale.

Come è indicizzato

MaterieRapinaImpugnazioni
RamiDelitti contro il patrimonioProcesso penale
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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