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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 13021/2023 del 28/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente chiedeva la restituzione del termine per proporre opposizione al decreto penale di condanna n. 2312/18 del 02/10/2018 per furto aggravato di energia elettrica, sostenendo di non aver avuto effettiva conoscenza del decreto. L'istanza era stata rigettata dal GIP per genericità. In Cassazione il ricorrente deduce tre censure: 1) errata individuazione del giudice competente (riteneva competente il Tribunale, non il GIP, perché aveva proposto opposizione senza riti alternativi); 2) il GIP non avrebbe verificato la effettiva conoscenza del provvedimento ai sensi dell'art. 175 co. 2, nonostante la notifica fosse avvenuta per compiuta giacenza e il ricorrente avesse allegato che il condominio usa un'unica cassetta postale esterna, che gli avrebbe impedito di ricevere l'atto; 3) violazione della giurisprudenza di legittimità che richiede verifica della reale conoscenza anche quando sussiste compiuta giacenza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto in parte il ricorso. Ha ritenuto infondato il primo motivo (la competenza a decidere sulla restituzione del termine spetta al GIP che ha emesso il decreto penale). Ha invece ritenuto fondati i secondi motivi: il GIP non ha adeguatamente valutato le specifiche allegazioni del ricorrente (collocazione della cassetta postale, fotografie e mancata effettiva conoscenza), ha dato una motivazione apparente bollando le deduzioni come generiche senza verificare la concreta esperienza di conoscenza del decreto. Perciò la Cassazione ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio per nuovo giudizio al Tribunale di Roma affinchè si accerti, con i poteri istruttori, la reale tempestiva conoscenza o meno del provvedimento e decida di conseguenza.

Norme richiamate

  • art. 175 cod. proc. pen., comma 2

    l'imputato condannato con decreto penale, che non ha avuto tempestivamente effettiva conoscenza del provvedimento, è restituito, a sua richiesta, nel termine per proporre opposizione, salvo che vi abbia rinunciato

    La Corte interpreta la norma nel senso che il giudice è tenuto a verificare, sulla base di idonee allegazioni dell'interessato e con i poteri di accertamento ordinari, se l'imputato ha avuto tempestiva effettiva conoscenza; l'onere dell'imputato è solo di allegare i motivi della mancata conoscenza, non di provare definitivamente il fatto.

  • art. 175 cod. proc. pen., comma 4

    Richiamato in relazione alla disciplina della restituzione del termine; la giurisprudenza della Corte chiarisce che, per il decreto penale impugnato, la competenza a decidere sulla restituzione del termine spetta al GIP che ha emesso il decreto.

  • art. 460 cod. proc. pen., comma 4

    Citato in rapporto all'onere di verifica della effettiva conoscenza: la Corte segnala che la regolarità formale della notifica (compiuta giacenza) non esaurisce la valutazione sulla conoscenza reale dell'atto.

  • art. 461 cod. proc. pen., comma 3

    Norma richiamata nel procedimento di opposizione al decreto penale; utilizzata nel quadro delle questioni processuali sulla competenza e sui termini.

  • art. 157 cod. proc. pen.

    La notifica contestata era stata eseguita con le forme previste dall'art. 157 (deposito nella casa comunale e compiuta giacenza); la Corte però ricorda che la forma di notifica non esclude di per sé la verifica della effettiva conoscenza.

  • legge n. 67 del 2014, art. 11 comma 6

    Ha modificato il testo dell'art. 175 comma 2; la Corte ritiene applicabile la nuova formulazione e la interpreta nel senso di rafforzare l'obbligo del giudice di accertare la effettiva conoscenza quando il ricorrente allega circostanze concrete.

  • art. 6 Convenzione europea dei diritti dell'uomo

    Richiamato per richiamare la giurisprudenza della Corte EDU (Sejdovic, Somogyi) che impone garanzie per chi sia stato condannato in contumacia e non sia stato effettivamente informato, con la conseguente necessità di un meccanismo che consenta un nuovo esame del caso.

Massime di principio

  • La competenza a decidere sulla restituzione del termine per proporre opposizione a un decreto penale spetta al GIP che ha emesso il decreto; l'eccezione del ricorrente in ordine a competenza al Tribunale è infondata.
  • Quando il destinatario contesta di non avere avuto effettiva conoscenza del decreto notificato per compiuta giacenza, il suo onere è quello di allegare circostanze concrete che rendano probabile la mancata conoscenza (es. cassetta postale comune esterna, fotografie, altri elementi), non di fornire la prova piena.
  • Il giudice ha l'obbligo di verificare, utilizzando i poteri istruttori ordinari, la reale tempestiva conoscenza del provvedimento; non può limitarsi a ritenere sufficiente la regolarità formale della notifica quando sussistono elementi di obiettiva incertezza.
  • Se persiste una situazione di obiettiva incertezza circa la effettiva conoscenza dell'atto, il giudice deve disporre la restituzione nel termine per proporre opposizione.
  • In casi pratici, il destinatario che intenda chiedere la restituzione del termine dovrebbe documentare con il massimo grado possibile di precisione le ragioni della mancata conoscenza (fotografie del luogo della cassetta postale, dichiarazioni dei condomini, comunicazioni con il servizio postale) per indurre il giudice a svolgere gli accertamenti necessari.
  • La regolarità formale della notifica (compiuta giacenza) non è di per sé conclusiva circa la effettiva conoscenza: la valutazione sostanziale rimane obbligatoria per tutelare il diritto di difesa e i principi della CEDU.

Testo integrale

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